Per Marx, il punto dell’alienazione è che l’operaio produce per un altro uomo, cioè per il padrone. Il suo prodotto non è suo, né può esercitare alcun controllo su ciò che produce, su come produce, sulla relazione con i propri compagni. In queste condizioni, il lavoro, anziché essere il luogo di massima realizzazione dell’essere umano – che, lavorando, entra in rapporto con la natura che lo circonda, trasformandola – diventa la negazione dell’uomo stesso, della sua umanità.