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PSICOLOGIA DEL CICLO DI VITA - Coggle Diagram
PSICOLOGIA DEL CICLO DI VITA
IMPLICAZIONI SECONDO PRINCIPIO
pensiero di Rogers (1961) e idea di persona pienamente funzionante
no raggiungimento stato definibile completo o evoluto ma dimensione di crescita
processo sono riconoscibili tre linee evolutive specifiche.
PRIMA TENDENZA CRESCENTE APERTURA ALLE ESPERIENZE
SECONDA CRESCENTE CONSAPEVOLEZZA DEL PRESENTE
TERZA CRESCENTE FIDUCIA NEL PROPRIO ORGANISMO
1 Rogers= gradualmente superamento posizione difensiva ostacola l’acquisizione reale apertura esperienze.
2 maggiore apertura esperienze individui= vivere presente senza rifugiarsi passata o futura=abbandonate rigidità aumentando adattabilità
3 capacità lasciarsi guidare reazioni del proprio organismo> esperienze base per determinare reazioni agli eventi.
processo no modo lineare e prevedibile ma modifiche improvvise e irregolare ed imprevedibile.
Rogers no istantanea del livello di sviluppo o stadio raggiunto ma generale atteggiamento individuo di apertura cambiamento= porta ad ascoltarsi e comprendere.
SCHLOSSBERG E COLLEGHI (1995): LE AREE DI SVILUPPO PSICOLOGIA DEL CICLO DI VITA
psicologia evolutiva ciclo di vita> sviluppo aspetti di multidimensionalità e multidirezionalità.
differenze> ambiti di sviluppo base di fondamenti differenti
Schlossberg e gruppo tre aree distinte rintracciati i cambiamenti sviluppo:
(1) INTERNAMENTE fattori di cambiamento in causa dinamiche interne individuo> specifici temi relativi transizioni intrapsichiche.
IDENTITÀ, ATTRIBUZIONE DI SIGNIFICATO,
AUTONOMIA
(2) RELAZIONI INTERERSONALI studio relazioni intime che coinvolgono individui
INTIMITÀ, APPARTENENZA, IMPORTANZA
(3) ATTIVITÀ LAVORATIVA> sia lavorativa che ad altri ambiti d’indagine impegno da soggetto.>
SALIENZA DEL LAVORO, FLESSIBILITÀ, PADRONANZA, EQUILIBRIO
sovrapposizione di queste tre categorie> transizioni avvengono internamente a aree impatto anche altre due= cambio generale d’assetto dell’individuo.
Schlossberg attenzione dimensione interpersonale> cambiamenti interni a una tre dimensioni influenze più o meno importanti vita di altri individui che suo contesto di vita.
SUPER E COLLEGHI (1996)
indagine sviluppo devia consuete categorie psicologia evolutiva> aspetti relativi occupational identity> modello Life-Span Life-Space di Super.
Super> rappresentazione grafica= l’arcobaleno carriera integra due dimensioni fondamentali
L’ARCOBALENO DELLA CARRIERA
SVILUPPO Dimensione sviluppo individuo e inteso= crescita legata all’età
RUOLO possibili ruoli sociali individui impersonare più prob corso loro vita
=ogni ruolo rivestito dall’individuo – life spaces – no circoscrivibile a sola fase di vita> presenti in diversi momenti influenza diversa su traiettorie di vita.
lavoro di Super seguito concentrato identificazione veri e propri life stages relativi carriera lavorativa.
0 -14 ANNI – FASE CRESCITA
concetto di Sé del giovane integrando grazie modelli esterni, famiglia e società;
situazioni soggetti sperimentano, mezzo simulazioni e apprendimento vicario,
nuovi ruoli e comportamenti utili successivo emergere interessi e riconoscimento proprie capacità personali.
14 ANNI – 25 ANNI – FASE DI ESPLORAZIONE> individui mettersi alla prova.
SOTTO FASE PROVVISORIA – scelto un generico ambito lavorativo
SOTTO FASE DI TRANSIZIONE – generica verso definizione più specifica e dettagliata ambito lavorativo
SOTTO FASE DI PROVA – concretizzazione preferenze gradualmente definite e primo ingresso mondo del lavoro
25 ANNI – 45 ANNI – FASE DI STABILIZZAZIONE E PROGRESSO
lavorativa più stabile ed equilibrata e l’individuo esprimere tutte sue potenzialità.
SOTTO FASE DI APPRENDISTATO – scelta professionale
SOTTO FASE DI CONSOLIDAMENTO definizione del proprio status di lavoratore
45 ANNI – ETÀ PENSIONABILE –FASE DI MANTENIMENTO
staticità relativamente condizione acquisita
PENSIONAMENTO – FASE DI DECLINO pensionamento cambiamento ruoli sociali giocabili dal soggetto.
TERZO PRINCIPIO: LO SVILUPPO È CARATTERIZZATO DA PLASTICITÀ
scambiare concetto di plasticità con multidirezionalità.
multidirezionalità> differenze osservabili tra i diversi individui
plasticità potenziale relativo al cambiamenti di traiettoria interni percorso di sviluppo individuo
siamo organismi plastici
«misura percorso evolutivo modificato una volta avviato»
traiettorie nostro sviluppo sempre modificato in corso d’opera anche se no ignorati i vincoli e possibilità derivanti nostri sistemi.
plasticità riferimento concetto neuropsicologia> specifica caratteristica del cervello modificabile e plasmabile.
nascita il cervello in potenza, sviluppo determinato in parte genetiche e parte esperienze di vita, ottica modificazione continua (Siegel e Hartzell).
secolo scorso capacità plastica da isolare sola infanzia.
oggi plasticità a livello cerebrale per esistenza individuo= interessante posizione potata avanti da Siegel
Siegel approccio interdisciplinare >neuroscienze incontrano aspetti relazionali sviluppo> vita neurobiologia interpersonale.
mente= risulta interazioni tra i processi neurofisiologici e relazionali
definisce mente come mente relazionale.
neurobiologia interpersonale no negare esistenza base genetica che schema maturazionale di programmazione struttura cerebrale ma rilevanza esperienze interpersonali influenzare maturazione = impatto sul processo di strutturazione del cervello
plasticità sviluppo no solo in relazione aspetti neurobiologici. I differenti ambiti di sviluppo diversi gradi di plasticità come diverse età vita.
psicologia del ciclo di vita rifiuti attribuire peso evolutivo maggiore a specifica età vita, al contempo visione deterministica sviluppo come inesorabilmente segnato sole esperienze precoci.> entro certi limiti che no negati, l’intero ciclo di vita mantiene capacità plastica definire cambiamenti traiettorie di vita anche in età successive all’infanzia.
QUARTO PRINCIPIO: Lo sviluppo conquiste e perdite.
rifiuta visione sviluppo da sole acquisizioni.= lo sviluppo accumulo di abilità
psicologia del ciclo di vita > ogni età caratterizzata da processi di crescita – nuove abilità – e di declino – perdita di atre abilità
movimenti riflessi comportamento neonatale e i primi mesi di vita individui. In poco tempo perse e sostituite da altre
l processo di sviluppo processo il cui progredire è sintesi di «guadagni e perdite».
principio no solo per l’infanzia ma per tutte le età> equilibrio tra guadagni e perdite no uniforme per tutti i momenti del ciclo di vita.
fasi più avanzate sviluppo, vecchiaia= maggiore di perdite rispetto conquiste> no però riconducili a questioni legate a cambiamenti biologici e cerebrali > convenzioni e pregiudizi sociali legati troppo vecchi per...
ETÀ E AGEISM> quarto principio concetto di età vista dalla psicologia evolutiva utilizza quasi esclusivamente il criterio dell’età cronologica definire i momenti di cambiamento corso della vita.
Schlossberg transizioni da ruolo e altro, più che perdite e conquiste
momenti di cambiamento, risvolti positivi sia negativi, implicano presa di distanza e chiusura legame con alcuni aspetti passato
Psicologia del ciclo di vita> approccio sviluppo no età cronologica individuo affronta eventi, transizioni o cambiamenti, ma momento tali eventi presentano sequenza di sviluppo
modello accettato di crescita mantenimento-declino presenza fase di plateau> età adulta livello massimo di maturità raggiungibile individuo.
ciclo di vita momenti in cui considerati troppo giovani e momenti come troppo vecchi
conseguenza deriva > termine anglofono di
ageism
= realtà corrotta pregiudizi legati all’età
L’approccio globale psicologia> superare pregiudizi legati all’età> anni ‘60 e ’70 il termine ageism solo riferimento agli anziani = «un processo di stereotipizzazione sistematica e discriminazione nei confronti delle persone anziane(Butler).
lettura limitata dell’ageism> fascia di età anziana= visto esso stesso forma di ageism contribuisce a leggere determinata fascia d’età come minoranza.
Johnson e Bytheway ageism riguardare l’età in genere e non fascia piuttosto altra
Come risolvere questione dell’età cronologica? Alcuni autori > variabili concetto di età non cronologici (Barak, Schiffman; Birren, Renner) e individuate quattro
ETÀ SOGGETTIVA O PSICOLOGICA
• importanza percezione soggettiva individui relativamente alla propria età. Il sentirsi giovani, vecchi, di mezza età no in riferimento reale età cronologica soggetti ma loro sentire.
ETÀ SOCIALE
• contesto sociale di un individuo definita base di quanto individuo conforme norme sociali tipiche fascia d’età in cultura di appartenenza e adeguatezza risponda aspettative sociali> stile di vita e acquisizione di ruoli sociali.
ETÀ FUNZIONALE
• confronto tra coetanei, riferibile capacità e abilità individuo sia come capacità pratiche, di autonomia ed intellettuali sia aspetti di funzionalità d’organo
ETÀ BIOLOGICA
• differenzia prende in considerazione l’arco potenziale vita dell’individuo rispetto condizione generale.
• «L’età biologica settantenne in piena forma inferiore a cinquantenne pieno di acciacchi.» (Sugarman)
QUINTO PRINCIPIO: LO SVILUPPO È RISULTATO DELL’INTERAZIONE TRA L’INDIVIDUO E L’AMBIENTE
analizzare lettura sviluppo centro la relazione tra gli individui – interpersonale – e non le sole caratteristiche, risorse che come limiti, interne all’individuo – intrapersonale.
approccio neurobiologia interpersonale> la mente – relazionale = esito di esperienze relazionali nell’infanzia come nelle età successive
psicologia delle relazioni molto di questo numerosi autori studiare l’intersoggettività
Trevarthen, Stern e Tronick intersoggettiva concentrati diade madre-bambino estendere alcuni concetti ad ogni relazione interpersonale e diversi momenti della vita.
Damasio (1994) «esperienze diverse variare forza sinapsi dentro e attraverso molti sistemi neurali, l’esperienza foggia il disegno dei circuiti; […] =cerebrali continua a cambiare»> cambiamento influenza vissuti che i comportamenti individui interno di un sistema complesso
Bronfenbrenner approccio ecologico analizzare e sistematizzare relazioni tra processo-persona-contesto-tempo> sviluppo strumenti preziosi di analisi dei contesti.
URIE BRONFENBRENNER (1917 – 2005)
approccio ecologico interno studio sviluppo
contrappone approcci diffusi prima anni ‘70, che no in conto l’importanza del contesto.
approcci sviluppo del bambino letto base legame madre-bambino allargando massimo al rapporto con i pari.
Bronfenbrenner ampliato significato di contesto durante sviluppo ottica sistemica. Il contesto o ambiente ecologico> strutture incluse l’una nell’altra
MODELLO ECOLOGICO:
1° livello– Microsistemi
2° livello – Mesosistemi
3° livello – Esosistemi
4° livello – Macrosistemi
MICROSISTEMA >tutti ambienti di vita che coinvolgono l’individuo> es la famiglia, il gruppo dei pari e la scuola
MESOSISTEMA> rapporto tra i microsistemi=interazioni tra membri appartengono a microsistemi diversi scuola e famiglia, interno del mesosistema.
ESOSISTEMA >influenze agiscono sui membri microsistemi a cui appartiene individuo e impatto diretto su di lui/lei> livello del contesto influenzare vita dell’individuo>es gruppo dei pari, cambiano relazioni amici quando questi si fidanzano?
MACROSISTEMA >costituito da leggi, tradizioni, religioni e linee politiche. Le norme nostra cultura e regolano socialità forte impatto livelli del sistema.
Bronfenbrenner il contesto >dimensione complessa da numerose relazioni. individui adattarsi ambiente contesti ma se questo adattamento successo no solo singoli comportamenti ma feedback intricata rete relazionale.
prospettiva ecologica sviluppo e i comportamenti individuo significato relazione specifico contesto. approccio anche persona processo- contesto.
PPCT – PROCESSO-PERSONA-CONTESTO-TEMPO
Meccanismi autoregolazione (equilibrio, adattamento e sopravvivenza).
Il cambiamento uno elementi modifica altri e modifica l’intero sistema.
IL MODELLO ECOLOGICO
I. sistema solo a partire sua totalità - l’insieme qualcosa di più somma delle sue singole parti.
II. Tutte le parti sistema sono interconnesse.
III. relazione reciproca tra il sistema e l’ambiente esterno.