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risposte questioni di fondo - Coggle Diagram
risposte questioni di fondo
QUESTIONE ONTOLOGICA
Risponde con il costruttivismo; ci dice che è possibile conoscere solo il mondo costruito dal significato attribuito dagli individui. Quindi la realtà sociale altro non è che la rappresentazione della realtà sociale.
Costruttivismo moderato: a prescindere che esista o meno una realtà oggettiva, è possibile conoscere solo le costruzioni individuali. Voi state vivendo una realtà sociale soggettiva, ma nel momento in cui andate a guardarla voi costruite la propria, quindi quella che si può conoscere è solo quella che si può costruire tramite la propria interpretazione.
Relativismo queste costruzioni mentali della realtà variano tra gli
individui o tra le culture (si intende quando sono condivise da gruppi di individui),
non esiste una «realtà assoluta» uguale per tutti, ma «realtà multiple» quelle che ognuno di noi in questo momento si sta creando.
costruttivismo radicale, arriva ad escludere virtualmente l’esistenza di un mondo oggettivo, ogni individuo costruisce una sua realtà. La realtà non esiste in maniera oggettiva, soprattutto la realtà sociale, perché parte da individui e l'osservatore è di per sé un individuo
QUESTIONE EPISTEMOLOGICA
Non si può parlare di dualismo, perché si tende ad annullare completamente la separazione tra studioso e oggetto studiato. Non si deve cercare la formulazione di leggi, ma la formulazione di significati. L’obiettivo è quello della comprensione e non della spiegazione
QUESTIONE METODOLOGICA
Si parla della nozione di tecniche della ricerca qualitative e soggettive, che siano adattabili a seconda dell'interazione tra studioso e oggetto studiato. Gli strumenti di rilevazione del dato (interviste) non posso e non devo costruire uno strumento che sia uguale sempre (50 soggetti non posso fare l’intervista uguale per 50 soggetti)
perché lo strumento deve andare ad adattarsi all’interazione tra l’intervistato e l’intervistatore; in quell'interazione lo strumento si modifica e quindi si definiscono in maniera interattiva le informazioni che si raccolgono. (opposto da quello quantitativo)
Inoltre la conoscenza avviene mediante il processo di induzione(noi guardiamo al particolare), lo studioso deve scoprire la realtà libero dai pregiudizi e da teorie precostruite.
processo di deduzione va dal generale al particolare
processo di induzione va dal particolare al generale
Anche i primi positivisti parlavano di processo di induzione, ma è diverso dal processo di induzione degli interpretativisti perché entrambi partono dal particolare per arrivare al generale, ma il significato è diverso perché per i positivisti partire dal particolare vuol dire partire dall’osservazione empirica da quello che io vedo fare delle generalizzazione. Per l’approccio interpretativista vuol dire comunque partire da quello che osservo, ma senza poter generalizzare, non arrivo mai a definire delle leggi.
I post-positivisti e i neo positivisti invece si parla di processo di deduzione che va dal generale al particolare, perché dal generale io parto dalla teoria, e vado a cercarla nei dati; quindi dal generale vado al particolare dell’osservazione empirica.
L’interpretativismo ha ricevuto diverse critiche, ma in particolare le critiche sono state poste ai post-weberiani. Questo perché secondo i critici dell’interpretativismo l’orientamento verso l’individuo di weber è stato totalmente estremizzato, infatti weber a partire dall’intenzione individuale giunge a generalizzazioni e a riflessioni
su problematiche macro-sociologiche(potere, burocrazia,capitalismo), le correnti successive hanno estremizzato il carattere soggettivista dell’approccio weberiano arrivando a negare la possibilità di giungere a generalizzazioni sovraindividuali
viene negata l’oggettività della scienza sociale. Affermando l’impossibilità di conoscere in maniera oggettiva la realtà sociale.
inoltre la critica conseguente a questa è:
L’assenza nell’interpretativismo post-weberiano dell’attenzione alle istituzioni. Si guarda sempre all’interazione degli individui, agli aspetti micro della realtà sociale, arrivando in alcuni casi anche a considerare come oggetti della sociologia esclusivamente la vita quotidiana e l’interazione soggettiva, dimenticando i macrofenomeni che vanno a definire la realtà sociale.
Partendo dai 2/3 paradigmi della sociologia, si vanno a definire due approcci metodologici molto differenti:
APPROCCIO QUANTITATIVO
APPROCCIO QUALITATIVO
Il confronto tra questi due approcci ha visto diversi momenti nella storia della metodologia della ricerca sociale.
In un primo momento negli anni 20/30 del 900 si osservava un vivo dibattito e confronto molto proficuo tra i due approcci, questo ha fatto sì che si verificasse un avanzamento della disciplina soprattutto della prospettiva qualitativa della scuola di Chicago
Successivamente negli anni 30/40 abbiamo assistito ad una fase di latenza del dibattito; fino alla prima metà degli anni 40/60 in cui prevalse l’approccio quantitativo (Lazarsfeld(traduzione empirica di un concetto), Likert, Guttman(perchè hanno avviato il discorso sulle tecniche di spering, noi andiamo misurare quelli che sono le opinioni, gli atteggiamenti degli individui (non so se è giusto )) sono dei metodologi che hanno definito gli elementi cardine della metodologia quantitativa a livello metodologico.)
Negli anni 60 c’è una ripresa del dibattito grazie ai contributi dei metodologi che hanno riaperto la strada all’approccio qualitativo e nella seconda metà degli anni 80 del 900 abbiamo assistito alla rivalsa dell’approccio qualitativo sia nel dibattito metodologico sia nella ricerca empirica.
Oggi i due approcci convivono,per quanto nel primo decennio del II millennio abbiamo visto una prevalenza dell’approccio quantitativo