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CAMILLO SBARBARO VITA E OPERE - Coggle Diagram
CAMILLO SBARBARO VITA E OPERE
VITA
Nelle sue poesie il disagio esistenziale --> la sua lirica è essenziale-->descrisse con colori suggestivi i paesaggi liguri-->egli anche erborista e lichenologo di fama internazionale--> le sue raccolte di licheni sono state acquistate ed esposte da numerosi musei.
Il padre Carlo -->ingegnere e architetto--> dedicherà due note poesie nella sua seconda raccolta di versi Pianissimo-->La madre, Angiolina Bacigalupo,-->ammalata di tubercolosi--> muore -->nel 1893-->Camillo e la sorellina Clelia -->allevati dalla zia Maria detta Benedetta-->il poeta le dedicherà le poesie di Rimanenze.
Vissuto sempre in Liguria-->mondo letterario con la raccolta Pianissimo del 1914 --> collaborazione con riviste tra cui La Voce.
Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967) è stato un poeta, scrittore e aforista italiano.
Nel 1894--> la famiglia --> trasferisce nella cittadina ligure di Varazze -->Camillo -->le scuole elementari e in seguito il Ginnasio presso l'Istituto dei Salesiani--> Nel 1904 -->il trasferimento a Savona -->il giovane -->al Liceo Gabriello Chiabrera --> conosce lo scrittore Remigio Zena, Al Chiabrera --> insegnante di filosofia Adelchi Baratono -->lo arricchirà intellettualmente e spiritualmente.
nel 1910--> lavoro presso l'industria siderurgica di Savona-->l'esordio di poeta -->nel 1911 con la raccolta Resine-->si trasferisce a Genova-->Nel 1914 pubblica la raccolta di poesie Pianissimo e nello stesso anno -->a Firenze dove ha modo di conoscere Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Dino Campana, Ottone Rosai e altri artisti e letterati --> riferimento alla rivista La Voce.
VITA
Conosce -->Eugenio Montale--> frequenta i pittori Adriano Grande, Fausto e Oscar Saccorotti, Paolo Rodocanachi-->lo scultore Francesco Messina-->Nel 1921 inizia a collaborare alla "Gazzetta di Genova" con articoli sulla Liguria.
Nel 1919--> la rivista Riviera Ligure gli dedica interamente il suo ultimo fascicolo-->Durante l'estate rientra a Genova, frequenta--> Pierangelo Baratono e il gruppo di intellettuali-->Lasciato il lavoro -->guadagna con le ripetizioni di greco e di latino -->appassionandosi alla botanica e dedicandosi alla raccolta e allo studio dei licheni-->sua vera passione.
Nel 1927 -->l'incarico di insegnamento per greco e latino presso l'Istituto Arecco di Genova dei padri Gesuiti--> costretto ad abbandonare la cattedra-->perché non accetta di essere tesserato al Fascio-->intanto nel 1928--> il volume Liquidazione -->contiene alcune tra le prose scritte negli anni del dopoguerra.
scoppia la grande guerra, Sbarbaro--> si arruola come volontario nella Croce Rossa Italiana--> nel febbraio del 1917 richiamato alle armi-->luglio parte per il fronte--> Scrive in questo periodo le prose di Trucioli -->pubblicate nel 1920 a Firenze da Vallecchi.
Gli anni tra il 1928 e il 1933 -->li trascorre -->numerosi viaggi all'estero e quando -->in patria frequenta -->un gruppo di amici letterati e artisti -->si riuniscono nella casa di Paolo e Lucia Rodocanachi ad Arenzano--> o nella casa degli amici Elena De Bosis e Leone Vivante a Solaia, nella campagna senese.
Nel 1933 -->inizia la collaborazione alla Gazzetta del Popolo di Torino-->Scrive il nuovo libro Calcomanie --> a causa della censura-->pubblicato nel 1940 in una ventina di copie da distribuire agli amici-->il 9 febbraio del 1941 Genova -->colpita da bombardamento navale--> il poeta -->a Spotorno con la zia e la sorella-->fino al 1945 -->inizio ad un'intensa attività di traduttore di autori classici greci e francesi.
Nel 1945 ritorna a Genova -->nel 1951--> a Spotorno.--> l'intensa collaborazione a numerose riviste come Officina, Letteratura, Itinerari, Ausonia, La Fiera Letteraria, Il Mondo-->Nel 1949 vince il premio letterario Saint-Vincent e nel 1955 il premio Etna-Taormina. Sempre--> in questo anno pubblica l'opera Rimanenze -->raccoglie le sue ultime poesie.
VITA
Gli ultimi anni di attività letteraria --> dedicati, dopo il volume dei Fuochi fatui (1956), ad esili raccolte di prose: Gocce (1963), Il "Nostro" e nuove Gocce (1964), Contagocce 1965), Bolle di sapone (1966), Vedute di Genova (1966), Quisquilie (1967).
Conosce nel 1961 Arrigo Bugiani -->inizia la collaborazione ai Libretti di Mal'aria.-->Nel 1962 riceve dall'Accademia Nazionale dei Lincei il Premio Feltrinelli per la Letteratura-->il suo stato di salute viene ricoverato--> all'Ospedale San Paolo di Savona dove muore il 31 ottobre 1967.
POETICA
Sbarbaro --> in grado di descrivere con leggere pennellate poetiche il paesaggio della sua terra, quella Liguria -->Scrittore di controllatissima misura-->capace di un'essenzialità e di una visionarietà poetica
La poetica di Sbarbaro, leopardiana--> dai toni crepuscolari, viene assimilata-->di altri poeti liguri come Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, Mario Novaro, Giovanni Boine --> soprattutto, al Montale di Ossi di seppia (che a Sbarbaro dedicò una sezione di questa raccolta).
Sbarbaro -->traduttore di importanti classici, da Eschilo a Sofocle, da Euripide ad Erodoto e Pitagora--> anche di Molière, Stendhal, Balzac, Maupassant, Flaubert, Zola, Joris-Karl Huysmans.