naturale con basi meccanicistiche, ma decide di non pubblicarlo dopo la condanna di Galileo da parte della Chiesa. Nonostante le sue idee siano rivoluzionarie, Cartesio evita conflitti con le autorità ecclesiastiche, cercando di presentare la sua filosofia come compatibile con la fede.
Nel 1634, completa un saggio sull'ottica, La Dioptrique, e uno sui fenomeni atmosferici, Les Météores, che pubblica nel 1637 insieme al saggio La Géométrie come appendici al Discorso sul metodo. Questi lavori illustrano il suo approccio scientifico.
Tra il 1639 e il 1641, scrive le Meditazioni metafisiche, in cui espone le fondamenta della sua metafisica e della sua nuova scienza, pubblicate nel 1647 insieme alle obiezioni di studiosi e alle sue risposte. Questo periodo segna una svolta nella ricerca scientifica e filosofica, che diventa un processo collettivo.
Nel 1644, pubblica i Principia philosophiae (Principi di filosofia), in cui approfondisce la sua metafisica e fisica, influenzando scienziati come Boyle, Halley e Newton.
Nel 1643, inizia una corrispondenza con Elisabetta di Boemia, con la quale discute il dualismo mente-corpo. Questa corrispondenza lo porta a completare nel 1649 il saggio Le Passioni dell'anima, sulle emozioni umane e la relazione tra mente e corpo.