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IL PASSERO SOLITARIO - Coggle Diagram
IL PASSERO SOLITARIO
PARALLELISMO tra il PASSERO E IL POETA, accomunati dalla necessità della solitudine ma con un diverso destino
1a STROFA incentrata sul PASSERO: contrasto tra la natura primaverile in festa e l'isolamento del passero
2a STROFA incentrata sul POETA: contrasto tra il paese e i compaesani in festa (15 giugno festa di san Vito, patrono di Recanati) e la solitudine del poeta
3a STROFA incentrata sul PASSERO e sul POETA e la DIFFERENZA tra i due e i loro DESTINI: il passero si isola per natura, il poeta per scelta, di conseguenza il passero non avrà rimpianti, mentre il poeta sa che in vecchiaia si pentirà di aver sprecato la sua giovinezza
Il passero è quindi allegoria della condizione esistenziale del poeta, così come la primavera è l'allegoria della giovinezza
FIGURE RETORICHE
ALLITTERAZIONE (vv. 29, 35, 48)
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LINGUAGGIO
dolce, sonoro (parole onomatopeiche), vago (indefinito) e suggestivo nella descrizione della festa (linguaggio della giovinezza): brilla, esulta, suon di squilla, tonar, rimbomba.
aspro, con parole connotate negativamente nella parte che riguarda la vecchiaia (linguaggio della vecchiaia): detestata, vòto, noioso, tetro, impetro).
allegorico: la primavera è allegoria della giovinezza, il tramonto è allegoria della vecchiaia
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CANZONE LIBERA
Libera alternanza di ENDECASILLABI e SETTENARI suddivisi in 3 STROFE di diversa lunghezza; RIME LIBERE.
DATA DI COMPOSIZIONE INCERTA (forse ideato nel 1819, ma probabilmente scritto dopo, nel periodo pisano-recanatese, anche se non compare né il tema del ricordo né esprime il pessimismo cosmico)