Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
JEAN-LUC GODARD E FINO ALL'ULTIMO RESPIRO - Coggle Diagram
JEAN-LUC GODARD E FINO ALL'ULTIMO RESPIRO
CONSIDERATO L'AUTORE DELLA RICERCA ESPRESSIVA Più RADICALE NELL'AMBITO NOUVELLE VAGUE
NATO A PARIGI
entra nella redazione dei Cahiers du Cinéma. Dopo alcuni cortometraggi per il produttore Georges De Beauregard esordisce nel 1960 con Fino all’ultimo respiro, film di rottura ma che gli assicura, grazie alla presenza di Jean-Paul Belmondo e al clamore suscitato dall’anteprima a Cannes un certo successo di pubblico
viluppa la sua riflessione sulla società contemporanea, analizzando il rapporto conflittuale fra ragioni dell’individuo e logiche di una modernizzazione che produce alienazione. Dal 1967 con La cinese il suo cinema comincia a intercettare i segni di una rivolta sociale e antisistema
Negli anni Ottanta --> riprende una riflessione sempre più profonda e sofisticata sul cinema e sulle forme della cultura contemporanea, che lo ha portato ad sperimentare in forme estremamente originali anche nell’ambito del cinema documentario e delle nuove tecnologie, dal video al 3D.
Film tratto da una sceneggiatura scritta qualche anno prima da Truffaut, a sua volta ispirata a un reale fatto di cronaca del 1952.
Il direttore della fotografia aveva gia lavorato come operatore di cinegiornali in Vietnam
quindi illustrò a Godard l’uso di macchine da presa più leggere.
Jean-Paul Belmondo aveva già lasciato un segno nel poliziesco
mentre Jean Seberg si era fatta gia notare in due megaproduzioni di Otto Preminger.
Il film narra gli ultimi giorni di vita di Michel
La vicenda però è incentrata sul rapporto con Patricia
ragazza americana con la quale ha un rapporto di simpatia amorosa.
I due protagonisti hanno obiettivi di vita che non sono sovrapponibili:
• Michel vuole scappare con Patricia in Italia;
• Patricia vuole diventare giornalista.
Essi sembrano essere molto indecisi sul piano sentimentale,
tant’è che Patricia, in una lunga scena in camera da letto con Michel, prima lo picchia quando egli prova a toccarla poi lo bacia.
La regia è dominata da piani medi, macchina a mano e carrellate senza carrello ce seguono i personaggi.
Ci sono molti richiami a vari registi e movimenti, tra cui i gangster-movie di Howard Hawks:
• il Realismo Poetico Francese
• il Neorealismo Italiano.
La luce è naturale e le riprese si sono svolte principalmente all’aperto, in luoghi pubblici, a tal punto da mostrare lo sguardo dei passanti verso l’obiettivo che si accorgono degli operatori e degli attori, allontanandosi dalla scena per evitare di essere ripresi o di intralciare.
IL QUALE VIVE DEI PICCOLI FURTI E UN GIORNO, DOPO AVER UCCISO UN POLIZIOTTO, DIVIENE RICERCATO
LA NOUVELLE VAGUE venne per l prima volta utilizzato sulla rivista “L’Express” nel 1957
per indicare i movimenti giovanili turbolenti e dinamici che stavano nascendo in Francia
di lì cambiano per sempre il volto della società francese.
Dopo appena due anni iniziò ad essere utilizzato per riferirsi a un gruppo di registi cinematografici
inaugurò la tendenza ad andare contro il cinema classico o “cinema du papa” (cinema dei padri).
I cineasti che compongono a Nouvelle vague hanno alcuni tratti in comune:
• Militanza nelle riviste cinematografiche, soprattutto “Les cahiers du cinéma”, fondata da Bazin nel ‘51
• Frequentazione della Cinématèque Francaise
• Ammirazione per autori come Hitchcock, Hawks, Renoir, Rossellini e Bergman
La più grande innovazione che portarono sia la critica sia i cineasti francesi fu la modernizzazione della concezione di regista
iniziava ad essere considerato un vero e proprio artista.
iniziò ad assumere la figura di autore dell’intera opera filmica.
I registi della Nouvelle vague, cresciuti durante la Seconda Guerra Mondiale ed istruiti dal Neorealismo e dal cinema d’arte degli anni ’50 volevano girare opere personali
si staccassero dal cinema francese di quei tempi, che principalmente trasportava opere letterarie senza alcun tocco personale da parte dei realizzatori, conosciuto come “cinema dei padri”.
La loro ascesa fu favorita dall’avvento di innovazioni tecnologiche dell’epoca, sia nella ripresa
che nel suono.
La regia era più sporca:
• principalmente espressa attraverso riprese a mano
• uso di teleobiettivi e zoom
• rifiutando la costruzione complessa di prospettiva e movimenti di macchina del decoupage classico.
per dare una certa innovazione stilistica alla messa in scena.
Raccontavano storie di vita quotidiana, attraverso un realismo fresco, contornato di riflessioni filosofiche esistenzialiste e sessuali.