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Anarchia militare: successioni rapide e caotiche
Durante i 50 anni di anarchia militare, si susseguirono circa 20 imperatori, spesso imposti dalle legioni e raramente sopravvissuti a lungo. Ecco i principali:
• Massimino il Trace (235-238):
o Ex centurione divenuto imperatore grazie all'esercito.
o Governò senza mai recarsi a Roma, impegnato a combattere lungo i confini.
o Fu ucciso dai suoi stessi soldati.
• Gordiano III (238-244):
o Salì al trono a soli 13 anni, sostenuto dal Senato e dai pretoriani.
o Governò con l'aiuto del prefetto Timesiteo e combatté i Parti.
• Filippo l’Arabo (244-249):
o Concluse una pace sfavorevole con i Parti e celebrò i 1000 anni di Roma (248).
o Fu ucciso in battaglia contro Decio.
• Decio (249-251):
o Avviò una politica di collaborazione con il Senato.
o Perseguitò duramente i cristiani, obbligandoli a sacrificare agli dèi romani.
o Morì combattendo i Goti.
• Valeriano e Gallieno (253-268):
o Valeriano: Divise l’Impero, affidando l’Occidente al figlio Gallieno. Fu sconfitto e fatto prigioniero dai Parti, finendo i suoi giorni in cattività.
o Gallieno: Governò l’Occidente in un periodo di grande instabilità.
Questa fase di crisi fu caratterizzata da continui conflitti interni, debolezza politica e pressione militare ai confini.
Gallieno e le ribellioni delle Gallie e di Palmira
Durante il regno di Gallieno (253-268), si verificarono due ribellioni significative:
• Regno delle Gallie (258): Marco Postumo, generale di Gallieno, si proclamò imperatore e fondò un regno indipendente (regnum Galliarum) nelle Gallie.
• Regno di Palmira (267): Zenobia, regina di Palmira, cercò di creare uno stato autonomo in Siria, espandendone i confini e sfidando Roma.
Aureliano e la riunificazione dell’Impero
Aureliano (270-275) riconquistò i regni ribelli delle Gallie e di Palmira, ristabilendo l’unità dell’Impero. Durante il suo regno:
• Difesa di Roma: Dopo un'invasione degli Alemanni che arrivarono in Italia, fece costruire le mura aureliane per proteggere la città e altre importanti località.
• Politica e religione: Rafforzò il culto del Sole Invitto e dichiarò il suo potere di origine divina.
• Riforme economiche: Combatté la crisi economica con una riforma monetaria e tasse sui ricchi per sostenere i ceti medi.
Aureliano fu assassinato nel 275, lasciando nuovamente Roma senza una guida stabile fino all’avvento di Diocleziano nel 284.