In politica estera, Hitler cercò di conquistare i paesi che parlavano lingua tedesca, non rispettando le clausole del trattato di Versailles. Uscì nel 33 dalla società delle nazioni. Nel 34 tentò l'annessione dell'Austria ma dovette fermarsi perché aveva contro tutti i paesi europei. Intanto inviò nazisti locali a far propaganda al Nazismo. Nel 35, a seguito di un plebiscito il territorio della Saar venne restituito alla Germania che con l'annessione del 13-3-38 si incorporò la repubblica austriaca. Il leader inglese propose ad Hitler la politica appeasement, di pace, provò a dare delle agevolazioni ad Hitler riguardo il trattato, non si oppose come detto prima al secondo tentativo tedesco di annessione all'Austria, che riuscì infatti. L'11-3-38, il capo nazista austriaco, chiese ufficialmente l'intervento tedesco che certificò l'avvenuta annessione. Poco dopo chiese l'annessione anche della regione dei Sudeti, popolo cecoslovacco ma con popolazione per lo più tedesca. Anche qui inviò nazisti locali, per far poi richiedere autonomia alla popolazione tedesca. Per la decisione venne indetta una conferenza a Monaco il 29-30-38, tra Francia, GB, Italia e Germania. Grazie all'Italia Hitler ottenne la Cecoslovacchia (Sudeti), senza che questi vengano avvisati. Hitler aveva appena iniziato ad espandersi.