Figura chiave del movimento modernista, l'architetto tedesco, è noto per il suo approccio minimalista nell'architettura e per il suo motto Less is more. Da giovane ebbe un approccio accademico, e durante i suoi studi ebbe un interesse verso la purezza delle forme e materiali moderni, infatti partecipò al movimento moderno, puntando su semplicità, funzionalità e innovazione tecnologica, infatti le sue opere sono caratterizzate da linee pulite, materiali moderni e spazi aperti e flessibili.
-Divenne anche direttore della Bauhaus nel 1930, per poco tempo però perchè venne chiusa dai nazisti.
-Dopo l'ascesa del Nazismo si trasferì negli Stati Uniti dove continuò a progettare edifici iconici a Chicago.
-Secondo Mies l'architettura avrebbe dovuto riflettere i tempi moderni, enfatizzando l'uso dei materiali industriali.
Il rapporto di Mies con la monumentalità è molto complesso e legato alla sua visione dell'architettura moderna. Mies riuscì ad integrare un senso di monumentalità all'interno della sua architettura, ma non una monumentalità tradizionale legata alle decorazioni, bensì una monumentalità legata alla semplicità, proporzionalità e simmetria. Ciò andava a creare secondo Mies un senso di eternità, pur costruendo edifici per usi quotidiani, attribugliendogli però raffinatezza tramite la maestosità dei volumi
Un esempio è il suo grattacielo(Segram Building), formato da ambienti comuni come degli uffici, che presenta però nell'insieme una monumentalità grazie all'uso del vetro e del bronzo per la facciata. In oltre una curiosità e la piazza posta davanti al grattacielo anche essa simmetrica a riprendere la classicità.
Il Padiglione di Barcellona, realizzato per l'esposizione internazionale del 1929, fu un'opera paradigmatica, caratterizzata da una semplicità formale, un'eleganza dei materiali e una rivoluzionaria concezione dello spazio.
-Fu progettato come padiglione rappresentativo della Germania, simbolo della modernità e dell'apertura culturale.
-In sé non aveva una funzione pratica ma serviva come spazio espositivo rappresentativo.
-Il padiglione presenta spazi aperti e fluidi, senza muri portanti creando una disposizione libera, mentre l'esterno e l'interno è sfumato dall'uso del vetro e dalla disposizione dei pannelli.
-Mies non abbandona del tutto la classicità perchè infatti nel realizzare il padiglione decise di fare uso di alcuni materiali della classicità come il travertino o il marmo, e allo stesso tempo fece uso di materiali moderni come vetro e acciaio, e questi materiali avevano una doppia funzione perchè oltre a essere funzionali contribuivano anche a un'estetica minimalista. -All'interno del padiglione sono presenti elementi iconici come le due piscine che amplificano la leggerezza e la simmetria, e all'interno di una di esse è presente una statua riprendendo appunto la classicità citata prima. -Un altro elemento presente è la colonna cruciforme che anche esso ha la doppia funzione strutturale ed estetica. -All'interno dell'edificio abbiamo anche un elemento di design realizzato sempre da Mies. -Il padiglione esprime proprio quella che è la sua filosofia del Less is more, dove appunto si presenta nell'essenziale risaltando i materiali e lo spazio.
-Il padiglione dopo l'esposizione venne smantellato e in occasione di un evento in suo onore venne ricostruito fedelmente.
Casa Fansworth, realizzata negli Stati Uniti nel 1950, era un esempio del funzionalismo e dello stile internazionale, che promuoveva semplicità e connessione all'ambiente.
-L'edificio è sollevato da terra con dei pilastri per prevenire i danni del fiume presente lì vicino. Il progetto si basa su l'essenzialità senza presenza di muri permettendo una connessione tra interno ed esterno.
-La particolarità è che l'edificio è costruito partendo da un nucleo centrale, dove attorno ad esso si sviluppavano altri ambienti.