Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
MODULO 4: MODELLI DI COLLOQUIO - Coggle Diagram
MODULO 4: MODELLI DI COLLOQUIO
COLLOQUIO, ALLEANZA DIAGNOSTICA E COMPLIANCE
1986, MacKinnon e Yudosky→ colloquio clinico= incontro tra un sog. che soffre e uno che può aiutare
viene messo in atto un processo di inclusione ed esclusione di categorie diagnostiche
formula una diagnosi
goal finale: delineare la struttura della pers. del pz e indagarne la dinamica interpersonale→ x fare ciò deve creare col pz un'alleanza diagnostica= un rap. emotivo che si instaura tra psico e pz e implica la capacità di trovare uno o più ogg. comuni di lavoro
non può prescindere dall'alleanza diagnostica
psico deve saper cogliere fratture e problemi nella costruzione dell'alleanza e comunicarle al pz
conduzione del colloquio con un format non strutturato
elementi del colloquio:
-dati anagrafici
-registrazione di ciò che il pz dice sul suo malessere e autodiagnosi
-attenzione ad aspetti non verbali
psico osserva pz in base a 3 aree di funzionamento:
1 emotivo→ sentimenti, emozioni (al momento) e tono dell'umore (duraturo)
!!se incongruenza= meccanismi di difesa in atto, si deve far notare al pz x indurlo a esprimere sentimenti liberamente
2 cognitivo→ livello di coscienze e consapevolezza, orientamento spazio-temporale, attenzione e concentrazione, memoria, comprensione, capacità di giudizio, capacità di concettualizzazione e generalizzazione, processi di pensiero
3 modalità di interazione→ emergono aspetti della dinamica interpersonale che sono alla base della personalità
psico deve mostrare empatia e interesse verso il pz
a volte il pz mente→ psico x ottenere info utili deve costruire una buona alleanza
altre info utili da famiglia, amici...
compliance= è il grado in cui il comportamento di un sog., in termini di assunzione di farmaci, attuazione di cambiamenti nello stile di vita, coincide con le raccomandazioni del medico
Korsch→ ha ideato una teoria x spiegare la compliance e il grado di soddisfazione-insoddisfazione dei pz
soddisfazione x la terapia collegata a valutazioni relative a 3 aspetti del comportamento affettivo dell'esperto:
essere amichevole
comprensivo
dotato di abilità comunicative positive
Ley→ x una comunicazione efficace il messaggio trasmesso deve essere compreso e ricordato
se pz capiscono e ricordano ciò che si dice in terapia, saranno più soddisfatti e collaborano di più
psico deve adattarsi alle esigenze del pz, conoscere i fattori psicosociale e il contesto in cui vive
COLLOQUIO COME STRUMENTO DI RACCOLTA DI INFO
non è possibile fare un elenco particolareggiato di tutti i fatti nè conviene fare un interrogatorio al pz→ usare linee guida generali:
storia e clima familiare
eventi fondamentali dell'infanzia
salute fisica
lo stabilirsi delle prime relazioni extrafamiliari: ruolo svolto in questo ambito; mutevolezza o costanza nelle relazioni affettive extrafamiliari
storia scolastica
vita affettiva
relazioni sociali
vita professionale
uso del tempo libero
livello socioeconomico
rapporti nell'ambito familiare
giusto equilibrio tra atteggiamento non direttivo e strettamente direttivo dipende dal pz
materiale raccolto è sottoposto a un esame critico
domande:
aperte dirette o indirette
chiuse→ risposta chiara e breve, colloquio con queste domande detto high control style e si usa x focalizzare una sintomatologia
x diagnosi corretta, psico deve alternare d. c. a d. a.
è raro che pz faccia domande xchè si tratta di:
anziani
sog. meno istruiti
la relaz. è vista come richiesta di aiuto e non richiesta di conoscenze
abilità, che lo psico deve conoscere x capire messaggi comunicati dai pz:
1 funzione di ricezione dei segnali e delle info che essi forniscono
2 insieme dei comportamenti che favoriscono un invio efficace dei messaggi ovvero un modo adeguato di agire verso gli altri
3 consapevolezza, congruenza interna, feedback interno
COLLOQUIO COME STRUMENTO X DARE INFO
colloquio di restituzione:
momento in cui psico comunica al pz le impressioni che ha tratto dal colloquio, le conclusioni a cui è giunto e i trattamenti possibili
fatto xchè sog. ne ha diritto o bisogno o può essergli utile x orientare scelte
non deve concentrarsi su cosa dire, ma su come dirlo
goal: rendere pz più consapevole dei propri punti forti e deboli e permettergli di trovar linee guida x lo sviluppo
trasforma diagnosi in auto-diagnosi
poggia sulla cura del setting e della relazione
2 modi di intenderlo:
processo di info→ oggettivista o cognitivo-comportamentale
processo di comunicazione→ soggettivista o clinico-sociale
ci deve essere un setting adeguato che richiede condivisione di alcuni assunti sul pz:
possa sviluppare capacità
sia forte x considerare limiti individuati
elabori scelte adeguate x futuro
esito dipende dalla relaz. tra psico e pz e si basa su 5 aspetti:
1 conoscenza reciproca→ condivisione di info personali tra psico e pz x creare fiducia e collaborazione
2 legittimazione intersoggettiva→ riconoscimento reciproco dei ruoli e del potere tra psico e pz. Affinché il colloquio di restituzione sia efficace, è necessario che il pz riconosca e legittimi il ruolo dello psico come esperto e la sua autorità nel fornire una diagnosi e suggerire un percorso di trattamento
3 COLLUSIONE: si manifesta come una sorta di "patto di non aggressione" tra psicologo e paziente. Entrambi cercano di compiacere l'altro, evitando di affrontare temi delicati o potenzialmente conflittuali; e COLLISIONE: si manifesta come uno scontro superficiale tra psicologo e paziente. Entrambi, anziché impegnarsi in un dialogo autentico, preferiscono aggredire o essere aggrediti→ due modalità relazionali disfunzionali che possono instaurarsi durante il colloquio di restituzione, ostacolando il raggiungimento degli obiettivi del colloquio stesso. Entrambe rappresentano dei tentativi, più o meno consapevoli, di evitare il disagio e la fatica emotiva insiti in questo tipo di interazione
4 centratura sul compito→ garantisce che colloquio nona assuma altri significati rispetto a quelli attesi e prevede 5 fasi:
-riscaldamento e condivisione della situa
-feedback
-elaborazione comune di punti di miglioramento
-avvio di un uso autonome della restituzione in corso
-conclusione con anche espressione del pz delle sue percezioni e valutazioni
5 contenimento e ascolto→ permette di costruire una relaz. costruttiva, proficua e non ansiogena
colloquio non finisce con l'uscita del pz dalla stanza, ma continua poichè sia pz che psico continuano a pensare a ciò che è successo
se colloquio è proficuo→ psico avverte di aver fatto bene lavoro e pz ha una visione diversa della situa
psico:
deve gestire la situa
ha funzione di de-tensione o alleggerimento delle ansie
atteggiamento di ascolto e comprensione= silenzio, pause di riflessione
caratt. di una buona restituzione:
evita linguaggio tecnico
usa linguaggio che pz capisca
evita dogamtismi e genericità
non dice troppe cose tutte inx
sceglie cosa dire in base a ciò che il pz sa usare, comunicando con tatto
comunicata sotto forma di ipotesi con richiesta di feedback
è impo anche l'opinione del pz e si deve stimolarlo ad esprimersi
COLLOQUIO COME STRUMENTO X INCORAGGIARE PZ A PARTECIPARE ALLE DECISIONI CLINICHE
psico deve:
mostrare rispetto, empatia e interesse x idee, paure, aspettative e opinioni dei pz
condividere e dare info chiare e adeguate alle esigenze e al livello di istruzione del pz
avere capacità di ascolto attivo
comunicazione adeguata:
migliori risultati
più soddisfazione dello psico e del pz
empatia è fondamentale→ riduce ansia
carat. personali influenzano la relaz.
emozioni da un lato influenzano le scelte, dall'altro ne sono gli effetti
stati emotivi positivi→ pz rilassato, più tempo x valutare, ragionamenti complessi
stati emotivi negativi→ regole decisionali semplici, poche info, meno tempo
relaz. tra emozioni e partecipazione alle decisioni cliniche
incertezza nella diagnosi= ambiguità dei dati o variazioni nell'interpretazione dell'info
varie strategie di trattamento=> pz e psico collaborano x scegliere la migliore→ grado di autonomia varia in base al pz:
pz giovani e no gravi disturbi scelgono la cura
pz anziani o gravi fanno scegliere allo psico
decisione clinica in base a:
modello paternalistico→ psico decide senza partecipazione del pz nella scelta
modello di relazione clinico-pz deliberativo→ decisioni prese in collab. da psico e pz
partecipazione dei pz possibile se:
psico crea clima adatto x poter esprimere sue opinioni
preferenze dei pz espresse in modo che qualsiasi tipo di trattamento sia compatibile con stili di vita e valori dei pz
info tecniche comunicate in modo chiaro e semplice
partecipazione dello psico ad aiutare pz a valutare rischi e benefici
scelte dello psico devono corrispondere a esigenze e valori del pz