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socio culturale 9 - Coggle Diagram
socio culturale 9
CAPITOLO 6: CULTURA E SOCIETÀ: COME LA CULTURA INFLUENZA L’AZIONE SOCIALE Modelli teorici di partenza
Oltre influenzata, la cultura influisce sull’agire sociale forma di valori interiorizzati individualmente e di norme e modelli culturali approvati all’interno del gruppo.
studi e ricerche adottato una prospettiva culturale (=che fa leva su fattori culturali specifici) per spiegare sia alcuni comportamenti delle persone a livello microsociale (comportamenti politici) sia andamenti più generali e complessi di livello macrosociale (sviluppo economico).
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La Riforma Protestante
Riforma protestante Lutero si svalutò l’ascesi monacale, tipica del cattolicesimo, e si estese l’idea di vocazione al lavoro professionale: per vivere in maniera devota bisogna adempire il proprio dovere alle professioni di questo mondo
Con Calvino, rottura definitiva con la dottrina cattolica attraverso l’introduzione della dottrina della predestinazione: Dio ha salvato solo una parte dell’umanità e ha condannato l’altra, senza possibilità di modifica da parte dell’uomo, l’assoluta trascendenza e alterità di Dio rispetto alla nullità dell’uomo.
Tale dottrina ha incrementato Weber chiama “spinte pratiche all’azione” (=indirizzamento verso un nuovo tipo di imprenditorialità capitalistica da parte delle persone, conseguenze impreviste rispetto a ciò pensato dai riformatori). La predestinazione condurre al fatalismo: spegnere l’atteggiamento umano invece ne ha favorito l’attivismo e sorse il problema della certezza della salvezza.
Uomini e donne non sapevano a quale parte di umanità appartenessero così individuarono la salvezza predestinata che sarebbe stata data attraverso il successo nel lavoro professionale onestamene conseguito
Le sette protestanti e lo spirito capitaistico (1906) Weber spiega la permanenza dello spirito capitalistico nella società americana di inizio secolo. evidenza il ruolo dell’appartenenza alle sette nel favorire uno sviluppo economico, reti sociali che avrebbero garantito certificati di onorabilità e* una base fiduciaria.
I fattori culturali dello sviluppo economico *Weber: il ruolo dell’etica protestante nello sviluppo del capitalismo moderno etica protestante e lo spirito del capitalismo Weber sulle condizioni culturali favorito lo sviluppo del capitalismo moderno identificandole nell’etica religiosa nata con la Riforma protestante. nota che gli imprenditori capitalistici e il personale tecnico commerciale erano di religione protestante, il perché di questa coincidenza.
i valori e le idee che contraddistinguono il capitalismo moderno condivisi dai ceti borghesi in ascesa. Weber raccolta di alcune massime di Benjamin Franklin come documento esplicativo della cultura di questa classe in ascesa. questa raccolta vede una configurazione di valori che chiama “spirito del capitalismo” si basano su due concetti principali:
•Idea del guadagno fine a se stesso, non è un mezzo per raggiungere qualche altro fine ma deve essere reinvestito e generare così nuovo guadagno
•Idea del dovere professionale, il successo di un’attività è la virtù morale di chi lo realizza.
Weber spiega l’influenza che ha avuto tale etica sui comportamenti commerciali seguendo varie tappe:
1.Identifica due etiche economiche: etica cattolica e quella protestante. Entrambe impulsi pratici all’azione fondate sulle connessioni psicologiche delle religioni;
2.Nota il legame dell’etica protestante a una certa concezione della vita professionale laica. il comportamento cattolico è verso il guadagno indispensabile solo per la sopravvivenza
3.Individua meccanismi psicologici specifici che generano un comportamento partico a partire dalla credenza religiosa calvinista della predisposizione
Lo spirito del capitalismo ha carattere unico e si sviluppò solo in Occidente tra il XVII-XVIII secolo. Non è una naturale sete di denaro dell’essere umano ma è il razionale e metodico perseguimento del profitto.
Il capitalismo è, nemico del tradizionalismo irrompe sulla scena culturale generando tensioni e conflitti. Weber luce gli aspetti sociali, politici e culturali preesistenti ma dà priorità ai fattori culturali: senza l’affermazione dell’etica protestante (=particolare configurazione di valori e credenze di tipo religioso) l’agire sociale avrebbe avuto esiti differenti.
Le basi culturali della politica
oggi l’influenza della dimensione culturale sui processi politici e sulla stabilità democratica sostituisce quella-> dettata dalla teoria delle scelte razionali o di ingegneria istituzionale. contesti quello dell’accesso all’indipendenza dei paesi colonizzati: formazione dei paesi del terzo mondo non è sufficiente l’importazione del sistema democratico per assicurare il funzionamento della democrazia. i sociologi interrogarsi sui fattori culturali della democrazia.
come nascessero le preferenze politiche, come cambino e orientino l’azione politica. teoria culturale spiegare tali meccanismi di formazione-> basata sull’assunto che le preferenze siano endogene (=emergono dall’interazione sociale e dai valori condivisi che legittimano diversi e spesso opposti modelli di pratiche sociali).
La teoria culturale->democrazia indaga dallo studio delle preferenze politiche all’analisi del cambiamento politico e vede la democrazia in una stagione di grande influenza nelle scienze sociali di questi anni. La tradizione culturale buono/cattivo funzionamento delle istituzioni politiche ed economiche di un paese (riprende le teorie di Putnam del 1993).
al programma di ricerca sulla cultura politica formulato nell’ambito della scienza politica americana orientata empiricamente ( Almond e Verba, anni ’60). primo tentativo sistematico basato sul metodo della ricerca survey di spiegare gli esiti democratici con variabili culturali di cinque paesi: Italia, Germania, USA, Messico e Gran Bretagna.
Tesi di fondo: ogni sistema politico legato a una serie di valori e credenze condivise dai membri di una società, cultura, forma e sedimenta nel tempo e che, attraverso processi di apprendimento entra a far parte della personalità degli individui, generando determinati comportamenti sociali (=applicazione del modello dell’attore socializzato).
Eckstein, la teoria della cultura politica tre postulati di base:
1.Gli attori non rispondono direttamente alla situazione ma attraverso la mediazione di orientamenti (= disposizioni di agire in certi modi all’interno di situazioni date);
2.Tali orientamenti variano-> condizioni, tipo culturale e non sono oggettive;
3.Gli orientamenti appresi un processo di socializzazione della cultura di una data società. L’interazione sociale diventa, così, prevedibile.
il concetto di cultura politica ha a che vedere con la nozione di carattere nazionale influenza e in concomitanza alla scuola psicoantropologica americana che studiava la relazione tra cultura e personalità.
studiare le propensioni politico-sociali delle principali nazioni coinvolte nella guerra con i modelli di socializzazione infantile e le nozioni inconsce acquisite attraverso quest’ultima ( Margaret Mead, Ruth Benedict). introdotto il concetto di personalità di base (= lo stile comportamentale di fondo di una certa popolazione che lascia spazio alle variazioni individuali e al cambiamento culturale).
La cultura politica
cultura politica l’orientamento psicologico dei membri di una società nei confronti di una politica e può essere di tre tipi:
1.Parrocchiale o particolaristica interessi locali e sulle relazioni di fiducia limitate alla famiglia o al clan;
2.Sottomessa o subordinata predisposizione alla passività e deferenza verso l’autorità;
3.Partecipativa consapevolezza e competenza del proprio ruolo politico e fortemente interessata alla vita pubblica.
Secondo Almond e Verba, la democrazia rappresentativa mix delle ultime ->questo mix cultura civica (=cultura politica mista che combina atteggiamenti di attivismo con altri di rispetto e obbedienza all’autorità). anni Cinquanta, esempio cultura civica culture politiche di Gran Bretagna e USA, l’Italia particolarista e con i tratti culturali del familismo amorale (= ristretto all’interesse immediato del nucleo familiare a discapito di tutti e tutto) non volta a favorire una stabilità democratica.
Putman analizzò italiana-> il diverso rendimento istituzionale delle amministrazioni regionali italiane dovuto alla diversa tradizione civica delle varie aree del paese. All’Italia non bastava lo sviluppo economico o la riforma delle istituzioni pubbliche x democrazia necessitava la presenta di uno spirito civico (civicness)
insieme di regole, e valori radicati nel tessuto associativo di una regione cooperazione sociale, e il perseguimento di un bene collettivo. Putnam quattro grandi aree in cui un minore o maggiore rendimento istituzionale corrisponde a una minore o maggiore presenza di civicness.
Indicatori di civiness: tasso di vita associativa, quota di partecipazione ai referendum, tiratura dei giornali, voti di preferenza…
il Sud risulta meno civico: otto secoli fa il Sud era sotto la monarchia normanna (rapporti gerachici verticali), Centro-Nord liberi comuni basati su regimi repubblicani egualitari (istituzioni e relazioni sociali orizzontali).
Gli effetti della cultura sulla crescita economica:**ricerche comparate**
scritti Sociologia della religione, Weber analisi comparata delle religioni universali-> trovare conferma della tesi dell’influenza del protestantesimo sullo sviluppo capitalistico estendendola ad altri contesti sociali con una prospettiva storico-universale
religioni asiatiche favorito un’etica economica tradizionalista, ostacolando lo sviluppo del razionalismo economico: non hanno sviluppato una profezia etica, in cui un profeta inviato da Dio impone degli obblighi morali generali, ma seguito una profezia esemplare, che non impone ma suggerisce la strada ideale da seguire.
Diverso confucianesimo, religione società cinese a costruire il maggiore ostacolo alla formazione di un comportamento economico razionale e allo sviluppo di un’economia capitalistica. L’uomo ideale adempiva ai doveri tramandati, la virtù principale costituita dal rispetto del decoro cerimoniale rituale
religiosità fondata sul culto degli antenati e sulla devozione verso la famiglia attraverso la credenza negli spiriti. sviluppo di una coesione dei gruppi parentali, superiore alla devozione verso qualunque forma di autorità.
Weber sottolinea i limiti della fiducia di questa società cinese che sfavorirono lo sviluppo di un’economia che andasse al di là del gruppo familiare
Subculture politiche in Italia
ricerche dimostrato la presenza di diverse subculture politiche nella medesima società nazionale. L’Italia presenza di due in particolare, entrambe da forti reti di solidarietà, da un’economia di piccola impresa e dalla dominanza di uno schieramento politico
• La subcultura bianca (nelle regioni del Nord-Est) a dominanza democristiana;
• La subcultura rossa (nelle regioni del Centro) a dominanza socialcomunista.
Il concetto di cultura civica
concetto scomponibile in diverse dimensioni:
1.dimensione morale i valori orientati alla difesa dell’interesse comune e dei diritti della persona;
2.di fiducia fa riferimento alla presenza di inclinazioni alla cooperazione sociale;
- di identificazione al senso di appartenenza a una comunità territoriale.
secolo scorso la cultura civica in Italia risulta disomogenea: il Paese molto tradizionalista, debole i diritti della persona e orientato in senso religioso. oggi diversa: stanno crescendo sia il tessuto associativo che la fiducia verso l’altro sia la partecipazione politica e il senso civico
Il tratto culturale inferiore è la fiducia verso le istituzioni (soprattutto politiche) anche se gli strati della società socialmente e culturalmente centrali ne sono portatori
5.3 IL SENSO COMUNE COME SISTEMA CULTURALE
senso comune “quello che tutti sanno”, “qualcosa che va da sé. Comune =ordinario condiviso Inter soggettivamente. insieme di quadri di pensiero, di rappresentazioni e gli schemi percettivi che presentano aspetti sia cognitivi sia simbolici, utilizzati dai soggetti a un livello implicito, ossia precosciente.
non inconscio collettivo, ma un sapere incorporato in pratiche e regole sociali, essere mobilitato senza rendersene conto. Boudon termine “disposizione”. modi naturali di pensare ma, in realtà sono stati elaborati nel corso di secoli.
senso comune categorie e nozioni generali, i modi di rappresentarsi gli altri e di percepire l'ambiente sociale, un carattere descrittivo e allo stesso tempo normativo. Questi schemi, credenze sugli attributi personali di interi gruppi sociali, chiamati “stereotipi” studiati a fondo alla psicologia sociale.
ricerche di Tajfel, in luce le motivazioni autoprotettive degli stereotipi: esigenza di mantenere o di raggiungere un'immagine positiva di se stessi e del proprio gruppo di appartenenza.
Nel senso comune rientrano quelle modalità pragmatiche e contestuali dell'attribuzione di significato, studiate, Goffman ed Garfinkel, sociologia il nome di “etnometodologia” lo studio dei metodi impiegati dagli attori nel raggiungimento pratico della vita quotidiana.
Lo studio del sapere implicito all'interno della prospettiva sociologica acquista un diverso orientamento punto si passa ai processi sociali che sono alla base dei quadri del pensiero comune.
Due tradizioni e orientamenti in sociologia questo tema. scuola durkheimiana studiato le categorie della mente e le forme primitive di classificazione, e vasto orientamento che innesta pragmatismo americano e fenomenologia, studiare le modalità del ragionamento pratico e della costituzione pragmatica di un ordine simbolico.