''e si vedeva Palermo vicina completamente al buio. Le sue case basse e serrate erano apprese dalla smisurata mole dei conventi; di questi ve ne erano decine, tutti immani, spesso associati in gruppi di due o di tre, conventi nobili e conventi plebei, conventi di Gsuiti, di Benedettini, di Francescani, di Cappuccini, di Carmelitani, di Liguorini, di Agostiniani...Smunte cupole dalle curve incerte simili a seni svuotati di latte si alzavano ancora piú in alto, ma erano essi, i conventi, a conferire alla città la cupezza sua e il carattere, il suo decoro e insieme il senso di morte che neppure la frenetica luce siciliana riusciva mai a disperdere''