Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
INSUFFICIENZA RENALE ACUTA (IRA-AKI) - Coggle Diagram
INSUFFICIENZA RENALE ACUTA (IRA-AKI)
DEFINIZIONE
Rapida e quasi completa perdita della funzionalità renale conseguente ad un danno subito del rene entro un periodo massimo di 7 giorni, da poche ore a pochi giorni
Può provocare manifestazioni cliniche anche gravi e ciò è dettato dall’accumulo nei liquidi corporei dei prodotti del catabolismo azotato normalmente escreti attraverso le urine e dalle alterazioni idro-elettrolitiche e dell’equilibrio acido-base.
Può essere reversibile se identificata e trattata prontamente prima che il rene vada incontro a danni permanenti
PORTATA URINARIA
In alcuni casi conservata
Solitamente si ha però
OLIGURIA <400 ml
ANURIA <50 ml
Valori alterati agli EE
Creatinina ↑
Range fisiologici
Donne: 0.5-1.1 mg/dL
Uomini: 0.6-1.2 mg/dL
Azotemia ↑ (concentrazione di urea nel sangue)
Range fisiologici: 10-50 mg/dL
Ritenzione di cataboliti
Potassio ↑
Range fisiologici: 3.5-5.3 mEq/L
CLASSIFICAZIONE RIFLE --> sistema usato per classificare e determinare la gravità del sanno renale acuto, basato su parametri clinici e laboratoristici, come la variazione della creatinina sferica, la diuresi e l'eGFR
3 STADI DI GRAVITÀ
Determinati da
Rischio
Danno
Insufficienza
2 livelli di esito
Perdita della funzionalità renale
Malattia renale terminale
RIFLE, acronimo che sta ad indicare
R=risk (rischio
I=injury (danno)
F=failure (insufficienza)
L=loss (perdita)
E=end-stage kidney disease (malattia terminale renale)
CAUSE DEL DANNO RENALE ACUTO
PRE-RENALI
Ipoperfusione (diminuzione eGFR)
Dovuta a
Vasodilatazione sistemica
Ipovolemia
Scompenso cardiaco
Sepsi
Disidratazione
Shock
RENALI
Danno diretto a glomeruli/tubuli da trauma, infezioni, nefrotossici
POST-RENALI
Ostruzione delle vie urinarie
Dovuta a
Calcolosi renale
Tumori
Iperplasia prostatica
Ostruzione ureterale o vescicale
FASI CLINICHE DEL DANNO RENALE ACUTO
Fase iniziale
Dal danno renale fino all'oliguria
Fase oligurica
Aumento dei valori ematici di urea, creatinina, acido urico, acidi organizzi, potassio e magnesio
Fase diuretica
Aumento dei valori ematici di urea, creatinina, acido urico, acidi organizzi, potassio e magnesio
Fase di remissione
Funzione renale migliora progressivamente nell'arco di 3-8 mesi; anche i valori emato-clinici tendono a normalizzarsi
VALUTAZIONE INFERMIERISTICA
Anamnesi accurata
Raccogliere informazioni sui fattori di rischio (malattie cardiache, diabete, uso di farmaci nefrotossici)
Identificare sintomi precoci di disidratazione o riduzione della perfusione renale
Monitoraggio continuo dei parametri vitali
Pressione sanguigna, frequenza cardiaca, temperatura
Monitoraggio della diuresi
Osservazione della quantità, colore e frequenza dell’urina per rilevare segni di oliguria o anuria
Registrare accuratamente il bilancio idrico
Esami di laboratorio
Controllare i livelli di creatinina, azotemia, elettroliti (potassio, sodio), pH
Monitoraggio dei segni di iperkaliemia
Monitorare l’ECG per segni di alterazioni del ritmo cardiaco (es. aritmie)
SINTOMI DEL DANNO RENALE ACUTO
Riduzione della diuresi: oliguria o anuria
Edema: ritenzione di liquidi
Aumento della creatinina e dell’azotemia: segno di insufficienza renale
Alterazioni elettrolitiche: aumento di potassio (iperkaliemia), acidemia
Sintomi sistemici: stanchezza, nausea, vomito, confusione
INTERVENTI INFERMIERISTICI
Gestione del bilancio idrico
Somministrare liquidi secondo le indicazioni mediche, monitorando la risposta (se pre-renale, somministrare liquidi IV; se post-renale, evitare sovraccarico)
Monitorare attentamente le urine per eventuali segni di ostruzione
Monitoraggio delle funzioni renali
Collaborare con il medico per pianificare esami supplementari (ad esempio, ecografia renale, ecocardiogramma) per determinare la causa
Farmaci
Essere consapevoli degli effetti collaterali dei farmaci (es. farmaci nefrotossici)
Somministrare farmaci secondo le indicazioni (diuretici, farmaci per correggere l’iperkaliemia).
Gestione della nutrizione
Somministrare una dieta a basso contenuto di sodio e potassio se indicato
Fornire supporto nutrizionale, tenendo conto della ridotta capacità di eliminazione dei rifiuti
Terapia sostitutiva renale (emodialisi se necessario)
PREVENZIONE E FOLLOW-UP
Educazione del paziente e della famiglia
Istruire sui segni di peggioramento della funzione renale (minzione ridotta, edema, dolore lombare) e sull’importanza di seguire le indicazioni mediche
Educare riguardo l’uso corretto dei farmaci e l’importanza di evitare farmaci nefrotossici
Gestione delle comorbidità
Monitorare e gestire condizioni come ipertensione, diabete, e insufficienza cardiaca che possono contribuire al DRA
COMPLICANZE E RISCHI
Iperkaliemia grave: rischio di aritmie potenzialmente letali
Acidosi metabolica: rischio di compromissione della funzione cardiaca e respiratoria
Sindrome uremica: accumulo di rifiuti nel sangue con effetti sistemici
Insufficienza renale cronica: danno renale persistente in caso di danno acuto non trattato tempestivamente
APPROCCIO INTEGRATO DI CURA
Osservazione continua e tempestiva: l’infermiera deve osservare costantemente l’evoluzione del quadro clinico, interpretando i segni e sintomi per adattare le azioni terapeutiche
Adattamento degli interventi: ogni cambiamento nelle condizioni del paziente (es. peggioramento della diuresi o alterazione dei parametri vitali) richiede una revisione rapida del piano assistenziale
Lavoro di squadra e comunicazione: l’infermiere deve essere in costante comunicazione con il team medico, segnalando tempestivamente ogni segno di deterioramento della funzione renale e proponendo interventi basati sulla valutazione critica dei dati clinici
ASSISTENZA INFERMIERSITICA
1️⃣ Eliminazione urinaria e intestinale
Segni clinici: edema, aumento peso, oliguria, alterazioni urinarie
Manifestazioni uremiche: nausea, vomito, dispnea, spasmi muscolari, tachicardia
2️⃣ Alimentazione e idratazione
Dieta controllata (↓potassio, evitare integratori con K+)
Monitoraggio bilancio idro-elettrolitico
3️⃣ Funzione cardiocircolatoria
Mantenere riposo a letto
Controllo infezioni (asepsi)
Prevenzione lesioni cutanee (edemi, disidratazione)
4️⃣ Respirazione
Valutare tachipnea e alterazioni cardiache
Monitoraggio gas nel sangue (EGA)
5️⃣ Ambiente sicuro
Infezioni: Monitorare febbre, oliguria, urine maleodoranti
Rischio cadute: Anemia, confusione, astenia
6️⃣ Comunicazione e supporto
Educare il paziente e la famiglia
Monitorare segni di confusione letargia (segni di peggioramento AKI)
CONSEGUENZE DEL DANNO RENALE ACUTO
Alterazioni metaboliche
Acidosi (aumento ioni idrogeno)
Anemia (bassa produzione eritropoietina)
Ipertensione (diminuita eliminazione di sodio)
Alterazione del calcio (diminuzione della vitamina D)
Edema (ritenzione acqua e sodio)
Alterazione ossea e vasculopatie