Questa, nel corso del "biennio nero" (1934-1935), annullò le riforme del precedente governo, sopprimendo l'autonomia catalana e imponendo un rigido centralismo politico. A questo punto, le contrapposizioni politiche e sociali si inasprirono ulteriormente: da un lato, ai socialisti e anarchici si aggiunsero i comunisti, legati all'Internazionale bolscevica; dall'altro, nacque un'organizzazione di estrema destra, la Falange, basata sull'esempio del fascismo italiano e del nazismo tedesco. La politica autoritaria del governo provocò inoltre una serie di rivolte popolari, tra cui quella dei minatori delle Asturie, che nel 1934 fu repressa nel sangue.