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EVOLUZIONE DELL'ARCHITETTURA ROMANA IN ETA' IMPERIALE, image,…
EVOLUZIONE DELL'ARCHITETTURA ROMANA IN ETA' IMPERIALE
16 gennaio 27 a.C.
proclamazione di
Ottaviano
come Augustus
Augusto si poteva vantare di aver trovato una Roma "di terracotta" e di averla lasciata "di marmo".
TEATRO DI MARCELLO Il teatrofu iniziato da Giulio Cesare, il quale espropriò per largo tratto la zona, demolendo gli edifici esistenti tra cui il tempio della Pietà, per cui venne ampiamente criticato.
Augusto riprese il progetto, procedendo a nuovi espropri per ampliare la superficie ed erigere un edificio più grande. Probabilmente completato già nel 17 a. C. quando venne utilizzato in occasione dei ludi secolari, fu dedicato nel 13 o 11 a.C., dandogli il nome di Marcello, il nipote dell'imperatore, destinato alla successione, morto a Baia nel 27 a. C. . Fu restaurato da Vespasiano nella scena e da Alessandro Severo. Ancora in funzione probabilmente nel IV secolo, successivamente subì delle trasformazioni strutturali.
ARA PACIS AUGUSTAE L'Ara Pacis Augustae, ovvero l'Altare della Pace di Augusto, celebrò la pacificazione nell'area mediterranea realizzata dall'imperatore Augusto dopo le vittoriose campagne di Gallia e di Spagna. L'Ara Pacissi compone di un recinto rettangolare in marmo di m 11,65 x 10,62, elevato su un podio e fornito di due porte nei lati più lunghi, alle quali si accede tramite una scala. All'interno del recinto è situato l'altare vero e proprio, elevato su tre gradini, mentre altri cinque gradini permettevano al sacerdote di raggiungere lamensa, ossia il piano dell'altare sul quale si celebravano i sacrifici.
ARCO DI AUGUSTO L'arco di Augusto era un arco trionfale eretto nel foro romano in onore di Augusto. Ci sono stati tramandati due archi in onore di Augusto nel Foro, l'"arco partico" e l'"arco aziaco". Dopo vari studi e saggi archeologici si è infine potuto appurare che si trattava di due opere distinte, collocate a distanza ravvicinata. Costruito in pietra d'Istria, il fornice misura m. 8,84 con una profondità di m. 4,10 ed un altezza di m. 10,40. L'architettura è esaltata da un ricco apparato decorativo, carico di significati politici e propagandistici. L'apertura del fornice, talmente ampia da non poter essere chiusa da porte, ricordava la pace raggiunta dopo un lungo periodo di guerre civili. Tra la ghiera dell'arco ed i capitelli, di ordine corinzio, si possono ammirare (in quattro clipei) quattro divinità, che esaltavano la grandezza di Roma e la potenza di Augusto: nel lato esterno Giove e Apollo; verso la città Nettuno e Roma.
AUGUSTO DI VIA LABICANA Augusto di via Labicana è anche dettoAugusto Pontefice Massimo. Augusto di via Labicanaprende il nome dal luogo di ritrovamento, il Colle Oppio appunto in via Labicana a Roma. L’opera rappresenta la più importante testimonianza dell’Imperatore Augusto in tarda età tra le altre trovate a Roma. Ilcapitevelato cioè il velo che copre il corpo e la nuca di Augusto segnalano la sua funzione di Pontifex Maximusla statua presenta il braccio destro spezzato che probabilmente reggeva unapatera. Augusto inoltre indossa ai piedi icalcei patricii, indossati anche dai sacerdoti durante i sacrifici. Accanto a sé porta poi unacapsache era un contenitore destinato agli atti pubblici.
MAUSOLEO DI AUGUSTOIl mausoleo di Augusto è un monumento funerario situato in piazza Augusto Imperatore, nel rione Campo Marzio, a Roma. Risalente alI secolo a.C., il mausoleo occupava una parte dell'area settentrionale dell'originario Campo Marzio romano e vi erano tumulati, oltre ad Augusto stesso, diversi membri della dinastia giulio-claudia. Il Mausoleo di Augusto è la più grande tomba circolare al mondo. Il diametro misura 87 metri. Si componeva di un corpo cilindrico, al centro del quale si apriva verso sud una porta preceduta da una breve scalinata. All’interno, si trovava la cella sepolcrale che ospitava le urne con le ceneri dei parenti di Augusto.
AUGUSTO DI PRIMA PORTA
La statua, databile agli inizi del I secolo d.C., fu rinvenuta nella Villa di Livia, moglie di Augusto, presso Prima Porta lungo la via Flaminia. Raffigura l'imperatore nell'atto di parlare ai soldati (adlocutio), vestito di corazza e con il mantello (paludamentum) attorno ai fianchi. A rilievo sulla corazza, il re dei Parti restituisce a un generale romano le insegne strappate a Crasso nel 53 a.C. durante la rovinosa battaglia di Carre. Ai lati sono presenti le figure di due province dell'impero.
La scena è inserita in un paesaggio cosmico: in alto sono visibili la personificazione del Cielo al centro, il carro solare di Apollo e quello di Aurora ai lati. In basso si riconoscono Apollo sul grifone, Diana sulla cerva e al centro distesa la dea Terra. L'impostazione generale della figura si ispira al Doriforo, capolavoro dello scultore greco Policleto, di cui è visibile una replica proprio nel Braccio Nuovo
VILLA DI LIVIA A PRIMA PORTA
La villa di Livia o villa di Primaporta è un sito archeologico di Roma, che corrisponde all'antica villa di Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto. Qui, tra gli importantissimi ritrovamenti, fu rinvenuta anche la celebre statua di Augusto loricato.La villa presenta al suo interno pareti dipinte a giardino con una tecnica pittorica superiore a quella di tanti dipinti pompeiani; la maggior parte delle piccole scene che ornavano le pareti dipinte sono realizzate con la tecnica cosiddetta compendiaria, cioè riassuntiva. Questi giardini affrescati avevano lo scopo di riportare gli spettatori ad un paesaggio sereno e soleggiato, anziché cupo come la giornata che si presentava. La villa è citata da Plinio[1], Svetonio[2] e Cassio Dione. In particolare esiste anche una leggenda poetica circa la sua fondazione, secondo la quale un'aquila avrebbe fatto cadere sul ventre di Livia una gallina con un rametto di alloro nel becco. Consigliata dagli aruspici ella allevò la prole del volatile e piantò il rametto generando un bosco, dal quale gli imperatori coglievano i ramoscelli da tenere in mano durante le battaglie. Per via della leggenda la villa veniva anche detta ad gallinas albas. La villa, secondo Plinio, era situata al IX miglio della via Flaminia.
I primi scavi del sito risalgono al 1863-1864, quando venne scoperta la statua di Augusto di Prima Porta, oggi ai Musei Vaticani e alcuni ambienti sotterranei, come il famoso ipogeo con affreschi di giardino. Nel 1944 un ordigno danneggiò la sala sotterranea, usata anche dai militari come bivacco. Nel dopoguerra si decise di staccare le preziose pitture (1951), che vennero trasferite nel Museo Nazionale Romano dove si trovano tutt'oggi.
STATUA BARBERINI
Un uomo in piedi e vestito con una lunga toga romana mostra due busti scolpiti. Il viso è quello di un uomo maturo, calvo e dai tratti magri. La tunica invece crea molte pieghe intorno al corpo ed è annodata sul davanti in prossimità del ventre. Il protagonista ai piedi porta un paio di calzature dell’epoca. Nelle mani, in basso, porta due busti. Le statue sono scolpite fino alla base del collo e una di esse poggia sul palmo della mano del togato. Quella alla sua destra, a sinistra per l’osservatore, poggia su un tronco di palma che arriva fino alla base. Infine i volti raffigurano due uomini di mezza età dall’espressione formale.
Il protagonista della statua è un patrizio romano vestito con una toga. Inoltre i volti scolpiti che tiene nelle mani sono le rappresentazioni dei propri antenati defunti.
Gli storici non possiedono molte informazioni sulla statua e quindi non sono riusciti ad individuare il personaggio rappresentato. L’ipotesi che si tratti di un nobile romano si basa sul tipo di calzature che indossa il togato. Per questo gli studiosi nel tempo hanno individuato nel ritratto importanti personaggi della storia romana dell’epoca. Altri ancora hanno ipotizzato che l’uomo fosse un senatore che mostra le sculture dei suoi parenti defunti. Inoltre il volto di destra è sostenuto da un tronco di palma che indicherebbe un militare di alto grado. Secondo una diversa interpretazione la scultura non rappresenterebbe una persona esistita ma l’usanza di esibire le statue dei propri antenati. Altre ipotesi identificano l’uomo come uno scultore che mostra le proprie opere.
VILLA DEI MISTERI
Si tratta sicuramente della più famosa tra le attrazioni degli scavi di Pompei. Il complesso è una villa rustica ovvero una residenza posta fuori le mura cittadine dove avveniva la lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli. Nell'area rustica dell'edificio è stato trovato un torchio per la spremitura dell'uva, delle ampie cucine e due forni.
L'area riservata alla residenza dei proprietari stupisce per il lusso e il comfort. Molte sono le decorazioni e gli affreschi ma niente di paragonabile alla sequenza pittorica lunga 17 metri e alta 3 metri che possiamo ammirare nel triclinio (sala da pranzo). La bellezza dell'opera è evidente ma a destare interesse è soprattutto il suo significato che secondo la maggior parte degli esperti rappresenta un rito dionisiaco, (i misteri da cui prende il nome la villa).
19 agosto 14 d.C.
morte di Ottaviano, viene proclamato imperatore
Tiberio
, suo figlio adottivo. Ha inizio la dinastia Giulio-Claudia.
13 ottobre 54 d.C.
morte di Claudio, fu designato imperatore
Nerone
9 giugno 68 d.C.
suicidio di Nerone, fine della dinastia Giulio-Claudia
69 d.C.
prende il potere
Vespasiano
, ha inizio la dinastia Flavia
79 d.C.
fu designato imperatore
Tito
81 d.C.
morte di Tito, prende il potere
Domiziano
96 d.C.
morte di Diocleziano, fine della dinastia Flavia;
18 settembte dello stesso anno,
sale al poetre
Nerva
, sostenuto
dal Senato, con cui ha inizio
la dinastia degli imperatori adottivi
27 gennaio 98 d.C.
Nerva adotta come suo successore
Traiano
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ARCO DI TITO Monumento simbolo dell'epoca flavia è l'Arco di Tito (datato tra l'81 e il 90). La sua architettura è inconfutabilmente più compatta e pesante degli archi di epoca augustea (come l'arco di Susa), in netto distacco dalle eleganze di matrice ellenistica. Qui per la prima volta compare a Roma il capitello composito ionico e corinzio, tipico dell'arte romana (forse invenzione augustea) 81-90 d.C.) e legato a un gusto sovrabbondante che potrebbe definirsi "barocco". I numerosi rilievi interni del fornice sono straordinariamente significativi e mostrano due momenti del corteo trionfale svoltosi nel 71 dopo la presa di Gerusalemme da parte di Tito.
DOMUS AUREA La Domus Aurea ("Casa d'oro" in latino, proprio perché in essa si utilizzò molto di questo prezioso metallo) era la villa urbana costruita dall'imperatore romano Nerone . Nel 64 d.C. un vastissimo incendio, che si sviluppò nella zona del Circo Massimo e raggiunse la vetta dell’Esquilino, distrusse la maggior parte del centro di Roma. Se la tradizione che attribuisce a Nerone la responsabilità dell’incendio è solo il frutto della cattiva fama dell’imperatore, è certo che le distruzioni provocate dal disastro resero più facile la realizzazione della domus più estesa mai costruita, che, per lo sfarzo della decorazione e la ricchezza degli edifici, prese il nome di Aurea. Gli architetti incaricati della costruzione della reggia furono Severus e Celer; gli edifici si distribuirono in un’area vastissima che si estendeva dal Palatino al colle Oppio, alle pendici del Celio. Le decorazioni degli interni utilizzavano ogni genere di preziosità: oro e avorio erano di uso corrente, mentre i fiori delle decorazioni pittoriche erano spesso incastonati con pietre preziose. La decorazione pittorica, affidata al pittore Fabullus, adottava uno stile ricco e sfarzoso che inseriva quadri figurati in fantasiose geometrie arricchite costantemente da elementi vegetali e da figure immaginarie. Di questa fastosa dimora conosciamo principalmente il padiglione del colle Oppio.
24 gennaio 41 d.C
. morte di Caligola , fu designato imperatore
Claudio
ACQUEDOTTO CLAUDIO L’ acquedotto raccoglieva l’acqua dai piccoli laghi formati da due sorgenti, denominate Curzia e Cerulea caratterizzate da acque molto limpide (la cui qualità sembra fosse inferiore solo a quella dell’Acqua Marcia), situate nell’alta valle dell’Aniene, tra gli odierni comuni di Arsoli e Marano Equo. La località può oggi identificarsi con il laghetto di Santa Lucia. Era lungo 46.406 miglia romane, pari a 68,681 km, dei quali circa 16 km in viadotto di superficie, di cui circa 11 km su arcuazioni e circa 5 km su ponti. L’ altezza dell’acquedotto, compreso il condotto dell’Anio novus sovrapposto a quello dell’Aqua Claudia, varia da un minimo di 17 m a un massimo di 27,40 m; i piloni hanno una sezione di 3,35 m per 3,10 m di profondità, e distano circa 5,50 m l’uno dall’altro, mentre le arcate, leggermente sfalsate rispetto ai piloni, hanno una luce di circa 6 m. In corrispondenza dei numerosi tratti crollati, sono visibili i due condotti, in cui l’Anio novus è sovrapposto all’altro, entrambi di 1,14 m di larghezza per 1,75 m di altezza; realizzati in opera quadrata il condotto inferiore e in opera reticolata e laterizio quello superiore. L’acqua giungeva poi nella piscina limaria, una camera di decantazione dove veniva pulita dalle impurità più evidenti.
ARCO DI CLAUDIO L'Arco di Claudio era un antico arco di Roma, situato sulla via Lata (attuale via del Corso), all'altezza di piazza Sciarra, subito dopo via del Caravita. L’Arco, ormai scomparso, sorgeva proprio sul lato opposto della strada, all’ancora esistente fonte dell’Aqua Virgo, che sgorga visibile su un lato della Fontana di Trevi, e corre sotto l’isolato e il rione. L'arco era stato eretto nel 51 o 52 d.c. per commemorare la conquista della Britannia del 43 ad opera di Claudio, abbellendo e ingrandendo un'arcata dell'acquedotto dell'Aqua Virgo con marmi, sculture e statue.
Si trattava di un arco a un solo fornice, decorato con statue dei membri della famiglia imperiale e con vari trofei. Un grande frammento dell'iscrizione si trova oggi nel cortile del palazzo dei Conservatori (Musei Capitolini), mentre altri frammenti scultorei si trovano sia al Museo Capitolino che nella galleria Borghese.
16 marzo 37 d.C.
morte di Tiberio, sale
Caligola
il cui regno, però, dura
solo 5 anni.
DOMUS DI CALIGOLA Il gusto sobrio di Augusto era ormai un ricordo e la reggia già raddoppiata da Tiberio fu successivamente ampliata da Caligola verso il Foro Romano, poi completato da Nerone ed infine restaurato da Domiziano. Era formato in gran parte dal palazzo che fece già costruire l’Imperatore Tiberio, con una facciata sul Foro ed una sul Velabro, a cui Caligola aggiunse alcune infrastrutture sul lato del Foro, che vennero chiamate ‘Palazzo di Caligola’. Il palazzo dell'imperatore Tiberio era stato il primo ad essere costruito sul Palatino, probabilmente sua casa natale, unendo già alcune dimore di età tardo-repubblicana. Questo complesso doveva svilupparsi su livelli differenti tra il percorso della via Nova a nord, il clivo Palatino e la Domus Flavia a est, la Casa di Livia e il santuario della Magna Mater a sud e il Clivo della Vittoria a ovest, fino a comprendere le sottostanti fabbriche tra le quali è la chiesa di S. Maria Antiqua per la quale era stata demolita una considerevole area. Purtroppo nulla infatti rimane dell’alzato dell’edificio, i cui piani erano forse collegati da gradini in legno oggi scomparsi. Forse il piano terra aveva funzione di servizio e magazzini, mentre al primo piano, nell’Hermaeum, stavano le stanze principali. Il palazzo comprendeva un atrium e una piscina, a cui era associata, si pensa, un triclinium posto a sud o ad est, in cui l’imperatore svolgeva tutte quelle attività legate alla sfera sociale. L’exhibitio e l’adoratio avevano luogo invece nel tempio trasformato in vestibulum.
LA DOMUS DI TIBERIO il settore della casa è costituito da una sorta di piattaforma suddiviso in vari riquadriche costituiscono il basamento della costruzione, sopra il basamento si stendeva la struttura con una struttura che circondava su tre lati, che facevano da cornice alla all’edificio centrale che altro non è che un cortile peristiliato ; il quarto latoaveva una configurazione diversa in quanto il dislivello era di tre piani , con il risultato che visti dal foro si presentava come una sovrapposizione di pianiche foderava tutto il costone della collina. Questa costruzione non fu abbandonata dai successori, in particolare Caligola il quale non ebbe tempo a disposizione ed ebbe un solo merito, ovvero aver cercato di creare dei collegamenti tra la zona inferiore del foro a quella superiore della domus; inoltre vengono anche costruiti una serie di muri radiali e paralleli, questi miri costituiscono la base dell’ampliamento della terrazza del Palatino.