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I PERSONAGGI DE "I PROMESSI SPOSI" - Coggle Diagram
I PERSONAGGI DE "I PROMESSI SPOSI"
Renzo Tramaglino è un giovane popolano, leale e schietto.
E’ un onesto lavoratore, un uomo tranquillo che, solo se è provocato, rischia di combinare guai a sé e agli altri.
I suoi propositi sono quelli di sposare Lucia, avere un lavoro dignitoso e condurre una vita onesta e cristiana.
La sua fede in Dio è limpida, semplice e sincera, ferma.
Renzo sa essere cordiale e lieto ma diventa furioso quando vede che i potenti calpestano la giustizia e non rispettano i diritti delle persone.
Anche quando è infelice e perseguitato Renzo non perde la speranza e confida in Dio e nella Provvidenza.
Renzo nel romanzo di Manzoni è l’uomo del popolo che alla fine riesce a tener testa ai sapienti e ai potenti e, alla fine, sposerà Lucia.
Lucia Mondella è una ragazza dal carattere pudico, ritroso e riservato.
E’ anche umile, dolce, amabile, pura e leale e ha una profonda fede in Dio.
Profondamente onesta, generosa nell’aiutare gli altri, i suoi principi morali la rendono fiera e luminosa anche di fronte alle mille difficoltà che si trova ad affrontare nel romanzo.
Alla fine, una volta libera e guarita dalla peste, riuscirà a sposare il suo amato Renzo.
Don Abbondio è il sacerdote del borgo in cui vivono Renzo e Lucia, ma preferisce pensare alla sua tranquillità e alla sua sicurezza piuttosto che al bene dei suoi parrocchiani.
E’ un uomo privo di coraggio, che tende a salvaguardare il suo quieto vivere e a obbedire ai voleri di chi è potente invece che difendere i diritti di che è più umile.
Anche se sa che il suo dovere sarebbe quello di sposare Renzo e Lucia, dopo che Don Rodrigo gli fa sapere che, se lo facesse, verrebbe punito con azioni violente, sceglie di obbedire al prepotente signore invece che fare il suo dovere e affrontare il problema con coraggio.
Manzoni lo descrive paragonandolo ad un “vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro”.
Don Rodrigo è il nobile e potente signore che, con arroganza e senza rispetto di nessuno, impone i suoi desideri come obblighi per gli altri
Don Rodrigo mira unicamente a godere la vita tra divertimenti di ogni genere e scatena il dramma dei due promessi sposi Renzo e Lucia, impedendo a Don Abbondio di sposarli.
Manzoni, nel romanzo, lo dipinge come un uomo malvagio, privo di ogni freno morale, senza vergogna e, forse, senza speranza di salvezza.
Don Rodrigo alla fine si ammala di peste e muore.
Prima di convertirsi e diventare sacerdote, Padre Cristoforo si chiamava Lodovico e, da giovane, commise un omicidio per il quale venne punito e di cui si pentì amaramente.
La sua vita dopo la conversione mette in risalto il carattere leale, concreto, umile e propenso ad aiutare e consigliare gli altri.
Con le sue azioni chiede perdono a Dio per la sua vita precedente ed espia il suo peccato.
E’ un esempio di religiosità, di carità cristiana, in tutto diverso da Don Abbondio; Padre Cristoforo infatti si oppone in modo fermo e deciso ad ogni male abbracciando tutti, sia i buoni che i malvagi, gli oppressi e gli oppressori in una comune legge dell’amore.
Padre Cristoforo si reca nel Lazzaretto per aiutare e curare i malati di peste e lì si ammala e muore.
L’Innominato è un tiranno ambizioso e prepotente che però, dopo una vita di peccato e di delitti, grazie anche all’esempio della ragazza, viene colto dal rimorso e si apre alla carità liberando Lucia, che teneva prigioniera per consegnarla a Don Rodrigo.
L’innominato grazie alle parole accorate di Lucia apre il suo cuore, la libera e si converte al Cristianesimo.