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Cap.13 I MOTI DEL 1848, A Berlino il re Federico Guglielmo IV promise la…
Cap.13 I MOTI DEL 1848
I moti del 1848 si segnalano per la loro rottura definitiva dell'ordine di Vienna e per il tramonto della politica di equilibrio di Metternich. Emersero le varie nazionalità in cerca di espressione statuale e politica; dall'altro, nei paesi che avevano già da tempo risolto tale problema trionfò definitivamente un regime costituzionale. La novità e l'emergere del proletariato. Infatti anche se senza successo in Francia il moto divenne democratico-sociale e comportò l'aperta rivendicazione politica delle esigenze e dei bisogni delle masse popolari.
Nel 1848 Marx ed Engels, su incarico della Lega dei comunisti pubblicarono il "Manifesto del partito comunista"
I moti del 1848 sono preparati da una grave crisi economica che ebbe il suo centro negli anni 1845-47 prima come crisi agricola dovuta a scarsità di raccolti e aumento del prezzo dei generi alimentari di largo consumo e poi sotto forma di crisi nella produzione industriale come conseguente chiusura di fabbriche e disoccupazione. Il primo moto si ebbe nel gennaio a Palermo dove Rosolino Pilo e Giuseppe La Masa costrinsero al ritiro delle truppe borboniche; le truppe austriache non poterono intervenire a causa della Chiesa e allora Ferdinando II fu costretto a concedere una Carta costituzionale. Le costituzioni vennero poi concesse dal Granduca di Toscana, da Carlo Alberto in Piemonte e da Pio IX. Particolarmente importante fu lo STATUTO ALBERTINO giacché esso caratterizzerà la vita politica piemontese e darà al Piemonte la supremazia politica sugli altri Stati della Penisola. La Carta era molto moderata rifacendosi a quella francese del 1814 dato che il re aveva ancora il potere esecutivo e gestiva con una Camera dei deputati eletta a suffragio ristretto e a un senato di nomina regia il potere legislativo. Si trattava comunque di un importante passo in avanti
Il pontificato di Pio IX conosceva in quegli anni il momento di massima caratterizzazione riformistica. Pio IX -il cardinale Giuseppe Mastai Ferretti- concesse la formazione di una Consulta laica con il compito di consigliarlo benché non avesse alcun potere esecutivo; introdusse laici nel Consiglio dei Ministri e formò una Guardia civica composta da sudditi dello Stato e concesse la libertà di stampa. Pio IX sembro l'incarnazione del Papa proposto da gioberti. Dopo aver pensato a una lega doganale italiana sul modello dello Zollverein prussiano il riformismo di Pio IX si spense. Pio IX tornerà alla repressione e all'atteggiamento di chiusura così che apparirà evidente il definitivo fallimento del mito neoguelfo
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La primavera dei popoli
Nel giugno del 1848 tutta Europa fu percorsa dalla ventata rivoluzionaria. Il 13 marzo una rivolta popolare costringeva Metternich a lasciare il governo e rifugiarsi a Londra.
A Vienna veniva istituita una Assemblea costituente eletta a suffragio universale maschile mentre Ferdinando II abdicava a favore di suo nipote Francesco Giuseppe che:
- Riprese il controllo con l'esercito
- La Costituzione (1849) in istituti un vero regime rappresentativo
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Nel frattempo a PEST il 15 marzo una rivolta portava gli elementi più radicali ad abolire la Dieta dei principi, sostituita da un Parlamento eletto a suffragio universale maschile che decise:
- l'abolizione dei diritti feudali
- l'abolizione della servitù della gleba
Ci furono notevoli rivoluzioni anche in Ungheria dove venne repressa nel 1849 grazie all'aiuto che le austriaci ebbero dai russi
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A Berlino il re Federico Guglielmo IV promise la concessione di una Costituzione. I liberali convocarono a Francoforte un parlamento che avrebbe dovuto decidere dell'unificazione tedesca. Durante i lavori vennero alla luce due tendenze fondamentali:
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ITALIA
17 marzo Daniele Manin e Niccolò Tommaseo vennero liberati e dopo verrà anche ripristinata la Repubblica di San Marco, il 18 marzo a Milano le cinque giornate insurrezionali del popolo e della borghesia costrinsero le forze austriache a rifugiarsi nelle fortezze del Quadrilatero. La vittoria definitiva sarebbe stata possibile con l'aiuto di un esercito regolare e soprattutto la paura che la rivolta potesse assumere connotati di rivendicazione sociale da parte delle classi non agitate spinse l'aristocrazia e l'alta borghesia lombarda a chiedere l'intervento di Carlo Alberto. Il re di Sardegna dichiarò guerra all'Austria.
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Toscana: Leopoldo Secondo venne cacciato e venne creato un nuovo governo presieduto da Guerrazzi e Montanelli che rilanciò l'idea di una costituente italiana sul modello del parlamento di Francoforte
La battaglia di Novara consentendo austriaci di sbarcare a Livorno rovesciando il governo democratico e riportando Leopoldo Secondo sul trono
Nel frattempo a Roma Pio IV preferì abbandonare tutto per rifugiarsi a Gaeta. Nella città eterna venne convocata un'assemblea costituente eletta suffragio universale maschile che:
- Proclamò la fine del dominio temporale dei papi e la Repubblica
- Il potere esecutivo venne affidato a Giuseppe Mazzini
- La guida dell'esercito venne affidato a Garibaldi
- a Roma accorsero numerosi volontari e:
- vennero limitati i poteri aristocratici ed ecclesiastici
- molti beni della Chiesa furono espropriati e allentati a privati
Luigi Bonaparte riportò a Roma il Papa perché esso stava cercando il consenso della Chiesa al colpo di Stato che sarebbe presto arrivato. Il presidente francese inviò a Civitavecchia un corpo di spedizione al comando del generale Oudinot. Roma venne bombardata fino a quando il governo decise di arrendersi. Il 1 luglio la Repubblica emanava la costituzione di carattere democratico e sociale. Garibaldi e difensore della Repubblica abbandonarono Roma per recarsi a sostenere a Venezia. Il 24 agosto la città cedeva all'assedio austriaco.
Attuazione di una politica per la restaurazione dell'ordine nell'impero attraverso:
- abolizione libertà di stampa, riunione e associazione e Costituzione
La Prussia si organico un forte partito conservatore che nel 1850 elaborò una nuova costituzione più conservatrice mentre Federico Guglielmo IV cercava di riprendere la direzione del moto nazionale, salvo accordarsi con l'Austria lasciandole il controllo della Germania
Il potere in Russia rimane nelle mani degli Junker
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