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Capitolo 12 "Le principali proposte per l'unità d'Italia"…
Capitolo 12 "Le principali proposte per l'unità d'Italia"
Giuseppe Mazzini nacque a Genova il 22 giugno 1805
iscritto a giurisprudenza si appassiona maggiormente alla letteratura
Si unisce ai carbonari ma viene in seguito arrestato e poi costretto all'esilio
a Marsiglia si unisce ad un gruppo chiamato "Giovane Italia"
in cui si riflette sul perchè la carboneria abbia fallito
la loro risposta risiede nella troppa fiducia nei principi e delle nazioni straniere e dal troppo municipalismo
egli non vuole differenziare le classi sociali poichè in questa maniera il popolo non si unirebbe in un solo corpo per rivoltarsi
con ciò però non intende un governo che richiama il marxismo
le adesioni a "Giovane Italia" furono molte e Mazzini potè cominciare la sua opera di insurrezione
si ebbero così i tentativi di insurrezione nel Piemonte ed in Liguria
il tentativo piemontese non fu ben accolto dalla popolazione e portò a centinaia di arresti e pene
dopo un periodo di delusioni, Mazzini riprovò a far sollevare le popolazioni nella parte pontificia e nelle Due Sicilie
anche il moto genovese fallì ma questo rimane particolarmente noto per la partecipazione di Giuseppe Garibaldi
Garibaldi fu condannato a morte ma riuscì a fuggire in sud-America dove combattè per l'indipendenza di quei paese
Mazzini teneva particolarmente presente il problema educativo
durante il suo esilio a Londra istituì una scuola per gli immigrati italiani
ad opporsi al programma di "Giovane Italia" non furono solo quelli di "sinistra" ma anche i cattolici-progressisti
pensavano che ogni rivoluzione portava ad un regresso della popolazione e dello stato
tra questi un ex-mazziniano chiamato Vincenzo Gioberti
Egli sosteneva una confederazione sotto al papa con in seguito un'espansione economica e culturale autonoma di ogni Stato
le sue tesi però erano lacunose poichè non implicavano una liberazione dagli austriaci e perchè Papa Gregorio XVI non era propenso allo sviluppo tecnologico
queste lacune vennero tuttavia corrette nelle tesi di Cesare Balbo
egli sosteneva che a capo dell'unificazione della penisola doveva esserci Carlo Alberto, barattando i territori occupati dagli austriaci con un aiuto nella conquista dei balcani
un'altra tesi riguardava il federalismo repubblicano sostenuto da Giuseppe Ferrari e Carlo Cattaneo
essi sostenevano che tutti i vari stati italiani dovevano diventare piccole repubbliche per poi federalizzarsi
sostenevano che il nemico più grande per l'unione della penisola fosse lo stato pontificio poichè potente e contro l'unione