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Produzioni frutticole 3 - Coggle Diagram
Produzioni frutticole 3
prodotto frutticolo inserisce nella dieta una serie di componenti quali vitamine e minerali, si
parla molto dell’inserimento della frutta a livello dietistico
1 gamma--> prodotti freschi e deperibili
2 gamma--> Prodotti in scatola e conserve, essi hanno subito
trattamenti di sterilizzazione e pastorizzazione.
3 gamma--> 3^ gamma → alimenti congelati e surgelati. Bassissima la produzione. Ex pesca quando scongela non ha caratteristiche eccellenti.
L’unico prodotto destinato al consumatore di 3° gamma sono i piccoli frutti, che servono per lo più per guarnizione, ingrediente
4^ gamma → Sono prodotti di pronto consumo e cioè freschi, lavati e tagliati crudi confezionati in atmosfera controllata o modificata. Costano di più rispetto a quella di 1° gamma
Coltivazione → il primo punta di partenza è la fase agricola, attraverso la raccolta (=anello di congiunzione tra parte di campo e 1° trasformazione), conferiscono e destinano alla 1° trasformazione, distribuzione diretta, agricoltori che vendono i propri prodotti, mercati eco-solidari, e altre forme di
commercializzazione. Nella maggior parte dei casi, la fase agricola è quella in cui si riscontrano gli impatti ambientali maggiori.
Prima trasformazione → Molti prodotti agricoli richiedono una prima trasformazione per essere impiegati in un processo produttivo.
L’esempio classico è quello dei cereali che vanno prima macinati in un mulino.
Trasformazione del prodotto→ Recupera gli scarti della 1° trasformazione. in questa fase della filiera, la materia prima viene trasportata allo stabilimento per essere trasformata nel prodotto finito. ITA il 90% della produzione che entra nel magazzino frutticolo e 10% che è scarto ed è destinato alla trasformazione.
Confezionamento del prodotto → I materiali utilizzati per l’imballaggio del prodotto finito sono vari e differenti tra loro. tra i più
comuni rientrano la carta e il cartone, la plastica e il vetro
Distribuzione e vendita→ tema determinante. In questa fase della filiera il prodotto alimentare è trasferito dallo stabilimento di
trasformazione al punto di distribuzione e vendita. La qualità si fa in campo, devo mantenere le caratteristiche qualitative. In ITA, >50% è esportato in EU, con trasporto su ruota (camion).
Preparazione e cottura (ristorazione collettiva) e consumo diretto → valutare l’impatto associato alla preparazione di un prodotto
alimentare è particolarmente complesso perché le tecniche di cottura utilizzate sono molto diverse tra loro, così come il loro impatto.
Smaltimento degli imballaggi → I rifiuti prodotti dagli imballaggi devono essere considerati come parte integrante della filiera di produzione alimentare e, quindi, i loro impatti devono essere correttamente calcolati
diverse filiere--> Filiere corte (piccole imprese locali vs MN globali) ➔ Filiere nazionali/regionali ➔ Filiere globali/multi-localizzate (delocalizzazione) ➔ Filiere con livelli di concentrazione variabili ai diversi stadi ➔ Filiere a composizione stabile Ø Filiere a composizione e relazioni variabili
Aggregano il prodotto da molte aziende→ ampio il mercato. l costo energetico è quello che preoccupa maggiormente il settore dei prodotti ad alta deperibilità; pertanto, bisogna fare in modo di ottimizzare il processo, soprattutto per chi si trova in magazzino
SDG: Sustainable Developementi Goals: sono i 17 obiettivi delle Nazioni Unite entro il 2030, per andare verso un mondo più sostenibile.
All’interno si cerca di vedere gli obiettivi l’agricoltura ha molti obiettivi
L’altra area importante è l’India. Produzione di frutta secca e frutta tropicale e sub-tropicale. L’UE è stabile (istogrammi), quasi invariata. L’africa c’è una crescita importante.
Agenti di filiera: i preparatori di gamma → Operatori industriali che organizzano la filiera a monte in funzione del presidio dei vari segmenti di mercato fresco.
OP (organizzazione produttori) → strumento messo in atto dall’UE tra gli anni 90’ e 2000 per spingere produttori frutticoli, orticoli
ad aggregare il prodotto, soprattutto a livello di aiuti
Nelle OP ogni cinque anni viene organizzato un piano operativo, un progetto con tutte le attività utile per gli associati, azioni che servono a tutti
gli associati e a tutte le aziende agricole, azioni di assistenza tecnica
produzione dei frutti deve dipendere dalla diversa stagione: freddo, maturazione e luminosità importanti condizioni per la maturazione
si può produrre la stessa varietà di frutto in periodi diversi in base al territorio, Interessante le pomacee. L’uva da tavola è prodotta in grandi quantità. Drupacee, mercato del dattero
situazione in Italia: 1 produttrice di melo, Cambiamento nel mercato che è dato dalle nuove varietà di uve da tavola: senza semi /seed-less. Consumatore mangia la frutta come snack
estirpato il 50% della coltivazione di kiwi
OP: organizzazione produttori: soggetti che sono state promosse negli ultimi 20 anni in modo importante dalle normative della PAC (politica agricola comunitaria) a livello europeo
AOP--> mettere insieme i produttori di diverse nazioni in modo da non far competizione.
assicurare che la produzione sia pianificata e adeguata alla domanda 2. concentrare l'offerta ed immettere sul mercato la produzione dei propri aderenti, anche attraverso la commercializzazione diretta; assistenza tecniche agli standard di produzione e coltivazione
AOP ricevono fondi da UE per migliorare la qualità della produzione
aumento della produzione di frutti tropicali del 1,7% annuo dal 2004
crescita popolazione porta a farsi domande sul soddisfare tutti: nuovi trend e interessi diversi, filiera sostenibile, contro sprechi
Rosso: frutta secca; nero: agrumi. La frutticoltura nasce a metà dall’800 e si mantiene stabile, con popolazione limitata per molto tempo. Il
momento di innalzamento è tra 1955-1960, inizio del Boom economico. Da lì il trend cresce, > consapevolezza e consolidamento di alcune fasce
trend delle giovani generazioni, più consapevoli del consumo di frutta, soprattutto legato alle ragazze che sono quelle che prestano più attenzione all’equilibrio nella priopria alimentazione.
a banana e le mele si mantengono in tutti i mesi dell’anno (cerchiato), è più comoda. Il consumo pro-capite in Italia va 250-300 grammi pro-capite degli italiani per castagne, lamponi e mirtilli. 5 kg pro-capite di mele
Il trend 2021 di crescita frutti di bosco, pere, ciliege, frutti tropicali e uva. Crollano: pompelmi (difficili da pulire), albicocche (no gusto buono), prugne, pesche e nettarine
Il sud ITA è diffuso la GDO ma per altri beni, NON frutta e verdura→
abitudine acquisto in luogo dedicato. Molti fruttivendoli. Si pensa ad un > degli ambulanti e negozi dettaglio di frutta e verdura→
contatto con il consumatore diverso
Meccanismo che ha sviluppato la fidelizzazione. “prodotto + sano e – inquinato”. L’acquisto è connesso con famiglie con bimbi compro prodotti migliori per i bimbi.
C’è un trend che implica > nella GDO del corner del BIO. + consumatori possono accedere al prodotto. Il bio ha avuto crescita legato al fatto che sia identificato da una serie di altri marchi per individuare il prodotto--> private label
2 more items...
EU ha istituito le OP. messo uno strumento per aggregare un prodotto di più aziende di qualsiasi dimensioni, in modo da competere con l’aggregazione del mercato
Il produttore raccoglie il prodotto che abbia caratteristiche più elevate. c’è il massimo controllo del prodotto. Il post-raccolta= riuscire a mantenere le caratteristiche qualitative. Piccola parte esegue una vendita diretta
Nella filiera tradizionale abbiamo la produzione che è aggregata a in 1° livello che può essere collegato alle cooperative o un privato.
Dopo il 1° livello, ci sono differenti piattaforme. Mercato all’ingrosso è una piattaforma distributiva. altra parte dell'ortofrutta--> smistamento GDO, condizionamento GDO e supermercati
Produttori→ GDO: danno la produzione solo su quel canale, devono seguire dei protocolli che detta la GDO
Produttori→ Mercati generali: i produttori sono più liberi, meno differenziato es: Battaglio è diventato intermediario grossista
IMPO→ Tutti questi sbocchi, sono prod frutticoli con caratteristiche qualitative interne ed esterne diverse! Bisogna vendere e conservare, mantenendo le caratteristiche
differenziazione prodotto orizzontale o verticale, GDO compie differenziazioni a monte
filiera corta si intende l’insieme di modalità organizzative della filiera finalizzate a ridurre ai minimi termini canale commerciale tra
produttore e consumatore fino al contatto diretto
QUALITA' qualità delle produzioni frutticole--> piano frutticolo dura 15 anni
sicurezza alimentare--> uso pesticidi (inferiori al 50%)
etica--> manodopera\
impatto ambientale
qualità nutrizionale
diversificazione della dieta
praticità
storia--> primi del '900 inizio frutticoltura intensiva
1950/1960 rivoluzione verde introduzione utilizzo delle sostanze chimiche di sintesi. Scoperta dei prodotti chimici, no qualità
Anni 1970 Produzioni di grandi quantità avvio di ripensamenti sull’ utilizzo della chimica. Critica sull’uso di fitofarmaci. Anni 1980 nasce la frutticoltura integrata. Cambio del metodo di coltivare, eccessivamente industrializzato
1990--> maggior attenzione alla qualità. Anni 2000 Crisi della frutticoltura italiana ed europea si parla di integrato, biologico, biodinamico, omeodinamico… La qualità del prodotto non è più sufficiente si parla di qualità dei servizi
punti di forza produzione agricola--> produzioni in determinati territori, standard qualitativi elevati, ottima specializzazione
fattori critici--> difficoltà nell'avere elevati standard qualitativi, competizioni tra i differenti luoghi,
scelte per selezione di qualità--> specie, luogo, cultivar, portinnesto, coltivazione (distanza dall'impianto), gestione suolo, concimazioni (calcio), irrigazioni, potatura frutti, diraamento, fito-regolatori, raccolta
fattore di qualità--> L’inerbimento, ovvero la semina di un prodotto erboso nello
spazio libero del terreno che è libero dalle piante. No ombra perchè peggiora il frutto
PRODUZIONE MELE--> Piemonte per le mele red delicious (rossa). Emilia Romagna, minore qualità, produzione mele estive gruppo gala,
sfruttano la precocità del mercato. Importante la grande escursione termica
dal 2000-2020 nuove varietà di mele che si stanno diversificando. Cercare di promuovere diverse varietà come la fuji, brutta ma buona. vi sono molte varietà di mele locali provenienti da filiere corte
I club hanno magazzini che hanno rapporti con produttori, GDO ecc che partecipa al club. Un magazzino per diventare esclusivista del club della nazione deve pagare