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Il mito di Enea e Romolo e Remo - Coggle Diagram
Il mito di Enea e Romolo e Remo
Il popolo romano riconosce nella figura di Enea, principe di Troia, il proprio capostipite
La sua storia è narrata da Virgilio nel poema Eneide
In Lazio, Enea fonda la città di Lavinio (in onore della sua sposa Lavinia, la figlia di
Latino)
Turno, re dei Rutuli, si arrabbia per via di questo matrimonio (Anche lui era un pretendente di Lavinia)
Guerra tra Turno e Latino: Latino muore combattendo
Enea uccide Turno, per vendicare la morte di Latino
Latini (Lavinia)
Troiani (Enea)
Diventano un solo popolo
Dopo l’incendio e la distruzione di Troia, per la tradizione romana, Enea fugge con
un il padre Anchise sulle spalle.
Enea approda in Lazio, dove lo accoglie il re Latino
Ascanio Iulio (figlio di Enea)
Numitore (Re di Alba Longa)
Romolo e Remo fondano una nuova città
Tracciano il confine con l'aratro
Il SOLCO è TRACCIATO da ROMOLO ( è colui che vide più uccelli in volo )
Il solco è inviolabile
Romolo uccide Remo, poiché ha osato oltrepassare il confine
Romolo è l'unico re della città
: 753 a.c.
Romolo apre le porte della città a schiavi, banditi ecc.
Mancano le donne
Romolo organizza il ratto (rapimento) delle (donne) sabine, in occasione di una festa
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