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IMMUNOLOGIA 2 - Coggle Diagram
IMMUNOLOGIA 2
Con il termine infezione si intende la condizione per cui un microrganismo penetra e si replica in un determinato organismo. La replicazione del microrganismo può avvenire sia all'interno delle cellule (nel caso dei virus), sia all'esterno delle cellule, come avviene per la maggioranza dei batteri e funghi. La particolare condizione in cui l'organismo replicante non è un microrganismo ma un animale, come i vermi intestinali, è denominata infestazione.
La replicazione dei microrganismi viene contrastata dal nostro organismo su più livelli di difesa, i quali agiscono in sequenza:
SISTEMA IMMUNITARIO INNATO, interviene in un secondo momento se le difese superficiali vengono superate, ha un'azione rapida e abbastanza specifica, ma non è in grado di riconoscere esattamente la specie infettante per fornire la risposta più efficace possibile
SISTEMA IMMUNITARIO ADATTIVO, la cui azione è molto lenta e ritardata, ma massiccia ed estremamente specifica contro il singolo agente patogeno.
DIFESE SUPERFICIALI, sono le prime a contrastare i microrganismi, sono utilissime e rapidissime nell'azione, ma sono estremamente aspecifiche
È sempre utile ricordare che non tutti i microrganismi sono nocivi: un grande numero di questi, infatti, si trova nel tratto gastro-intestinale, dove vivono in uno stato di simbiosi mutualistica con l'organismo (es. E. coli si nutre di lattosio rilasciando vitamina
K, essenziale per la coagulazione del sangue).
LE CELLULE STAMINALI EMOPOIETICHE sono cellule multipotenti capaci di differenziarsi in diversi elementi cellulari, i quali possono essere suddivisi in due categorie principali:
LINEA LINFOIDE, I linfociti sono i principali effettori della risposta immunitaria adattativa e si dividono nei tipi B, T e NK:
linfociti T helper → originano nel midollo osseo e maturano nel timo; la loro funzione è quella di secernere delle proteine segnalatrici chiamate citochine, le quali coordinano l'azione della risposta immunitaria nei confronti di un determinato antigene. Ciò spiega perchè nei soggetti affetti da AIDS, nei quali il virus HIV ha attaccato ed eliminato i linfociti T helper, si verifica una grave condizione di immunodeficienza che porta a morte il soggetto a causa di infezioni da parte di patogeni che in soggetti immunocompetenti verrebbero facilmente eliminati
linfociti T citotossici → originano nel midollo osseo e maturano nel timo; al loro interno presentano dei granuli contenenti potenti enzimi in grado di distruggere cellule infette da virus o cellule tumorali
linfociti B → originano e maturano interamente nel midollo osseo, per poi spostarsi nel circolo ematico e negli organi linfoidi secondari dove andranno a costituire delle strutture che prendono il nome di follicoli linfatici. Se vengono attivati si differenziano in plasmacellule e producono anticorpi specifici contro un determinato antigene
linfociti NK → originano nel midollo osseo, maturano sia negli organi linfoidi primari che secondari per poi essere rilasciate nel circolo ematico; svolgono un importante ruolo nella distruzione delle cellule tumorali o infette da virus con un meccanismo d'azione non mediato dalle molecole MHC (vedi dopo).
LINEA MIELOIDE, i leucociti della linea mieloide sono rappresentati principalmente dai ganulociti, dai monociti e dalle cellule dendritiche
- monociti, → sono cellule circolanti di forma sferica che, in seguito a specifici stimoli, possono abbandonare i vasi sanguigni e distribuirsi nei tessuti, dove si differenziano in macrofagi. Una volta diventati macrofagi contribuiscono a fagocitare gli agenti patogeni e le cellule danneggiate, favorendo i processi di riparazione dei tessuti. Alcuni macrofagi vivono in modo stabile nei tessuti e vengono definiti macrofagi residenti; tra i tipi più particolari ci sono le cellule di Kupffer nel fegato, i macrofagi splenici (della milza), i macrofagi alveolari (dei polmoni) e gli osteoclasti;
- le cellule dendritiche sono cellule di derivazione monocitaria che vivono in modo stabile nei tessuti dove si occupano di riconoscere gli agenti patogeni; questi, una volta individuati, vengono fagocitati, digeriti e i loro antigeni vengono esposti sulla superficie della cellula in modo da poterne permettere il riconoscimento da parte dei linfociti. Per questa loro funzione prendono il nome di cellule presentanti l'antigene (APC), nome dato anche a macrofagi e linfociti B (che, oltre alle loro normali funzioni, possono svolgere anche questa attività).
IMMUNITÀ UMORALE E CELLULO MEDIATA, Le cellule qui presentate possono agire sugli agenti patogeni in modo indiretto o diretto, sviluppando rispettivamente una risposta di tipo umorale o cellulo mediata:
- immunità cellulo mediata → include tutte le funzioni eseguite direttamente dalla cellula come la fagocitosi, eseguita da macrofagi e neutrofili, o l'attacco enzima-
- tico, eseguito dai linfociti T citotossici e NK;
- immunità umorale → include i meccanismi di difesa non cellulari presenti sia nel sangue (anticorpi e proteine del complemento) sia in altri fluidi come la saliva (es. lisozima, IgA sieriche).
Entrambe le modalità di azione appartengono sia al sistema immunitario innato che a quello adattativo.
TASCHE MHC, Tutte le cellule dell'organismo (ad eccezione dei globuli rossi) presentano sulla propria superficie delle particolari proteine con una conformazione a tasca definite complessi maggiori di istocompatibilità (MHC).
Vi sono due tipi di MHC, che differiscono per localizzazione, struttura proteica e funzione:
- gli MHC di classe I sono presenti su tutte le cellule e in condizioni normali accolgono dei peptidi derivanti da strutture proteiche intracellulari che permettono alla cellula di identificarsi come "self", cioè appartenente all'organismo, agli occhi del sistema immunitario; tali peptidi prendono il nome di antigeni self;
- gli MHC di classe Il sono presenti solo sulle cellule immunocompetenti e la loro funzione è quella di accogliere i peptidi che derivano da agenti patogeni (antigeni non-self) fagocitati dalla cellula immunitaria (APC) al fine di poter essere esposti ai linfociti T helper.
N.B. Con il termine antigene si indica qualunque molecola capace di essere riconosciuta dal sistema immunitario.