Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
L'arte contemporanea Vettese 2 - Coggle Diagram
L'arte contemporanea Vettese 2
3. Ready Made e altre storie
Secondo alcuni, l'arte è divenuta provocazione. Tale concezione riprende quella di Marcel Duchamp sul ready made, oggetti quotidiani che divengono arte (es orinatoio)
Molte delle opere contemporanee potrebbero sembrare dei ready made: es. doppioni di Warhol doppioni perfetti ma ridipinti
Nei ready made è fondamentale la firma, che distingue un oggetto letto come opera d'arte. Per Vettese viviamo nell'epoca della firma, mentre in passato questa non era importante (cfr Michelangelo che firma la pietà)
necessità della personalizzazione, accentuata dai social network (identità online)
Quando l'opera negli anni sessanta è ridotta alla sua idea (no fisicità), si propose un certificato di autenticità (Piero Manzoni)
Bricolage: inventato da Picasso e Braque, che influenza anche la cinematografia. Grande sperimentalismo delle avanguardie; Richard Hamilton, nel collage che segnò la nascita della pop art radunò simboli della società del consumo
Linguaggio a brandelli, perché non vi è nulla da dichiarare ai posteri
l'arte allora è transitoria, non aulica ma continua a consolare, e caratterizzata dal sovrapporsi di culture > antropofagia: mangiare l'altro e mescolarsi
4. Perché sono nate le nuove tecniche
richieste maggiori competenze; Sennet artista è un uomo artigiano, ed ogni epoca offre mezzi diversi
es.
Medioevo e rinascimento diffusi gli affreschi, poi i quadri, esempi di pittura trasportabile, fino ai colori sintetici dell'ambito tessile che permisero alla pittura impressionista e infine espressionista di marcarsi
le vecchie tecniche non si dimenticano
importanza della riproducibilità dell'immagine, con modifiche rispetto all'irriproducibilità dell'opera
Negli anni sessanta, Warhol e altri hanno riflettuto sul consumo bulimico di immagini, nate per la pubblicità e l'intrattenimento. Ruolo di coscienza critica sulla diffusione di immagini
Presenza di protesi, che danno l'inizio all'epoca dell'always on. Riflessioni sul corpo umano ma anche su vegetali e animali > Dolly, prima pecora clonata
5. Come si distingue un'opera da un non opera
questione non secondaria: si ricordi l'episodio di Marcell Duchamp
l'opera d'arte può essere individuata come tale dai critici, che spesso errano. Vi è necessità di alcuni mediatori, ma ognuno osserva l'opera secondo il proprio vissuto
Il problema della comprensione e della tradizione: quando non si comprende un'opera si genera rabbia, emozione ricercata insieme al disorientamento dalle avanguardie fino a Piero Manzoni con Merda d'artista
affermare che un'opera è un capolavoro è impegnativo. Per rispondere all'interrogativo, forse bisogna spogliarsi del proprio ruolo di spettatore per pensare come l'artista si pone di fronte a ciò che ha realizzato
6. Che cos'è il sistema dell'arte
Alloway è stato il primo ad utilizzare l'espressione sistema dell'arte; i valori sono determinati da una comunità
non esiste però un mondo dell'arte; il riconoscimento proviene da più gruppi di riferimento
gli artisti sono giudicati rispetto alla capacità di produrre processi di senso
ci si deve smarcare dalla concorrenza, essere audaci, oltre che adoperarsi per essere inclusi nelle mostre collettive, frequentare le scuole per aver relazioni giuste > si rilanciano anche i maestri, come Pollock con il dripping (pittura surrealista)
gli artisti possono anche impegnarsi socialmente senza passare per i musei; si tratta dell'estetica relazionale, con partecipazione del pubblico all'opera stessa
Importanza delle mostre: si rammenti la Biennale di Venezia nata nel 1895, i Salon,...
MUSEO=LUOGO DELLA PROPOSTA (e non più della memoria). I maggiori innovatori furono gli avanguardisti: Apollinaire, Breton,..
Rilevanza del curatore, professione che viene imparata in scuole apposite. Dalla metà degli anni cinquanta insorgono come habitué di artisti, capaci di selezionarli
E' divenuto fondante selezionare un'idea cardine della mostra, per uscire dai canoni tradizionali, come accade con
Chambre d'amis
voluto dal critico belga Hoet, che volle ospitare per alcuni mesi degli artisti
Si pensi anche a casi di curatori multipli, come la Biennale del 1993. Il curatore segue alcune regole:
Individuare un'artista di talento
Immetterlo in mostre collettive
Convincere gallerie di livello ad esporre le sue opere
indurre alcuni direttori di museo a ospitare esposizioni
personali, in forma di mostre di esordio nella project room
scrivere o far scrivere saggi importanti su riviste di settore
Diffusi gli artisti curatori: es. 1855 mostra di Courbet sul realismo, commento dispregiativo di Matisse che diede l'etichetta Cubismo,...
7. Quando conta il valore commerciale dell'opera d'arte
Sul valore economico incidono anche la rarità, l'interesse, la fama,... Es. quadro di Picasso battuto per 100 ml a Sotheby's
Dipende anche dal collezionista, che può essere mecenate ma anche scopritori di talenti, come nel caso di Charles Saatchi,che rappresenta il collezionista speculatore
Hirst ricomprò molte delle sue opere da Saatchi per preservarle. Nel 2008, all'inizio della crisi economica, Hirst mandò in asta diversi suoi lavori, guadagnandoci ed eludendo il sistema delle gallerie
Collezionismo di grosse personalità, come la Deutsche bank e la Chase Manhattan Bank ( < Rockfeller)
Per le collezioni aziendali nasce la figura del consulente, critico curatore come Barr, primo direttore del MoMA, ma anche Deitch, gallerista di Soho
Non si compra perché l'arte rispecchia il gusto delle classi dominanti, anzi talvolta l'opera rispecchia oppure serve a colpevolizzarsi
Negli anni ottanta si è diffuso un feticismo per l'accumulazione di opere, con liste di attesa per i compratori, divisi per importanza (sia privati che musei)
Per l'acquisto, ci si deve assicurare di avere dati oggettivi e non solo le informazioni del gallerista o del critico.
Si deve tenere conto della liquidità dell'opera in termini monetari. Il mercato dell'arte è simile a quello immobiliare (trattative lunghe, costi elevati)
Tutto è oggetto di mercificazione (quaderni dei progetti, alla street art, nata spontaneamente senza scopo di lucro in quartieri disagiati): senza gli introiti commerciali non vi sarebbe affatto l'arte di ricerca