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900 pt 3
La rivoluzione in Germania
Durante la firma dell’armistizio Germania in una situazione rivoluzionaria; il governo legale era esercitato da un Consiglio dei commissari del popolo presieduto da Ebert, ma nelle città comandavano in realtà i consigli degli operai e dei soldati.
I leader democratici non volevano una rivoluzione di tipo sovietico, ma una democratizzazione del sistema politico basato sul sistema parlamentare e la convocazione di un’assemblea costituente (linea moderata); condivideva questa opinione anche la vecchia classe dirigente, in particolare i capi dell’esercito.
Contrari a questa scelta le correnti più radicali del movimento operaio tedesco, l’Uspd e i rivoluzionari della Lega di Spartaco, che puntavano sui consigli
5-6 gennaio 1919: insurrezione spartachista→ durante una manifestazione a Berlino contro la destituzione di un esponente della sinistra, capo della polizia, i dirigenti spartachisti (Rosa Luxemburg) incitano i lavoratori a rovesciare il governo.
La reazione del governo socialdemocratico è durissima ed è sostenuta dal commissario alla difesa Noske, che riesce a sedare la rivolta
19 gennaio 1919: elezioni per l’Assemblea costituente.
I socialdemocratici (Spd) si riconfermano il partito più forte, ma non maggioranza assoluta, e quindi per governare devono cercare un accordo con i cattolici.
Presidente della repubblica Ebert; si forma un governo di coalizione a direzione socialdemocratica e si vara la nuova costituzione repubblicana, la costituzione di Weimar→ struttura federale dello stato, suffragio universale, Parlamento, elezione diretta del Presidente della repubblica.
L’estrema destra screditare la Repubblica e la classe dirigente, accusandola di tradimento inguerra.
Nelle elezioni del 1920 la Spd venne sconfitta e cedette il governo ai cattolici.
Repubblica di Weimar motivi di debolezza, l’accentuata frammentazione dei gruppi politici e l’assenza di una forza egemone. L’unica forza era la Spd, che rimase il partito più forte. Le classi medie si riconoscevano nel Pattito tedesco-nazionale e nel Partito tedesco-popolare.
I borghesi e i progressisti si riconoscevano nel Partito democratico tedesco.
altro elemento di debolezza diffidenza nei confronti del sistema democratico
Nel 1921 noto l’ammontare delle riparazioni post-guerra; la grossa cifra da pagare a rate provocò un’ondata di proteste.
I gruppi dell’estrema destra nazionalista, tra cui il Partito nazionalsocialista di Hitler, scatenarono un’offensiva terroristica contro la classe dirigente repubblicana.
I governi costretti a pagare con l’aumento della stampa di carta-moneta, ma in pochi mesi il valore del marco precipitò e si creò un processo inflazionistico
Gennaio 1923: la Francia e il Belgio, pretesto da un mancato pagamento, occupano il bacino della Ruhr; la Germania resistenza passiva. Ma l’occupazione toglieva molte risorse alla Germania; il marco non ha praticamente più potere d’acquisto.
Agosto 1923: governo formato da tutti i gruppi costituzionali capo Gustav Stresemann; egli ordina la fine della resistenza passiva nella Ruhr e riallaccia i contatti con la Francia.
Decreta lo stato d’emergenza e così reprime un’ insurrezione comunista ad Amburgo e fronteggia la ribellione della destra nazionalista.
8-9 novembre 1923: a Monaco c’è un complotto di Hitler contro il governo centrale; viene subito represso e Hitler incarcerato.
Ottobre 1923: il governo emette un nuovo marco e avviata una politica deflazionistica basata sulla limitazione delle spese e sull’aumento delle imposte.
1924: accordo sulle riparazioni elaborato da Dawes→ la Germania poteva far fronte ai suoi impegni solo se la sua situazione sarebbe migliorata; la finanza internazionale, in particolare degli Usa, avrebbe finanziato la Germania con dei prestiti a lunga scadenza.
In politica i partiti di centro e centro-destra mantennero il potere fino al 1928; dopo la guida del governo passò ai socialdemocratici.
Ottobre 1925: accordi di Locarno→ Germania, Francia e Belgio riconoscono le frontiere comuni tracciate a Versailles; la Gran Bretagna e l’Italia si impegnano a fare da garanti contro eventuali violazioni.
C’è il superamento contrasto franco-tedesco. 1929: la Germania è ammessa nella Società delle nazioni. Giugno 1929: piano Young→ l’entità delle riparazioni è ridotta e il pagamento è in 60 anni.
Settembre 1930: incrinazione dei rapporti con la Francia; la Francia costruisce fortificazioni difensive, la linea Maginot, lungo il confine con la Germania.
Gli Stati Uniti e la crisi del ‘29
Durante la Guerra gli Usa concesso prestiti ai loro alleati, divenuti i maggiori esportatori di capitali. dollaro nuova moneta forte dell’economia mondiale.
Dopo la depressione post-bellica degli anni ’20-’21 il sistema economico statunitense conobbe una grande prosperità.
Si diffuse la produzione in serie e la razionalizzazione del lavoro in fabbrica secondo i principi del taylorismo, che aumentò la produttività.
Crebbe anche il reddito nazionale, anche se diminuirono gli occupati dell’industria;crebbero invece gli occupati nel settore dei servizi.
Conseguenza di ciò fu l’euforia speculativa, la frenetica attività di Wall Street; però la capacità produttiva era maggiore della possibilità di acquisto (crisi di sovrapproduzione) beni di consumo erano per la maggior parte durevoli, sia a causa della crisi del settore agricolo.
Gli Usa avevano ovviato a ciò con l’aumento delle esportazioni all’estero; fra economia americana ed europea si venne così a creare uno stretto rapporto di interdipendenza: gli Usa finanziavano la ripresa europea, e l’Europa alimentava lo sviluppo degli Usa importandone i prodotti.
Nel 1928 però molti capitali americani furono usati in operazioni speculative a Wall Street; subito l’Europa ne risentì le conseguenze e fece calare l’indice delle esportazioni americane.
1929: Crollo della borsa di New York→ il corso dei titoli raggiunse livelli elevati e gli speculatori liquidarono i loro pacchetti azionari per realizzare i guadagni. corsa alle vendite provocò una precipitosa caduta del valore dei titoli che impoverì molti.
La capacità di acquisto dei ceti ricchi diminuì e ciò ebbe conseguenze negative sull’intero sistema economico mondiale.
Gli Usa contribuirono al crollo economico mondiale anche aumentando il protezionismo e riducendo l’erogazione dei crediti all’estero. Anche gli altri paesi adottarono misure protezionistiche.
Fra il 1929 e il 1932 il valore del commercio mondiale diminuì del 60%. A causa della diminuzione degli scambi la recessione economica si diffuse in tutto il mondo, tranne in Urss: industria in chiusura, lavoratori senza occupazione, aggravio della crisi dell’agricoltura.
I regimi autoritari in Europa
Negli anni ’20 in Europa crisi delle istituzioni liberal-democratiche. In Ungheria, Polonia, Bulgaria e Jugoslavia si instaurarono regimi autoritari, sostenuti dall’esercito e dai gruppi conservatori.
Spagna:
1923: il generale Primo de Rivera conquista il potere fino al 1930; in seguito si instaura una repubblica, con vita breve.
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Turchia:
Era oggetto di un tentativo di spartizione da parte della Gran Bretagna e della Francia e parte del suo territorio era stato occupato dalla Grecia.
Le forze armate guidate da Mustafà Kemal fondano un movimento di riscossa nazionale; la Turchia sconfigge la Grecia, ottiene la sovranità su tutta l’Anatolia e recupera il controllo sugli Stretti
La Turchia si avvia a diventare uno Stato nazionale, laico e repubblicano.
Novembre 1922: viene abolito il sultanato e proclamata la repubblica con presidente Kemal; egli si impegna in una politica di occidentalizzazione e laicizzazione dello Stato.
La crisi in Gran Bretagna
Mac Donald fronteggiare la crisi con un programma che prevedeva un drastico taglio del sussidio ai disoccupati. Le Trade Unions del partito laburista però si opposero.
Mac Donald ruppe con il suo partito e si accordò con liberali e conservatori per formare un “governo nazionale” con lui alla guida. Con questo governo la sterlina si svalutò e venne adottato un sistema di tariffe doganali.
Nel 1933-1934 l’Inghilterra cominciò ad uscire dalla crisi.
La Russia, grazie a due piani economici quinquennali che aumentarono l’industrializzazione, non conobbe la crisi.
Anzi le masse operaie, con il sistema a cottimo, aumentarono la loro produttività e diedero vita al fenomeno dello stacanovismo.
Nel 1929-37 la produzione industriale aumentò e l’Urss divenne una grande potenza industriale.
Roosvelt e il “New Deal”
Novembre 1932: elezioni in Usa; vince il democratico Franklin Delano Roosvelt, anche grazie al rapporto che riesce ad instaurare con le masse infondendo loro speranza e coraggio.
Nei primi mesi (i “cento giorni”) venne avviato il “New Deal” (“nuovo corso”), serie di provvedimenti per arrestare la crisi: ristrutturazione del sistema creditizio; svalutazione del dollaro per rendere più competitive le esportazioni; aumento dei sussidi di disoccupazione e concessioni di prestiti.
In seguito furono varati vasti programmi di lavori pubblici e aumentata la spesa pubblica.
1935: Roosvelt vara una riforma fiscale, una legge sulla sicurezza sociale e una nuova disciplina dei rapporti di lavoro.
Con il New Deal era stato smentito il liberismo, mostrando che l’intervento statale era indispensabile per arrestare la crisi.
Non riuscì però a ridare slancio all’iniziativa economica dei privati.
Il nuovo ruolo dello Stato
Con la crisi del ’29 lo Stato dovette assumersi la maggior parte degli oneri: sostegno esterno alle attività produttive, adozione di più radicali misure di controllo ; lo Stato assunse il ruolo di soggetto attivo dell’espansione economica.
1936: l’economista inglese John Keynes diede una sistemazione teorica delle trasformazioni in corso.
Egli confutò alcune proposizioni fondamentali della teoria economica classica; i meccanismi spontanei del capitalismo da soli non erano in grado di consentire un’utilizzazione ottimale delle risorse, xciò doveva intervenire lo Stato con l’espansione della spesa pubblica.
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La crisi in Europa
La crisi finanziari prima in Germania ed in Austria. portò allarme sulla solidità delle finanze inglesi; le banche dovettero far fronte al ritiro dei capitali stranieri e alle richieste di conversione delle sterline in oro.
Settembre 1931: la Banca d’Inghilterra esaurisce le riserve auree e deve sospendere la convertibilità della sterlina;la valuta inglese è svalutata.
I governi europei cercarono di fronteggiare la crisi rifacendosi ai principi dell’economia liberale, come il pareggio del bilancio;per ottenerlo venne tagliata la spesa pubblica e imposte nuove tasse
provvedimenti ridussero però ancora la domanda interna.
Solo a partire dal 1933 ci furono i primi miglioramenti, ma solo con la guerra l’Europa e il mondo uscirono dalla grave depressione.
L’età dei totalitarismi
Negli anni ’30 la democrazia attraversò la sua crisi peggiore; infatti in molti Stati d’Europa si erano affermati regimi autoritari, soprattutto dopo la grande crisi, i successi del nazismo in Germania e la crescita dei movimenti autoritari.
Nella maggioranza dell’opinione pubblica si diffuse l’idea che i sistemi democratici sarebbero presto crollati perchè troppo deboli per tutelare gli interessi nazionali e inefficienti per garantire il benessere.
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La crisi in Germania:
In Germania crisi di più a causa del sistema di prestiti internazionali con l’economia statunitense per fronteggiare le riparazioni Marzo 1930: la guida del governo passa al leader del Centro cattolico Heinrich Bruning.
Con una politica di sacrifici riesce a tenere fede all’obbligo delle riparazioni, che nel 1932 vengono ridotte.
Repubblica in Austria
I socialdemocratici furono al governo nel passaggio verso la democrazia.
1920: alle elezioni vince il Partito cristiano-sociale.
Repubblica in Ungheria
Dopo un esperimento breve di Repubblica sovietica, si instaurò un regime autoritario guidato da Horty.
La crisi in Francia
Anche qui fu applicata una politica di austerità. La crisi giunse solo nel 1931 ma durò più a lungo e coincise con un periodo di instabilità politica.