Il nuovo sistema elettorale, di tipo maggioritario, favorì la formazione di alleanze tra i partiti. Le elezioni decretarono la vittoria di Forza Italia e Lega Nord, unite nel Polo Delle Libertà, e di Forza Italia e Alleanza Nazionale, unite nel Polo Del Buono Governo e la sconfitta degli altri due poli, i Progressisti (Pds, Rifondazione, Verdi, Alleanza Democratica, Rete, Psi), guidati dal segretario pidiessino Achille Occhetto, e il Patto per l'Italia (Ppi e Patto Segni), guidato da Mario Segni e Mino Martinazzoli.
Il vero vincitore risultò Silvio Berlusconi ma il suo governo, che vedeva per la prima volta l'ingresso nella stanza dei bottoni dei post-facsisti di Fini, incontrò subito numerose difficoltà che sfociarono in scontri giudiziari con la Procura di Milano, in scontri politici con la Lega di Bossi e in scontri sociali con i sindacati (sulla questione della riforma delle pensioni) tali da portare ad una rapida caduta del suo governo nel dicembre del '94 e alla fine prematura della legislatura
dopo la breve parentesi del governo tecnico di Lamberto Dini (ex ministro del Tesoro del governo Berlusconi), appoggiato dall'esterno da centrosinistra e Lega Nord.