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MODULO 2: DINAMICA DEL COLLOQUIO E ANALISI DELLA DOMANDA - Coggle Diagram
MODULO 2: DINAMICA DEL COLLOQUIO E ANALISI DELLA DOMANDA
IL COLLOQUIO IN PSICO CLINICA
In psicologia l'aggettivo "CLINICO" si riferisce a:
visione della realtà di studio e di intervento basata sul rap. interpersonale
metodo di studio della realtà fondato sull'osservazione diretta e sistematica di vari sog. con il goal di rintracciar elementi comuni di diversi
uso di una prospettiva storica
formazione basata sull'esp. diretta di una realtà
x queste dimensioni è impo:
rap. interpersonale
osservaz. del comp. dei sog. in relaz. a variabili spazio-temporali e contestuali
esp. diretta
differenza tra colloquio e intervista basata sulla dinamica motivazionale:
colloquio→ si focalizza sul rap. consultante/consulente e prevale una motivazione di tipo conoscitivo fondata sulla presenza di un interesse reciproco all'incontro; ha una minore strutturazione e...
... si divide in 2 momenti:
1- è rivolto all'identificazione, ricognizione e descrizione, x questo è noto come colloquio psicodiagnostico, di valutazione o di assessment, in funz. di un successivo trattamento psicoterapeutico
2- è legato all'intervento nei confronti di un det. ogg. e si parla di psicoterapia
intervista→ serve alla raccolta di info da parte del clinico; è condotta seguendo uno schema precostituito
alla base della psico clinica ci sono:
PROSP. PSICOMETRICA→ conoscenza e misurazione degli aspetti che differenziano i sog. tra loro
PROSP. DINAMICA→ attenzione ai prob. connessi con lo svil. della pers. e con il tentativo di definire un mod. comprensivo e adeguato dell'organizzazione e funz. psichici, in relaz. ad un'azione di cambiamento o terapeutica
la psico clinica è:
ancorata ai presupposti di base della psico→ ha il compito di definire e/o elaborare leggi generali del funz. psichico
impegnata sul terreno dell'intervento
orientata alla valutazione della pers. dei sog., alla terapia di disturbi psichici o alla ricerca scientifica in tali ambiti→ grazie all'applicazione di conoscenze già acquisite su casi individuali
oggetto di studio: l'INDIVIDUO con le sue manifestazioni psichiche e comportamentali riferite a → proc. cognitivi, dinamiche emozionali, criteri di adeguatezza o inadeg. della condotta o parametri di funzionalità/disfunz. o di normalità/patologia
attenzione prevalente: INDIVIDUO PROBLEMATICO→ ciò sottolinea la trasformazione di situe difficili vissute come "disagio" o disturbo
finalità conoscitive e di intervento assimilate x mimesi col modello medico alle pratiche di diagnosi e terapia→ attività della psicoterapia
una CONSULTAZIONE PSICOLOGICO-CLINICA
non sempre è legata a un pz e alla psicoterapia
può anche essere richiesta da scuole, università, aziende, organizzazioni produttive o sanitarie, carceri, enti locali ecc....
sul piano "individuale" possiamo avere richieste di consulenza intorno a tematiche quali separazioni, gravidanza, aborto, adolescenza, sessualità, dipendenze, malattie fisiche
ci sono tanti tipi di consultazioni psico-cliniche, ma tutte hanno in comune 3 elementi:
relazione
contesto
richiesta
intervento psico deve tenere conto:
del contesto dal punto di vista della rete di relaz. interpersonali e della dinamica sociale-istituzionale
della relazione utente-psicologo che implica la partecipazione attiva dell'utente
GOAL: concepire diagnosi e terapia come momenti diversi di uno stesso processo di significazione dell'esp. sostenuta da una comune teoria del cambiamento
strumenti della psico clinica:
colloquio
reattivi psicodiagnostici→ test psicologici come reattivi percettivi, inventari di personalità, test di livello, questionari, misurazioni psicofisiologiche, tecniche di osservazione
sul piano dell'intervento riabilitativo o di cura il clinico usa:
modelli di trattamento o di psicoterapia
formazione di base alla professionalità psicologica + specifici corsi di formazione
uso di più test x una maggiore attendibilità dei risultati
FINALITA' del colloquio:
definire e costruire una relaz. interpersonale, analizzando la qualità della domanda fatta dal pz→ no rispondere alla domanda, ma cercare di elaborarne con lui il senso
anamnesi→ raccogliere info su esp. di vita del pz
fornire info su modalità e caratt. dell'incontro clinico e i suoi goals
costruire un'alleanza di lavoro, supportando la motivazione del pz al cambiamento
individuare il prob. psico espresso dal pz e il suo contesto di riferim.
riconoscere le modalità soggettive che il pz usa x fronteggiare tale prob.
identificare le principali resistenze del pz all'incontro con lo psico clinico e al lavoro da svolgere con lui
analizzare l'atteggiamento e le fantasie del pz relative alla psico clinico, all'incontro clinico e al contesto in cui si svolge, preesistenti all'incontro stesso
LA MOTIVAZIONE AL COLLOQUIO IN PSICO CLINICA
motivazione:
spinta che direziona un comportamento verso un fine
x Jones deve spiegare "come i comp. vengono attivati, forniti di energia, mantenuti, indirizzati e condotti a termine e quali vissuti soggettivi dell'organismo vi corrispondono"
m. intrinseca→ situe in cui la spinta al cambiamento viene direttamente dal sog. ed è percepita come funzionale alla risoluzione del prob., es. "voglio crescere, conoscermi e migliorarmi"
m. estrinseca→ legata alla contemporanea presenza di un committente/pz e di un utente, è richiesta da terzi, la relaz. tra commit.-consulente è asimmetrica
i pz oscillano tra:
desiderio di trovare una soluzione ad un prob. percepito
timore di vedere sconfermato il proprio ruolo da un esperto che potrebbe trovare quelle soluzioni che si sarebbero potute trovare da sè
in base a finalità del colloquio e al suo contenuto e alla teoria di rif. esistono:
m. eterocentrata: tema esterno al sog.
m. su base cognitiva e/o affettiva: colloquio di ricerca, colloquio diagnostico, colloquio psicoterapeutico
m. autocentrata: conoscenza e scoperta di sè
m. conscia-inconscia
ambiguità e timori vanno accolti ed esplorati xchè offrono indizi x capire il reale prob. e x verificare la disponibilità a confrontarcisi→ punto di partenza: esplorare motivazione che spinge qualcuno al colloquio
motivazione centrale: sentire uno scarto tra la propria capacità di azione e il goal verso il quale l'azione stessa è orientata
sog. incapace di scegliere strategie più opportune x affrontare il prob.→ sog. si rivolge allo psico delegandogli il recupero della decisionalità perduta o in crisi
3 strategie x risolvere il prob.:
ricercare all'int. dell'azione il recupero delle possibilità di successo→ valutazione dell'insuccesso decisionale come errore
ricercare nella modificazione delle condizioni ambientali il recupero dell'efficacia dell'azione→ si chiede aiuto a terzi affinchè risolvano il prob.
ricercare nella revisione del modello d'azione il recupero della sua stessa efficacia→ aiutare direttamente chi percepisce il prob.
COLLOQUIO DIAGNOSTICO E ANALISI DELLA DOMANDA
prestazione psicologica= opera di restituzione al sog. della sua capacità di valutare e decidere realmente cosa fare di sè stesso
psicologo= "traduttore simultaneo"
sofferenza psichica è connessa:
con la percezione soggettiva del disagio o dei prob. di adattamento
con la valutazione del bisogno di aiuto da parte della stessa persona che lo richiede
→ se la traduzione da richiesta di aiuto a risposta viene fatta dallo psico solo sulla base della propria valutazione e/o diagnosi basata sulla scuola a cui appartiene, tale traduz. rischia di non poter essere usata dal pz
nella relaz. psico-pz si esprimono:
motivazione all'incontro clinico
aspettative del pz
caratt. del pz
→ ciò suggerisce la dinamica emozionale che spinge alla consultazione e i presupposti che pz si costruisce sul rap. con lo psico
la valutazione di un prob. psico si conduce elaborando la specifica condizione relazionale in cui tale prob. si riflette
capacità professionale dello psico: rinuncia ad una immediata azione di risposta ma...→ analisi ed elaborazione col pz, deve far capire al pz che deve partecipare attivamente alla terapia
!!!atteggiamento restitutivo verso il pz!!!
OGGI la domanda di intervento può essere analizzata, interpretata e capita anche da chi la pone=pz
3 aspetti impo:
1- adeguatezza dell'intervento
2- interesse x la dimensione contestuale
3- necessità di valutare congruenza ed efficacia dell'intervento
IERI→ si sceglie tecnica poi si definiscono problemi
OGGI→ si definiscono i problemi poi si sceglie tecnica
nell'analisi della domanda ci sono 3 aspetti impo:
fallimento della collusione
riproduzione di una situa fantasmatica-emozionale che ripropone degli elementi della collusione fallita
individuazione di linee di sviluppo
x una buona analisi della domanda attenzione a 3 componenti:
sog. che pone domanda
organizzazione in cui nasce prob. e relaz. tra chi fa domanda e psico
setting
Montesarchio: "COLLUSIONE= simbolizzazione affettiva del contesto condivisa emozionalmente da chi a quel contesto partecipa ed è un meccanismo alla base dei processi di socializzazione e del rapporto tra sog. e contesto"
fallimento della collusione= momento critico dato dalla discrepanza tra struttura e cultura: nuovi assetti contestuali richiedono nuove simbolizzazioni→ ciò può creare conflitti all'interno di organizzazioni, famiglie ecc....
è impo tenere presenti: sog., organizzazione e setting xchè permettono di conoscere proc. simbolico-emozionali, sist. organizzativo, il suo funz. e modelli culturali
GOALS dello psicologo:
goals ortopedici→ riportare sist. entro il quale si opera a un modello considerato efficace e desiderabile
goals di sviluppo→ modifica dei comportamenti sulla definizione di un goal che si vuole raggiungere
colloquio:
strumento base dell'intervento psicologico-clinico
strumenti secondari→ interviste e test
lo psicologo deve:
usare tecniche non direttive
mostrare disponibilità al pz x costruire un rapporto
non farlo sentire giudicato, ma valorizzato
conoscere sist. teorico generale di rif.
conoscere diverse teorie su cui basare i colloqui
avere cultura generale e conoscenze scientifiche
avere personalità
essere adulto con personalità solida e integrata
essere motivato
saper ascoltare e comunicare
essere empatico
mantenere corretta distanza emotiva tra sè e i pz
astenersi dal dare giudizi morali ed essere neutrale
essere autentico e sincero nell'agire
gestire le sue emozioni!!!
ERRORI che commette lo psico:
raccontando di sè al pz, pensando di aiutarlo
minimizzare problemi del pz
cercare di dare subito una soluzione
pensare che x aiutare pz si deve fare qualcosa di concreto
dare consiglio valido x esaltare proprio ruolo professionale
il linguaggio deve adattarsi a quello del pz
domande formulate dimostrando rispetto x le idee del pz
1- domande dirette→ indaga aspetti di conoscenza e razionalità
2- domande indirette→ stimolano contenuti più proiettivi x scoprire emozioni e sentimenti
comunicazione non verbale impo: funzioni informative, interattive, espressive e referenziali
sguardo→ sintonizzazione tra interlocutori e modo x comunicare che si capisce ciò che si ascolta
silenzio→ spazio in cui vissuti e problemi si sistematizzano , ridefiniscono e strutturano
3 fasi:
fase iniziale→ ha 3 scopi
fase centrale
fase conclusiva
modalità di conduzione del colloquio dipende da:
stile dello psico
stile del pz
età dei sog.
grado di centralità del tema
prestare attenzione all'ELEMENTO SCATENANTE LA DOMANDA DI AIUTO