I consoli restano in carica solo 6 mesi; le assemblee e i comizi (curiati e centuriati) non hanno più nemmeno il potere di eleggere i magistrati, ma possono solo approvare quanto detto dai cavalieri, nominati dall’Imperatore; il senato è svuotato del suo potere, perché diventa gruppo esclusivo a lui legato. Inoltre, restringe il senato ad un gruppo di più ricchi ( un milione di sesterzi di patrimonio). I senatori acquistano quindi più potere: in questo modo acquista la loro fiducia. i cavalieri vengono inseriti all’interno della Riforma Pubblica, all’interno della nuova amministrazione della città di Roma, creando delle Prefetture.
L’unico prefetto di origine senatoria (gli altri di classe equestre) era quello Urbano con il compito di mantenere l’ordine pubblico.
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Altre riforme:
Esercito: cerca di farlo diventare un corpo militare professionale.
I Comandanti venivano cambiati spesso, per evitare che si legassero troppo alle truppe e le manovrassero come in precedenza avvenuto durante le guerre civili. Riduce il numero delle Legioni prolungandone però il servizio fino a 20 anni e le distribuisce nelle zone strategiche, dove c’è bisogno di difesa
(Reno e Danubio; Siria e Mesopotamia; Egitto).
In Italia rimane solo la guardia pretoriana, con uno stipendio 3 volte superiore ai soldati normali.
Province riorganizzate e divise in due tipologie: IMPERIALI - di competenza diretta di Augusto e dei suoi legati e procuratori. SENATORIE - strategicamente meno importanti di competenza del senato.
Tasse. Due tipologie di imposte: imposte fondarie basate sulla dimensione della proprietà, e imposte personali per i cittadini delle province, non gli Italici. Augusto dà uno stipendio ai governatori delle province e crea un'apposita categoria di funzionari che riscuotesse direttamente le imposte. Viene fissato con precisione quanto le singole province debbano pagare e questo rimane un prezzo fisso. In questo modo le proprietà vengono censite, affinché paghino un prezzo giusto a seconda della grandezza. I soldi provenienti dalle tasse delle provincie vanno a finire nel fisco dell'erario per finanziare opere pubbliche. Trattamento speciale lo ha l’Egitto il quale diviene un possedimento personale del principe, tanto che le tasse di questo territorio vanno a beneficio di Augusto.
L’Italia viene suddivisa su base etnica, se oggi ci sono 20 regioni all’epoca c’erano 11. Cerca in tale modo di rispettare le culture e le usanze delle popolazioni, anche perché prima di Roma vi erano molteplici popolazioni.