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UOMINI E TOPI
PARTE PRIMA, Ci troviamo nella zona del Solidad, al confine…
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Ci troviamo nella zona del Solidad, al confine con il Messico.
Il clima è torrido e caldo.
- Il racconto inizia con la descrizione di un fiume, a cui accorrono due diverse tipologie di persone:
- ragazzi che vi giungono per rinfrescarsi
- vagabondi (categoria che spesso etichettiamo come “diversa”)
- A questo fiume giungono due uomini, uno di questi cammina con un po' di difficoltà rispetto all’altro (pare che l’autore ci voglia dire che uno di questi è sano mentre l’altro non lo è).
Entrambi hanno un rotolo di coperte sulle spalle (perché dormivano all’aperto).
- L’uomo con un po' di difficoltà si chiama Lennie, l’altro, invece si chiama George.
Lennie è assetato e beve esageratamente, invitando il compagno a fare lo stesso. George, invece, gli dice di bere con cautela per evitare che si sentisse male, di nuovo.
- George inizia a lamentarsi e Lennie gli domanda il perché. George risponde che era stanco perché camminavano da tanto tempo ormai, quando invece Lennie gli aveva assicurato che non ci sarebbe stata molta strada da fare.
- Inoltre, George afferma di averglielo già detto a Lennie il motivo per cui si lamentava, ma Lennie pare lo abbia dimenticato, come spesso gli accade.
- Dalla narrazione si capisce che nel paese dove vivono prima è successo qualcosa.
Lennie parla dei conigli perché ama accarezzare la pelliccia degli animali, ma li accarezza con talmente tanta forza che a volte finisce per ucciderli.
- I due compagni sono partiti da nord, da un paese chiamato Weed e sono diretti a sud.
George ha con sé entrambi i fogli che avevano preso dal loro paese e che servivano per lavorare (ha con sé anche quello di Lennie che altrimenti avrebbe dimenticato di prenderlo).
- George raccomanda a Lennie che, quando arriveranno nel nuovo paese, non dovrà proferire parola, altrimenti si accorgerebbero subito che ha qualcosa che non va.
L’autore fa capire che a Weed, Lennie, aveva fatto qualcosa che non doveva fare, ma lui pare non ricordarlo.
- Lennie chiede a George di andare a cenare nel ranch ma George non vuole andarci per due motivi:
- ama stare all’aria aperta;
- vuole vivere ancora qualche ora di tranquillità.
- Decidono allora di mangiare delle fave all'aperto, Lennie va a prendere la legna e nel mentre cattura un topo (come era solito fare). George gli chiede di liberarlo e dopo alcuni battibecchi lo convince.
Qui c’è una similitudine: Lennie viene paragonato ad un cagnolino che non ne vuole sapere di lasciare la palla.
Lennie si comporta da bambino (vuole la salsa per le fave e quando George gli dice che non è possibile continua ad insistere) e da qui si capisce che ha dei limiti.
1.George si arrabbia con Lennie perché deve sempre stargli dietro, fare attenzione che non combini guai ma non riesce ad allontanarsi da lui perché gli vuole un gran bene.
- George, quindi, potrebbe avere una vita decisamente migliore senza Lennie, ma non lo abbandona perché accetta la sua diversità e la riconosce come ricchezza.
- Nella città da cui provengono, Lennie aveva accarezzato una donna poiché indossava un vestito da cui era fortemente attratto e non riuscì a fermarsi. La donna spaventata si mise ad urlare e i due furono costretti a scappare e a nascondersi in un canale.
Lennie capisce che potrebbe essere un peso per il compagno e per questo gli dice che, se necessario, avrebbe preso strade diverse.
George a questo punto si scusa con Lennie, perché capisce di essere stato troppo duro con lui e gli promette di fare in modo che non prenda più topi, perché gli procurerà un cagnolino.
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Il fatto che Lennie abbia questa esigenza di accarezzare gli animali è dovuto probabilmente ad un grande bisogno di affetto.
La zia Clara gli regalava dei topi di gomma che a lui non piacevano, proprio perché erano oggetti privi del calore umano.