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DISEGNO GEOMETRICO E TECNICO 2 - Coggle Diagram
DISEGNO GEOMETRICO E TECNICO 2
LE SEZIONI
se si vuole rappresentare la struttura interna di un oggetto, si può ricorrere alla vista in sezione, immaginando di tagliare l'oggetto co un piano e di rimuoverne una parte, per cui si rappresenta solo la rimanente, indicata dalla direzione delle frecce.
La sezione si rappresenta attraverso le proiezioni ortogonali. Generalmente la zona sezionata viene indicata con un riempimento a tratteggio o viene contornata con una linea più spessa
LO SPACCATO
Lo spaccato è un particolare tipo di sezione, che può essere raffigurato attraverso l'assonometria o la prospettiva (spaccato assonometrico o prospettico). E' usato per rappresentare le parti interne di un oggetto/edificio pur mantenendo la visualizzazione tridimensionale
L'ESPLOSO
L'esploso è un artificio mediante il quale è possibile rappresentare nella stessa figura i diversi componenti di un oggetto, compresi quelli che rimarrebbero più nascosti perché più interni, evidenziando la connessione tra le diverse parti.
Viene eseguito solitamente in assonometria e l'oggetto è rappresentato scomposto con i diversi elementi che si dirigono verso i 3 assi x,y e z distanziandosi a sufficienza per essere osservati nella loro interezza
LE OMBRE
Nelle rappresentazioni del disegno tecnico, si ricorre alle ombre per far risaltare la tridimensionalità dell'oggetto rappresentato. Gli elementi che determinano il disegno dell'ombra di un oggetto in proiezione parallela sono:
una sorgente luminosa posta solitamente all'infinito (simula la luce del sole) o artificiale
molti raggi luminosi considerati rettilinei o paralleli( al contrario la luce artificiale è a distanza finita e con raggi divergenti a forma di cono, si tratta di illuminazione centrale)
un piano
un oggetto opaco
L'oggetto colpito dai raggi luminosi, viene illuminato sulle superfici che sono rivolte verso la sorgente luminose, mentre le altre parti rimangono in ombra. La linea che separa le porzioni illuminate da quelle in ombra è detta separatrice d'ombra. Si distinguono poi:
l'ombra propria: che si produce sull'oggetto nelle zone che non ricevono la luce
l'ombra portata: che l'oggetto interponendosi tra il piano e la sorgente luminosa, proietta sul piano stesso o suglimaltri oggetti vicini
OMBRE IN PROIEZIONI ORTAGONALI
Le ombre per effetto della rotazione della terra attorno al sole, possono apparire più o meno estese a seconda della variazione dell'angolo di incidenza della luce sugli oggetti con il variare delle ore del giorno. Nelle rappresentazioni il raggio luminoso va scomposto nelle sue proiezioni sul piano verticale (r) e sul piano orizzontale (r'). Direzione e inclinazione dei raggi possono essere scelte in base alle esigenze di rappresentazione.
OMBRE IN ASSONOMETRIA
Anche in assonometria si possono disegnare le ombre sia con sorgente a distanza infinita, sia con sorgente a distanza finita. La sorgente a distanza infinita viene indicata mediante la direzione del raggio luminoso (r) e mediante la sua proiezione sul piano orizzontale (r1).
Se invece la sorgente è a distanza finita, si deve fissare il punto (S) e la sua proiezione sul piano orizzontale (S1). Da ogni punto dell’oggetto in assonometria si conduce il raggio luminoso, parallelo a r oppure passante per S. Si conduce poi da ogni punto proiettato sul piano la retta parallela a r1 oppure passante per S1. All’intersezione delle due rette si determina l’ombra del punto in assonometria. Le ombre dei singoli punti permettono di ottenere le ombre di spigoli, facce e quindi di tutto il solido.
OMBRE NEL DISEGNO ARCHITETTONICO
solitamente per individuare le ombre in pianta o prospetto si scelgono raggi inclinati di 45° con la LT. Questa scelta ha il vantaggio di rendere esattamente la profondità delle superfici perché la zona d'ombra vista in prospetto risulta larga tanto quanto la sporgenza dell'oggetto che la determina.
SVILUPPO DEI SOLIDI
Lo sviluppo di un solido è la superficie che si ottiene riportando sullo stesso piano, tramite ribaltamenti successivi, tutte le facce che compongono il solido stesso Non tutti i solidi sono sviluppabili esattamente.
E' possibile rappresentare lo sviluppo di:
parallelepipedi, prismi retti, piramidi, coni, cilindri
poliedri regolari (platonici) ovvero solidi costituiti da facce poligonali regolari e uguali tra loro e uguali angoloidi. Essi sono: tetraedro, cubo o esaedro, ottaedro, dodecaedro, icosaedro.
SUPERFICI DI ROTAZIONE
Si chiamano superfici di rotazione ( o rivoluzione) quelle superfici che sono generate dalla rotazione completa di una linea attorno ad un asse fisso. La linea che compie la rotazione è detta linea generatrice o profilo, e può essere retta, curva, spezzata o mistilinea.
Sono solidi di rotazione: - il cilindro generato dalla rotazione di un rettangolo attorno a uno dei suoi lati - il cono generato dalla rotazione di un triangolo rettangolo attorno ad uno dei cateti . L'ipotenusa è la generatrice del cono - il tronco del cono che nasce dalla rotazione di un trapezio rettangolo attorno al lato su cui insistono gli angoli retti - la sfera nasce dalla rotazione di un semicerchio attorno al suo diametro.
SUPERFICI RIGATE
Si chiamano superfici rigate quelle superfici che sono generate dal movimento di una linea retta lungo una direzione prestabilita. Tale retta è detta generatrice, mentre la linea che ne indica la direzione di movimento viene detta direttrice.
Derivano da superfici rigate: - il piano generato da una linea retta che si muove parallelamente a sé stessa, il cilindro generato da una retta che si muove su un cerchio parallelamente a se stessa - il cono generato da una linea retta che si muove parallelamente a se stessa su una direttrice poligonale - la piramide generata da una retta che si muove su una direttrice poligonale mantenendo fissa una sua estremità