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libro la città degli immagini capitolo 1 dopo il cinema, dopo la città -…
libro la città degli immagini capitolo 1 dopo il cinema, dopo la città
la città metropoli ---> viene vista come un luogo in cui la scena è contraddistinta come un elemento appartenente al post moderno; l’immagine è posto al primo piano in tutto questo contesto. Dallo studio della città e del cinema si ha da riconsiderare il concetto stesso di cinema e città.
La metropoli viene vista come una città che si perde e che viene definita come uno junk space, e bigness.
Questo tipo di spettacolo, varia da quello delle avanguardie (vortice e flusso), e inoltre si sviluppa non solo come videoarte, contemporaneamente parlando;
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• Benjamin, si sofferma sul concetto di shock, che deve pervadere lo spettatore che osserva questo connubio di arte tra città e immagini (led, cartellonistica ecc.);
• Simmel invece parla di intensificazione della vita nervosa, riprendendo anche le idee di Boudrillard.
Un altro studioso è Anthony Vidler, che mostra uno spazio distorto della città moderna, che si oppone in due elementi: la sollecitazione sensoriale e intellettuale (psichica e artistica -> Freud). Lo studioso si basa anche sulla più semplice caratteristica della città metropolitana che è quella della modernizzazione che si sta avventando.
Vortice e flusso – il regime percettivo sta cambiando con nello stesso modo in cui il cinema passa da analogico a quello digitale.
Viene inteso come un vortice culturale, che porta nuove tradizioni e nuovi aspetti che siano della popolazione che della città
L’elemento del vortice viene visto come un movimento simile a un turbinio che si sviluppa sia nel campo
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• “l’uomo con la macchina da presa” di Vertov -> l’immaginario di questo film, si rifà a quella che era l’arte futuristica del tempo, come quella di Duchamp.
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Lyotard si basava sulla fine delle grandi narrazioni che inondavano la cultura moderna; però si andavano a sciogliere a causa delle grandi strutture che si andavano a creare nelle metropoli. La teoria dei fluidi era l’inizio di una nuova era che comprendeva queste nuove caratteristiche della città moderna.
Struttura del rizoma e della coppia molare-molecolare che comprendeva il concetto delle immagini e forme in movimento e non più qualcosa di schematico.
La struttura del flusso, viene considerata anche quella che secondo Marchessault, era l’installazione di schermi posizionati nelle stazioni e negli aeroporti
Secondo Youngblood, il cinema è l’arte che organizza un flusso di eventi audiovisivi nel tempo.
L’immagine flusso diventa, il fulcro dell’idea di città metropolitana, e della sperimentazione audiovisiva contemporanea.
vita della metropoli giapponese, e delle problematiche che vi sono.
“Nuovo Libro” (1975), nove piani sequenza; le caratteristiche principali sono la temporalità simultanea e uno spazio illusorio. Anche se il supporto è ancora quello cinematografico, riprende perfettamente le caratteristiche della metropoli del futuro.
La nuova tecnologia è anche la ricerca di nuove forme come quella di Francois Vogel, che ha sperimentato molto nel campo della video music e anche per quanto riguarda l’audiovisivo nel caso di video arte: es. lo spot “Reflect” (2007), è uno spot telefonico che riprende la città moderna in quanto città di specchi e immagini in fish eye rotanti.
Queste nuove forme tecnologiche riportano anche alla dimensione animata: concezione del fotogramma come Cel animation (animazione industriale, stop motion o pixilation). Tutto messo insieme da un continuum spazio-temporale.
Videoclip di “Imagine” di Yoko Ono, è una descrizione della città di New York e una ripresa di una stanza dove ci sono i due cantanti, che è ripresa in un lungo piano-sequenza (concezione pasoliniana: rapporto tra paino sequenza e vita).
Andando avanti col tempo la video arte diventa sempre più sinestetica, e quindi legata alle sensazioni molteplici che emana.