Leonardo da Vinci nasce a Vinci, in Toscana. Il padre lo porta ai tredici anni, a Firenze, nella nottega Di Andrea Verrocchio, una delle più importanti e famose. Leonardo amava la conoscenza diretta e pratica e lo studio dei fenomeni naturali. Leonardo infatti affermava che la conoscenza deriva dall'esperienza.
Egli ha creato appunti e disegni (anatomia umana, eventi naturali, emozioni, fisiognomica, movimento di arie e acqua) e considerava la pittura come la più importante tra le arti
La sua pittura è vicinissima alla realtà, sia per i fenomeni atmosferici, sia per gli stati d'animo o, come lui li chiamava, i moti dell'anima.
Con il termine moti dell'anima, il grande Leonardo Da Vinci voleva sostenere non solo i tratti fondamentali di un carattere ma soprattutto come reagisce il corpo umano di fronte ad una emozione.
L'annunciazione
Leonardo utilizza la tecnica dello sfumato e della prospettiva aerea. Sullo sfondo dell'annunciazione appare un delicato paesaggio. L'aria appare più densa in lontananza, mentre la luce sembra vibrare nei sottili strati di nebbia.
La Dama con l'Ermellino
Leonardo ha dato grande importanze alla figura umana e ha utilizzato soprattutto il genere del ritratto. Oltre a rappresentare il fisico, lui voleva trasmettere le emozioni e l'interiorità del soggetto. La Dama con l'Ermellino (Cecilia Gallerani) viene ritratta per tre quarti ed ella comunica un moto interiore, ma controllato e sereno. Il volto ha tratti morbidi e sfumati, dando la sensazione che la fanciulla stia mutando la posa o l'espressione. L'ermellino simboleggia equilibrio e purezza (la fanciulla lo sta accarezzando per calmarlo).
La Gioconda
(Monna Lisa Gherardini) È il dipinto più celebre di Leonardo. Al suo interno ha sintetizzato i propri studi sulla rappresentazione dei corpi, dei moti interiori e del paesaggio naturale. Il volto è misterioso: lo sguardo e il sorriso appaiono mutevoli. La donna e il paesaggio sono fusi in un'atmosfera mutevole e piena di velature.
L'Ultima Cena
Nell'Ultima Cena, Leonardo ha utilizzato la prospettiva lineare per il soffitto e quella aerea per il paesaggio. Gli apostoli hanno delle emozioni umane assai intense, raffigurate attraverso i gesti delle mani, le posizioni del corpo e le espressioni dei volti. Giacomo Maggiore è incredulo, Tommaso chiede a Gesù il nome del colpevole, Filippo è smarrito e Giuda si ritrae, irrigidendosi. Gli aposotli sono ragruppati a tre a tre e Cristo è al centro, isolato e immobile.