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il sistema classico Hollywoodiano e lo stile invisibile pt2
Bazin e il découpage classico
In L’evoluzione del linguaggio cinematografico, Bazin offre un’analisi storica molto articolata su
come si articola il linguaggio cinematografico dopo il passaggio tra muto e sonoro, soffermandosi
anche sul paradigma di montaggio tipico del cinema classico hollywoodiano dalla metà degli anni
Dieci a tutti gli anni Cinquanta
Il montaggio deve essere invisibile, per permettere l'immedesimazione degli spettatori con i
personaggi; vanno rispettati i principi di motivazione (necessità del passaggio tra due inquadrature),
chiarezza (efficacia rappresentativa dell’azione) e drammatizzazione (sottolineatura degli snodi
drammatici e psicologici della storia); deve trasmettere la continuità di spazio, tempo, azione
attraverso la costanza/omogeneità dell’illuminazione e del rapporto personaggi/spazio, sottolineata
dai raccordi
Alcune regole
Regola dei 180°: non si deve mai superare la linea immaginaria che unisce i personaggi inquadrati
(divisione spazio profilmico in “di qua” e “di la”), altrimenti avviene uno scavalcamento di campo
possibile solo a patto dell’inserimento di un’inquadratura di passaggio (dettaglio), o realizzata
sull’asse dei 180 o motivata; questo uso dello spazio determina campo/controcampo e passaggio da
piani d’insieme a ravvicinati e viceversa.
Regola dei 30°: se si vuole riprendere lo stesso soggetto staccando da un’inquadratura A a
un’inquadratura B, tra le due inquadrature ci debba essere una variazione d’angolo di almeno 30°:
altrimenti avviene un jump cut; questa regola supera la consuetudine del raccordo sull’asse, tipica
del Modo di Rappresentazione Primitivo.
Per una teoria dei generi
Rick Altman analizza il sistema dei generi nel saggio I generi di Hollywood e parte dalla
relativizzazione del concetto di genere. La teoria tradizionale del genere si fonda su alcuni
presupposti:
• Film di genere=prodotti in serie con prototipi condivisi e un nucleo comune di elementi
contenutistico-formali;
• Rispetto dell'identità del genere fornita dai produttori da parte degli esercenti;
• Riconoscimento immediato del genere;
• Ratificazione del processo di comunicazione da parte dei critici;
Le cose vanno diversamente, perché:
• Gli Studios vogliono diversificare i prodotti, solo le piccole società puntano sulla
ripetizione;
• Gli Studios cercano di attirare ampie fasce di pubblico (uomo, donna, vecchi-bambini), non
possono chiudersi su un solo genere;
• Diversità nelle modalità di ricezione negli esercenti, nel pubblico e nella critica;
Tutti i film di genere poggiano su una serie di componenti semantiche, che si richiamano a valori
sociali preesistenti, e una struttura sintattica che invece si rifà a formule specifiche del genere:
• Dualistici;
• Ripetitivi;
• Cumulativi;
• Prevedibili;
• Intertestuali;
• Simbolici/autoreferenziali;
• Funzionali;
Fanno presa sul piacere del proibito, poggiando sull'antinomia delle convenzioni sociali e della
trasgressione delle stesse.