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Marc Chagall :<3:, Visione tra sogno e realtà, La Russia nel cuore…
Marc Chagall :<3:
Bella, la musa ispiratrice di questi dipinti
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Il violinista

La tela, realizzata nel 1911, è una delle prime di una lunga serie di suonatori simili o uguali, che costellano tutta la produzione dell'artista. Il tema del violinista nasce dall'incrocio tra gli aneddoti familiari sul nonno e lo zio e la grande passione e affezione che Chagall prova nei confronti dei musicisti, che da sempre hanno popolato la sua esistenza. Tutti i violinisti del mondo, del presente e del passato, si fondono in un'unica figura, evocativa e magica. Il dipinto ha come figura centrale la coppia uomo-fanciullo, metafora dell'animo del musicista. Sullo sfondo c'è una casa e al di fuori di quest'ultima una coppia abbracciata. L'episodio è ambientato in Russia, come si evince dalla casa in legno e dagli abiti dei personaggi, tipici del mondo rurale dell'epoca. Il fanciullo tende un berretto per chiedere l'elemosina mentre la figura accanto a lui suona una melodia al violino. Sembra una scena di genere che funge da descrizione emblematica di una caratteristica della vita sociale in Russia. Il verde del volto diventa caratteristica del sentire e dell'essere musicista. Grassi, 2004, p.80.
La casa blu

Nel dipinto, probabilmente del 1917, Chagall concentra la sua attenzione sulla casa che viene colta al variare della luce tra il giorno e la notte. La dimora assume i toni del blu e del viola, il resto del panorama si tinge delle cromie più disparate. Nell'acqua del fiume c'è il riflesso delle guglie della cattedrale che domina la città, i toni sono scuri. La riva oltre il fiume è invece animata da toni ocra, arancio, verde, giallo. Grassi, 2004, p. 108.
Il villaggio russo dalla luna

Nel dipinto del 1911, il centro della composizione è la visione dall'alto del villaggio. Emergono il tetto verde della bottega e della casa, il cerchio rosso che ne costituisce il centro geometrico. In basso Chagall pone le mura fatte di tronchi di legno, una porta d'ingresso con una scritta in cirillico, un uomo disteso che emerge orizzontalmente da una porta sbarrata con un lucchetto. La fantasia dell'autore si accende sul tetto dove si trova un uomo senza pantaloni e con una casacca rossa che immerso in un'area blu protende le mani verso il cielo giallo. Avanti a lui c'è una capra bianca e verde. Accanto a loro una porzione di villaggio nel buio della notte. Attraverso quest'opera Chagall esprime il desiderio dell'uomo di slanciarsi verso la luna, la capra simboleggia il passaggio tra il mondo reale e della fantasia e quello dell'interiorità psichica. Grassi, 2004, p. 82
Farmacia a Vitebsk

In questo dipinto, del 1914, il punto di vista è sopraelevato, come se il pittore si trovasse su un tetto o alla finestra di un piano superiore. La prospettiva è leggermente distorta e rende il desiderio del pittore di stringere a sé il suo piccolo mondo. Il dipinto è innovativo dal punto di vista del colore, ha un cromatismo realistico e luminoso. Grassi, 2004. p. 88.
L'ebreo in rosa

Nell'ebreo in rosa, dipinto del 1925, il soggetto è un'imponente figura che occupa tutta la parte centrale della tela in altezza, giganteggia fuori dalla porta di casa seduta su uno sgabello. L'uomo vestito di scuro, con un cappello e le scarpe spaiate, ha una lunga e folta barba rossa che ricorda le fiamme, il volto grigio è fissato in una smorfia, ha un occhio chiuso e uno aperto, le sue mani sono poggiate sulle ginocchia. Una mano è bianca e una è verde. Dietro di lui c'è una casa le cui proporzioni sono sfalsate in quanto la costruzione è molto più piccola rispetto all'uomo. Differenti toni di rosa colorano l'edificio. Accanto all'ebreo c'è un arbusto fiorito. Dietro la casa si intravede il villaggio, simboleggiato dai tetti appuntiti e colorati. Su uno di essi è poggiato un secchio di legno con dentro un pennello, oggetti utilizzati da un misterioso pittore o poeta per scrivere nel cielo luminoso e giallo un testo in ebraico tratto dalla Bibbia. Grassi, 2004, p. 94
"L'occhio verde" fu realizzato negli anni Venti come parte di una grande composizione creata per la pubblicità di una marca di latte e fu poi completato nel 1944. Il dipinto ritrae una scena di vita contadina. Una donna al centro della scena munge una mucca dal manto blu che sorride e osserva tutto ciò che accade con un grande occhio spalancato; nello spazio antistante animali da cortile si muovono nell'aia. Lo spazio intorno a queste due figure è sottolineato dal perimetro delineato dalle due case di legno: la stalla e la casa della contadina. Il cielo scuro è illuminato da una falce di luce che rischiara le punte degli alberi. La verosimiglianza del dipinto si dissolve tuttavia nell'enorme occhio che si apre sul tetto della casa che resta fisso su tutto ciò che accade nella scena, come una grande figura protettrice nascosta e fusa con l'ambiente.
Grassi, 2004, p.116
"Nudo sopra Vitebsk" è una sublime composizione realizzata nel 1933 in cui il corpo femminile è protagonista. Il soggetto è costruito su diversi livelli di rappresentazione e significato, alcuni dei quali sono strettamente legati all'universo onirico: la figura principale è il grande nudo femminile disteso di fianco sul lenzuolo bianco, con accanto un ventaglio bianco semiaperto. Il corpo della donna è ritratto seguendo le linee sinuose delle sue curve ed è di un rosa carne intenso che contrasta piacevolmente con la lunga treccia nera di capelli che pende sulla schiena: i polpacci si incrociano leggermente, le braccia sono raccolte su seno. La donna è nella naturale posizione del sonno, sotto di lei la città compare in una delicata ellisse spazio-temporale come proiezione del sogno della donna. Il cielo è di un grigio biancastro mentre sulla donna e sotto di lei è di un grigio nerastro cupo e buio come a limitare il confine tra il sogno e la realtà. Vitebsk viene descritta attraverso l'immagine della via principale, con i suoi palazzi e i suoi alberi, l'antico tempio ortodosso la cui cupola si staglia nel cielo. In primo piano un vaso di rose rosse che trasforma la strada di Vitebsk, proiezione onirica, in un tavolo su cui è poggiato un vaso. Grassi, 2004, p. 130.
In "Natura morta alla finestra" l'ambientazione della tela è costituita da una stanza con una parete dalle tonalità pastello che variano tra il lilla e il verde, nella quale si apre una finestra dalle imposte spalancate verso l'interno. Il centro del quadro è occupato dal grande tavolo rotondo in legno scuro sul quale è raffigurata una natura morta con vasi di fiori, un'alzata di frutta, un cestino, un galletto spennato il cui capo pende oltre il tavolo. A questa visione naturale e realistica si contrappone la scena che si sta svolgendo alla finestra aperta: l'universo fantastico e irrazionale si affaccia in questo piccolo mondo attraverso le due figure che si incontrano in volo, quella del pittore e quella di una capra con le ali. Chagall si raffigura nell'atto di liberarsi verso il vetro della finestra con un mazzo di fiori in mano, vestito dei colori della parete. Nello stesso tempo una capra alata bianca e viola, anch'essa riflettente le cromie dello sfondo del cielo da cui proviene, vola verso il pittore. Soltanto il vetro sembra dividere questi due innamorati, richiamati dal tintinnio del campanello. Grassi, 2004, p.122.
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https://www.youtube.com/watch?v=n6ecV4_JI88 Shakespeare, "Sogno di una notte di mezza estate" Atto III, scena I (Titania rivolgendosi a Bottone: Ti prego gentile mortale canta ancora, il mio orecchio è preso dalle tue note, così come il mio occhio è incantato dalla tua forma: e la potenza delle tue virtù è tale fin dal primo sguardo ch'io debbo dire, anzi giurare che t'amo).

"Le luci del matrimonio"
Il dipinto, del 1945, è un canto d'amore e di sofferenza intonato dall'artista all'anima della sua donna, ormai in una dimensione lontana. Bella appare vestita con il suo abito da sposa bianco e luminoso, i colori diventano la sua espressione: blu spirituale, gialla divina, bianca pura e perfetta, rossa amata, verde vicina all'essenza del pittore. Grassi, 2004, pp. 59_60
Dove l'amore diventa sogno e il sogno amore
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L'amore è un sogno, il sogno è amore...