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Populismo - Coggle Diagram
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Negli anni 30, il premio Nobel per la letteratura Sinclair Lewis immaginò che, in un futuro non troppo lontano,
anche le istituzioni democratiche americane potessero cedere sotto i colpi della depressione economica. (Qui non è possibile)
Windrip, eletto presidente degli Stati Uniti grazie al sostegno delle classi popolari e di grandi gruppi economici, riusciva a instaurare una vera e propria dittatura.
I «minute men» (la milizia paramilitare) si richiamava al mito della guerra d’indipendenza,
il programma di espansione militare si collocava all’interno del patrimonio dell’«eccezionalismo» americano,
mentre le misure economiche protezioniste e l’ordine corporativo estremizzavano alcune linee effettivamente avviate con il New Deal.
Windrip attingesse a quello stesso armamentario retorico che aveva utilizzato anche il vecchio movimento populista sul finire dell’Ottocento, spesso usato e non proprio antidemocratico.
Dichiarava che la vera alta classe di uomini politici non riguarda l’astuzia politica, ma un grande, traboccante Amore per tutte le sorti e le condizioni della gente e di tutto il paese
o «uno stralunato anarchico come Goldman che portasse più cibo nella modesta capanna dell’Uomo Comune, ad un laureato di una università da ventiquattro carati, ex uomo di stato interessato alla maggiore produzione di automobili di lusso».
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Il populismo russo
La parola «populismo» deriva dall’inglese populism, un termine che venne coniato negli Stati Uniti nel 1891,
in origine forse con un’accezione velatamente spregiativa, per riferirsi ai militanti e alle posizioni politiche del People’s Party.
Però l'origine può arrivare dall’espressione russa narodnicestvo, con la quale furono genericamente indicati quei movimenti e quelle istanze che,
nell’impero zarista della seconda metà dell’Ottocento, si erano proposti di promuoverne il riscatto della popolazione contadina.
Tuttavia, il suffisso russo -ni-čestvo conferisce invece una «leggera sfumatura negativa», e inoltre la radice narod indica non solo il popolo,
ma anche la nazione, la stirpe e la plebe, col risultato che narodnicestvo si riferisce potenzialmente a una pluralità di entità che solo molto parzialmente viene resa dal temine italiano «populismo»
Con l’etichetta narodnicestvo «sono stati raggruppati a posteriori persone e gruppi diversi che originariamente si erano definiti in altro modo».
Nell'ultimo decennio dell’Ottocento e in modo polemico, da parte di esponenti marxisti come Pavel Borisovič Struve e Lenin,
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Ma il tratto che più caratterizzava dal punto di vista teorico il populismo degli anni 50/60 era la mitizzazione di un «popolo» che assumeva esclusivamente i tratti della popolazione contadina e dunque del mužik.
Nella prospettiva populista, l’obiettivo non consisteva dunque in una modernizzazione delle campagne né in una trasformazione capitalistica dell’economia russa dalla quale sarebbero nate le condizioni di una futura società socialista.
L’obiettivo dei populisti russi consisteva piuttosto in una riorganizzazione economica che si incentrasse sulla obščina, la comune contadina, e sulla valorizzazione del ruolo politico del mir con funzioni autogov (ass. dei capofami).
Pur attingendo al patrimonio del pensiero rivoluzionario ottocentesco,
Lo strumento capace di consentire una radicale trasformazione sociale (e socialista) fosse un’istituzione tradizionale come l’obščina,
perché proprio questo istituto egualitario avrebbe reso possibile la gestione collettiva della terra e l’autogoverno del popolo.
Il popolismo attecchì sono tra i giovani intelletuali, della piccola e media borghesia non riuscendo a ottenere un radicamento nel popolo contadino; Helzen fu definito da Venturi il "creatore del populismo".
L'influenza continuò anche dopo il suo approdo in UK, 1852, attraversi la rivista Kolokol; proprio 9 anni dopo nel giornale lanciò l'invito ad andare verso il popolo.
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