Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
La Comunicazione Prelinguistica, Gesti comunicativi, Comparsa: 7-16 mesi. …
La Comunicazione Prelinguistica
Comunicazione Prelinguistica
Fasi dello Sviluppo Comunicativo
Intenzione diadica e triadica
Attenzione condivisa
Neonati e Stimoli Sociali
Risposta selettiva agli stimoli sociali fin dai primi giorni:
Preferenza per figure facciali schematiche.
Preferenza per sguardo diretto, movimenti biologici, odore e voce della madre.
Il bambino inizia a produrre le prime parole a 12 mesi.
Prima dei 12 mesi, usa gesti e vocalizzi per comunicare bisogni e desideri.
Due transizioni evolutive importanti:
Comunicazione non intenzionale → Comunicazione intenzionale
Comunicazione gestuale → Comunicazione verbale
Condizioni atipiche (es. autismo): sviluppo comunicativo ritardato o deviante.
Meccanismi Neurologici
CONSPEC: Meccanismo sottocorticale che rileva le caratteristiche di base del volto umano, presente alla nascita.
CON LEARN: Meccanismo corticale che, maturando, seleziona la risposta ai volti rispetto ad altri stimoli.
Interazione diadica e protoconversazioni
Il neonato è socialmente responsivo, il che avvia la comunicazione pre-intenzionale.
Danza conversazionale: Scambi di segnali tra madre e bambino, con affetto positivo.
Intersoggettività primaria: Comunicazione affettiva ed emotiva tra i partner (bambino e adulto).
Tipi di intenzioni comunicative
Richiesta:
L'adulto è un mezzo per ottenere l'oggetto.
Il bambino si rappresenta l'adulto come agente che può soddisfare un bisogno.
Dichiarazione:
L'adulto è lo scopo, e l'oggetto è il mezzo.
Il bambino riconosce l'adulto come agente con intenzioni proprie, più avanzato della richiesta.
Teoria social-cognitiva di Tomasello: la capacità dichiarativa emerge con la comprensione della mente dell'altro.
Disturbi dello spettro autistico
Difficoltà principali:
Deficit nell'attenzione condivisa e nella comprensione dell'intenzionalità dell'altro.
Uso prevalente di gesti strumentali e ritualizzati per ottenere aiuto.
Indicazione: spesso usata solo per richieste, con difficoltà nell'uso dichiarativo (condivisione dell'attenzione).
Riferimento Sociale e Cooperazione
Il bambino impara a attribuire significato ai segnali (sguardo/gesto) dell’adulto.
Riferimento sociale: Il bambino regola il proprio comportamento in base alle reazioni facciali dell’adulto:
Evita oggetti con espressione facciale negativa.
Esplora oggetti con espressione facciale positiva.
Sviluppo delle Competenze Comunicative Attive
Tra i 10-13 mesi, il bambino dirige attivamente l’attenzione dell’adulto verso eventi esterni utilizzando segnali (gesti).
Interazione Triadica (adulto-bambino-oggetto): Il bambino partecipa alla conversazione intenzionale.
3. Interazione Triadica e Attenzione Condivisa
Fase di intersoggettività secondaria: Inizio dell’attenzione condivisa.
Attenzione condivisa: Il bambino e l'adulto condividono lo sguardo su un oggetto/evento.
Sviluppo della consapevolezza visiva:
A 3 mesi: Il bambino segue la direzione dello sguardo dell'adulto.
A 8 mesi: Il bambino segue sguardo o indica un oggetto quando adulto e oggetto sono nel campo visivo.
A 12 mesi: Il bambino può localizzare oggetti attraverso lo sguardo dell’adulto.
A 18 mesi: Il bambino localizza oggetti indicati o guardati anche quando non visibili.
La comunicazione intenzionale
Definizione: La comunicazione intenzionale si sviluppa intorno ai 9-10 mesi e implica l'uso di comportamenti diretti verso obiettivi specifici per comunicare.
Caratteristiche principali:
Comportamenti finalizzati a obiettivi (es. richiedere attenzione o oggetti).
Triade dell'attenzione condivisa (bambino, caregiver, oggetto).
Capacità cognitive e sociali:
Capacità di padroneggiare la nozione di "agente" (una persona che agisce per raggiungere uno scopo).
Differenza tra mezzi (agente) e scopi (oggetto su cui agire).
Collegamento con il V stadio sensomotorio di Piaget.
La comunicazione senza parole
Sorriso sociale:
Tipologie di sorriso (endogeno, esogeno, sociale).
Il sorriso sociale emerge intorno ai 3 mesi come mezzo di condivisione affettiva e inizia la comunicazione intersoggettiva.
Suoni, vocalizzi e lallazione:
Prima vocalizzazione (pre-pianto), evoluzione in vocalizzi (2-3 mesi).
Lallazione: sequenze CV (6-7 mesi), vocabolario in formazione.
Proto-parole: parole iniziali con significato contestuale.
Gesti comunicativi
Uso dei gesti tra 9-12 mesi:
Indicazione, mostrare, dare, fare richieste ritualizzate.
Gesti deittici (orientamento verso un oggetto esterno).
Gesti rappresentativi (12 mesi): riferiscono a oggetti/eventi, usati per scopi comunicativi.
Il gesto di indicare:
Comparsa: 7-16 mesi.
Funzione di orientamento dell'attenzione.
Gesti di indicare associati a vocalizzazioni e seguiti da espressioni linguistiche.
Differenti intenzioni:
Richiesta: chiedere un oggetto.
Dichiarativa: condividere attenzione su un evento/oggetto.
Gesto di indicare e linguaggio
L'importanza simbolica: il gesto di indicare è il primo uso simbolico, legato all'uso del linguaggio.
Acquisizione della fonologia:
Capacità di articolare e comprendere i suoni.
I bambini che usano più il gesto di indicare tendono a sviluppare una maggiore capacità linguistica.
Comunicazione gestuale e linguaggio:
Sviluppano abilità comuni come l'uso di segnali convenzionali, attenzione condivisa, e comprensione degli stati mentali.
Gesti comunicativi
Comparsa: 7-16 mesi.