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DOPOGUERRA E FASCISMO IN ITALIA - Coggle Diagram
DOPOGUERRA E FASCISMO IN ITALIA
1920 Giolitti ritorna al Governo dopo ministero Nitti
in politica estera soluzione
della questione adriatica con il trattato di Rapallo: Italia (Trieste,Gorizia,Istria, Zara) con Jugoslavia (Dalmazia) 12 novembre 1920
Fiume dichiarata libera
dove Natale 1920 D'Annunzio
abbandona la sua resistenza
politica interna: -imposta liberalizzazione del prezzo del
pane per risanare il bilancio statale
-1919-20 biennio rosso Europa con lotte
operaie/sindacali
no rende operanti progetti fiscali/fallisce il suo piano di ridimensionare
l'intenzione rivoluzionaria degli operai e
accogliendone le loro richieste (perché i liberali no maggioranza dell'anteguerra, socialisti posizioni diverse,popolari forti per piegarsi a Giolitti, centro dal Parlamento ai partiti)
congresso Psi 1921 a Livorno
riformisti no espulsi
abbandonato da minoranza sinistra di Bordiga
forma il Partito comunista d'Italia
con programma lenista
operai in crisi per
l'andamento negativo dell'economia
italiana
industrie metalmeccaniche rifiutano
le richieste economico-normative
della Fiom (sindacato aderente alla Cgl)
a Milano un'industria chiude
la Fiom ordina agli operai di occupare le fabbriche
dirigenti Cgl volontà di condurre lotta sindacale
Giolitti è neutro verso sindacato/industriali (resiste pressioni patronato chiede forza pubblica nelle fabbriche occupate
accordo non attuato a una
commissione che accetta richieste
Fiom per partecipazione sindacati nel controllo
aziende
con programma: nominativa dei titoli
azionari + imposta straord. sui profitti
realizzati all'industriale bellica
elezioni 1919 Fasci molti voti
ma 0 deputati
1920-21 fascismo da radical-democratico di ceto medio urbano
a squadre d'azione paramilitare campagnolo contro socialismo
Mussolini campagna Val Padana
contro
leghe rosse
di sistema autoritario (boicottaggi/banditi chi si sottraeva alla disciplina) con migliori salari/uffici di collocamento che controllano il mercato del lavoro/cooperative/amministrazioni comunali/contrasto strategia organizzazioni socialiste con preferenza braccianti senza terra e interessi degli intermedi che volevano diventare da lavoratori giornalieri a proprietari
21/11/1920 fascisti attaccano comune
Bologna Palazzo d'Accursio per impedire insediamento
socialista
socialisti difensori errore bombe a mano
sulla folla
ritorsioni fasciste a Bologna contro socialisti che non riescono a intimorirli
nuove reclute: e ufficiali e soldati della 1 guerra mondiale/proprietari terrieri per indebolire leghe/piccola borghesia per promozione sociale e affermazione politica
squadrismo in Val Padana/Centro-Nord/Puglia da città a campagna in camion
devasta ammin. locali/sedi sindacali socialiste e violenze e dimissioni
leghe sciolte e membri nei fasci con
promessa piccola proprietà
1921-22 minaccia per operai
sostenuto da apparati statali nel
non ostacolarlo nelle azioni antisocialiste e
governo Giolitti per ridurre pretese socialiste/popolari da inglobare nella maggioranza liberale