Croce è stato un filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore italiano, principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano ed esponente del neoidealismo.
Presentò il suo idealismo come «storicismo assoluto», riprendendo sia Hegel, in modo critico, che Giambattista Vico. Inoltre «la filosofia non può essere altro che "filosofia dello spirito" [...] e la filosofia dello spirito non può essere altro che "pensiero storico"», ossia «pensiero che ha come contenuto la storia», che rifugge ogni metafisica, la quale è «filosofia di una realtà immutabile trascendente lo spirito». In funzione anti-positivistica, nella filosofia crociana, la scienza diventa la misuratrice della realtà, sottomessa alla filosofia, che invece comprende e spiega il reale.
Hegel - Croce
"Dialettica degli Opposti", così definita da Croce, poiché concepiva la Dialettica Hegeliana come sintesi delle opposizioni: Hegel sostiene che le contraddizioni si risolvono attraverso un processo di sintesi, dove un'opposizione viene superata per generare una nuova verità.
Progresso storico: La dialettica hegeliana è vista come un movimento continuo verso la realizzazione della libertà e della razionalità, dove ogni tappa è necessaria per il progresso. Croce critica Hegel per non aver considerato i distinti all'interno delle opposizioni. Propone una logica che riconosce l'importanza delle differenze senza necessariamente cercare una sintesi. Croce afferma che l'universale e il particolare possono coesistere senza dover essere risolti in un'unica verità. La realtà è vista come un nesso di opposti che non si dissolvono, ma si generano continuamente.
Dialettica dei Distinti, così definita da Croce, rappresenta un approccio filosofico che celebra la diversità e la complessità, rifiutando la necessità di una sintesi finale e promuovendo una visione più ricca e articolata della realtà. Infatti, Croce critica l'idea hegeliana di sintesi delle opposizioni, proponendo invece una visione in cui le differenze e le opposizioni non vengono superate, ma riconosciute e valorizzate.
Arte: Croce considera l'arte come un'espressione dell'intuizione, un modo attraverso il quale l'individuo comunica emozioni e sentimenti. L'arte non è solo una rappresentazione della realtà, ma un modo di cogliere e trasmettere l'essenza delle esperienze umane. Per Croce, l'arte ha una sua autonomia rispetto alla morale e alla politica. Non deve essere strumentalizzata per fini didattici o morali, ma deve essere apprezzata per il suo valore estetico intrinseco.
Etica:Croce concepisce l'etica come un'espressione della libertà individuale. L'azione morale è vista come un atto di libertà, in cui l'individuo si esprime e realizza se stesso. Croce sostiene che l'etica e l'estetica sono interconnesse. L'azione morale è simile all'atto creativo dell'artista, in quanto entrambe richiedono una forma di intuizione e di espressione personale. Croce critica le visioni moralistiche che cercano di imporre norme rigide. Per lui, l'etica deve essere flessibile e adattabile alle circostanze della vita.
Economia: Croce non si occupa di economia in senso tecnico, ma la considera come un aspetto della vita sociale e culturale. L'economia è vista come un campo in cui si manifestano le relazioni umane e le scelte individuali. Croce critica le visioni materialistiche dell'economia, sostenendo che l'economia non può essere ridotta a una mera questione di produzione e consumo. Essa deve essere compresa nel contesto delle aspirazioni e dei valori umani. Per Croce, l'economia deve essere considerata anche in termini di valori spirituali e culturali. Le scelte economiche devono riflettere le aspirazioni etiche e estetiche della società.
- 1 more item...
-
-