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LA METROPOLI E LA VITA DELLO SPIRITO - GEORG SIMMEL - Coggle Diagram
LA METROPOLI E LA VITA DELLO SPIRITO - GEORG SIMMEL
Nel secolo XVIII si levò l’appello di libertà e uguaglianza.
Nel XIX l’appello di particolarità dell’uomo che deriva dalla divisione del lavoro, che rende il singolo imparagonabile a qualunque altro.
Nietzsche e il socialismo hanno visto in ciò le condizioni per il pieno sviluppo degli individui: la resistenza del soggetto a venir livellato e dissolto all’interno di un meccanismo tecnico-sociale.
Simmel indaga i movimenti con cui la personalità.
La base psicologica del tipo delle individualità metropolitane = l’intensificazione della vita nervosa, prodotta dal rapido susseguirsi di impressioni esteriori e interiori.
L’uomo è un essere che distingue: la sua coscienza è stimolata dalla differenza fra impressione del momento e quella precedente. metropoli crea condizioni psicologiche
con la città di provincia e con la vita di campagna, con ritmo più lento, più abitudinario e inalterato dell’immagine sensorio-spirituale della vita.
Il carattere intellettualistico della vita psichica metropolitana è in netto contrasto con la città di provincia, basata sulla sentimentalità e sulle relazioni affettive.
L’intelletto, ha sede negli stati più consci della psiche ed è più adattabile delle nostre forze interiori.
. Il tipo metropolitano, crea un organo di difesa contro lo sradicamento:. Questo intellettualismo, come difesa della vita soggettiva contro la violenza della metropoli si interseca con altri fenomeni.
Economia monetaria e dominio dell’intelletto corrispondono: l’atteggiamento della neutralità oggettiva con cui si trattano uomini e cose, in cui giustizia formale si unisce a durezza, è ciò che li accomuna.
L’uomo è indifferente a ciò che è puramente individuale, esattamente come il principio del denaro,
il denaro ha a che fare solo con ciò che è comune ad ogni cosa.
Sul piano economico-psicologico, la metropoli moderna vive della produzione per il mercato,
Lo spirito moderno è calcolatore. Il carattere calcolatore del denaro ha introdotto nelle relazioni degli elementi della vita precisione, sicurezza nella definizione di uguaglianze e diseguaglianze, univocità.
Le relazioni e le azioni del tipico abitante metropolitano sono molte e complesse:
devono essere integrate in uno schema temporale rigido e sovra-individuale.
spiega l’odio nei contro della metropoli di personaggi come Ruskin e Nietzsche: essi trovano il valore della vita in ciò che è unico e che non si lascia definire in modo univoco per tutti; essi odino sia l’economia monetaria che l’intellettualismo.
L’essere blasé è un fenomeno psichico riservato alla metropoli.
L’incapacità di reagire a nuovi stimoli con energia è il tratto essenziale del blasé.
consiste nell’attutimento della sensibilità rispetto alle differenze fra le cose;
Nella metropoli ogni cosa è un oggetto potenziale; è la vera patria del blasé. significa vietarsi di reagire come ultima possibilità dei nervi di adattamento ai contenuti e alle forme della vita metropolitana.
Gli abitanti della metropoli sembrano rapportarsi gli uni con gli altri con riservatezza.
Nella metropoli, in realtà, sarebbe insopportabile una suggestione reciproca indiscriminata. L’antipatia ci permette di produrre quelle distanze necessarie: ciò che appare come dissociazione in realtà è soltanto una
. La riservatezza, concede libertà personale. Lo stato originario delle formazioni sociali è quello di una cerchia relativamente piccola, con una forte chiusura nei confronti delle cerchie vicine e con una coesione molto stretta all’interno da permettere al singolo possibilità d’azione limitate.
L’evoluzione sociali si muove in due direzioni differenti e tuttavia complementari.
, i confini diventano sfocati grazie a relazioni con altri gruppi e l’individuo guadagna libertà, sviluppa peculiarità e specificità;
si sono sviluppati lo Stato e il cristianesimo, corporazioni e partiti politici.
. La polis, vincolava la vita autonoma del singolo. La vita ateniese ha invece sviluppato l’individualità:. Nella metropoli la vita interiore si espande in un’area più ampia.
La vita urbana ha trasformato la lotta contro la natura per il cibo in una lotta per l’uomo.
Negli ultimi cent’anni la cultura ha avuto un ritmo nettamente superiore al progresso culturale degli individui, in termini di spiritualità, delicatezza e idealismo. Questa sproporzione è l’effetto della crescente divisione del lavoro:
L’individuo è ridotto ad un granello di sabbia di fronte all’organizzazione immensa di cose e di forze.
Lo spirito si è fatto così personale da far sì che la personalità non possa reggere il confronto.
L’individuo, dunque, per salvarsi deve dar prova della propria singolarità estrema:
La metropoli funge da conciliatore di queste due tendenze nella misura in cui le loro condizioni sono occasione e stimolo per lo sviluppo di entrambe.