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Giovanni Boccaccio - Coggle Diagram
Giovanni Boccaccio
Nasce in Toscana, come Dante e Petrarca.
Presto si trasferisce a Napoli, seguendo il lavoro del padre, dove vive un periodo nel quale conosce l'arte e la letteratura.
Nel 1340, ritorna a Firenze, dove dal 1348 incombe la Peste nera.
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Opere:
Amorosa Visione (1342)
Poema in terzine, che prende per modello la Divina commedia di Dante e che tratta di Boccaccio che, perso in un deserto, viene salvato dalla donna amata.
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Decameron (1349-1351)
Una raccolta di cento novelle (racconti brevi), scritte in volgare fiorentino.
Trama:
10 ragazzi (7 ragazze e 3 ragazzi) decidono di scappare dalla città di Firenze, colpita dalla peste, nascondendosi in una villa di campagna, per due settimane.
Per trascorrere in maniera piacevole questo periodo, i ragazzi decidono di dedicare il proprio tempo alla narrazione di storie (tranne il venerdì ed il sabato, che sono dedicati alla preghiera).
Ogni giorno eleggono un Re o una Reggina che sceglie il tema dei racconti, al quale tutti i ragazzi devono attenersi.
Il risultato sono 10 giorni di racconti, infatti la parola Decameron in greco vuol dire dieci giornate.
Questa sfera narrativa è definita la cornice dell'opera, che tiene insieme tutte le novelle.
Temi dell'opera:
Realismo:
Boccaccio descrive il mondo in una maniera molto realistica, scegliendo come personaggi tutte figure tratte dalla vita quotidiana e appartenenti a tutti i ceti sociali (sia ricchi che poveri).
I personaggi sono descritti anche da un punto di vista psicologico e caratteriale e, per questa ragione, il Decameron è stato definito una Commedia umana, in contrapposizione alla Commedia divina di Dante.
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Stile linguistico:
Come la Divina Commedia, anche lo stile linguistico del Decameron cambia in base alle situazioni ed ai personaggi:
Quando a parlare sono i nobili, il linguaggio è aulico e complesso e la scrittura è complessa.
Quando i protagonisti sono le persone del popolo, il linguaggio è semplice e ricco di parole dialettali, mentre lo stile è più veloce.