I PAESAGGI SUBLIMI
sono i paesaggi in cui l'ammirazione raggiunge il suo apice: il mare, la montagna, il deserto, la foresta, i poli → luoghi geografici per eccellenza, che esercitano un vero fascino su chi vi abita e, soprattutto, sui visitatori.
MARE = il mare fa paura ed è sempre temuto; è natura per eccellenza, anche quando è solcato da navi e inquinato. Per molto tempo è stato frequentato solo da pochi avventurieri, e fu dunque necessario “inventare” la riva, il mare, il litorale. E stato questo il lavoro svolto durante il Settecento, l’Ottocento e il Novecento.
LITORALI = i litorali costituiscono oggi il canale del “sublime” più frequentato del mondo; la contemplazione del mare suscita nello stesso tempo l’angoscia e la pace, la paura per le possibili catastrofi e la vita riposante di una grande distesa perfettamente piatta e dolce. La spiaggia che richiama il gioco ed è divenuta luogo di piacevole svago per eccellenza.
MONTAGNA = Il paesaggio della montagna fornisce il sublime per eccellenza. Offre tutte le possibilità della distinzione sociale in relazione all’altitudine
-In basso la vallata, il mortale comune
-A metà del pendio la foresta e i suoi alpeggi = luogo dove la classe media delle escursioni e delle stazioni sciistiche effettua i suoi bivacchi ricchi di aria “ossigenata” e usa i suoi scarponi mossi dai robusti polpacci
-Un po’ più in alto, con i primi campi innevati o ricoperti dai ghiacciai, si trovano le aree riservate a una minoranza di veri iniziati: le rocce; il fuoripista; gli sport sulla neve; la libertà di rischiare con una parvenza di sicurezza
DESERTO = il più strano di tutti questi paesaggi sublimi: strano, disabitato, senza acqua, animali, vegetazione e uomini, anche se questo non sempre è del tutto vero. Strano, secco, spoglio al massimo, ma da riscoprire senza sosta in una varietà infinita; è un luogo dove il fascino dei miraggi mischia l’immaginario, la materia e la luce. A volte esso ospita anche il petrolio.
FIUME- FORESTA = Il fiume e la foresta rimandano a realtà meno forti; il fiume può incutere paura, ma dappertutto affascina perché è anche un legame, un possibile punto di riferimento. La foresta spaventa, ma serve da rifugio a numerosi popoli. Sono gli spazi sublimi della banalità. Questi paesaggi appaiono spesso come spazi minacciati.
Tutti i paesaggi “sublimi” sono minacciati: gli uomini scoprono come in un incubo, le rive inquinate, le foreste sradicate, i fiumi deviati dai loro percorsi, i rifiuti e gli scarti abbandonati sull’Himalaya, il deserto che ospita sotto il bitume delle autostrade. Restano ancora incontaminati il cielo e lo spazio. È il paesaggio supremo, anche se i geografi finora vi hanno manifestato un interesse ridotto.