Per questo, la difesa della libera iniziativa economica e di commercio, la proprietà privata, l'importanza degli investimenti furono sancito e tutelate dalle diverse Costitutioni introdotte negli Stati Uniti e in Francia. Nutrita di valori illuministici, la società borghese alimento` il dibattito politico attraverso i primi partiti politici, le correnti di opinione, la società scientifiche e letterarie, la letteratura di riviste, libri e pamphlets, con cui ci si teneva aggiornati sulle ultime novità.
Proprio questa predisposizione al cambiamento, anche tecnologico, oltre che la stabilità del sistema politico, alimento` in Gran Bretagna quelle iniziative imprenditoriali che resero possibile l'industrializzazione.
Nel passaggio alla nuova società borghese, l'agricoltura continuò a rimanere un settore importante, quello da cui derivavano il prestigio sociale e il sostentamento.
Ma dalla fine del Settecento, i commerci e la produzione manifatturiera conobbero un'impennata.
Determinante fu l'iniziativa di imprenditori privati, che avevano come obiettivo l'aumento dei propri profitti.
I medi e i grandi proprietari terrieri concentrarono nelle loro mani porzioni sempre più ampie di terre, mentre i contadini si trasformarono in braccianti salariati. Nel settore manifatturiero, le botteghe e le industrie a domicilio furono soppiantate dalle fabbriche, inizialmente collocate vicino ai corsi d'acqua o ai giacimenti di materie prime, in seguito ovunque.
La loro diffusione si realizzò grazie all'invenzione e al perfezionamento della macchina a vapore, all'utilizzo di un nuovo combustibile fossile e a un sistema di trasporti e comunicazione efficiente.
Il modello della fabbrica vide il coinvolgimento di una manodopera sempre più numerosa, che dalle campagne si riverso` nelle città, vivendo e lavorando in condizione inumane.