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Gli usi del congiuntivo di Pibu in latino, Pibu è un gatto - Coggle Diagram
Gli usi del congiuntivo di Pibu in latino
cum narrativo
si forma
cum + congiuntivo
presente (tempo principale nella reggente, rapporto di contemporaneità)
perfetto (tempo principale nella reggente, rapporto di anteriorità)
piuccheperfetto (tempo storico nella reggente, rapporto di anteriorità)
imperfetto (tempo storico nella reggente, rapporto di contemporaneità)
si usa per esprimere proposizioni
causali
concessive
avversative
temporali
è
implicito
esplicito
costrutto sintattico con valore
causale
concessivo
avversativo
temporale
la proposizione consecutiva
si utilizza per esprimere
una conseguenza a quanto espresso nella reggente
rapporto con la reggente
nessuno: si riferisce sempre al momento presente
Se la conseguenza ancora sussiste si utilizza il presente;
se la conseguenza è terminata ed era duratuta si usa l'imperfetto;
se la conseguenza è terminata e non è stata duratura si utilizza il perfetto
è
subordinata circostanziale
implicita
esplicita
si forma
congiuntivo presente
ut (che, da)/ut non (che non, da non)
congiuntivo imperfetto/prefetto
elemeto correlativo (nella reggente)
avverbi: ita, sic, tam, adeo, eo
pronome-aggetivo correlativo: is, ea, id, talis, tale, tantus, tanta tantum, tot
la proposizione volitiva
è
sub. completiva
esplicita
implicita
si forma
ut/uti (affermativa)
ne (forma negativa)
verbi che esprimono volontà, intenzionalità, esortazione o comando
ordinare, volere, stabilire (impero, constituo e placet che è solo impersonale)
desiderare, sperare (opto, spero, desidero)
persuadere, esortare, consigliare (persuadeo + con dativo della persona, suadeo, moneo)
provvedere, darsi da fare per, fare attenzione a (video, provideo, facio, efficio, operam do)
domandare, chiedere, pregare (rogo, oro, peto, quaero)
permettere, concedere (permitto, concedo)
congiuntivo presente (tempo principale nella reggente) o imperfetto (tempo storico nella reggente)
si utilizza per esprimere
un comando
una preghiera
un invito
un'esortazione
ecc
la proposizione finale
si utilizza per esprimere
lo scopo di quanto avviene nella reggente
si forma
ut / uti (se affermtiva)
ne (se negativa)
presente (tempo principale nella regg.)
imperfetto (tempo storico nella regg.)
per coordinare 2 finali:
neque o nec (se la prima è postiva)
neve o neu (se la prima è negativa)
è
sub. circostanziale
esplicita (cong.)
implicita (infinito)
relativa impropria
si divide in:
finale
qui = ut is
Possono essere tradotte in Italiano con
realtivo + congiuntivo
Romani ad Antiochum legatos miserunt,
QUI (ut ii) regis apparatum specularentur;
consecutive
qui = ut is
Segnalte nella reggente da tam, is ea id, talis.
In Italiano vanno rese con una consecutiva;
Vercingetorix neque is est, QUI ortis periculo terreatur;
condizionali
qui = si quis
In Italiano si rendono con
"se" + imperfetto congiuntivo
QUI VIDERET, urbem captam diceret;
causali
qui = cum/quod is
Possono essere accompagante da : quippe, ut, utpote. (per rafforzare il valore)
Sono tradotte con "poiché" + indicativo
Me, QUI ad multam noctem vigilavissem, artussomnus complexus est;
concessive
qui = quamvis is
Sono spesso segnalate nella reggente da "tanem" e sono tradotte con un'altra concessiva
Quis est qui non laudent Fabricium, QUEM (quamvis is) numquam viderit?
la proposizione dichiarativa
si utilizza per esprimere
un avvenimento
dichiara un fatto
si forma
ut (che, da) / ut non (che non, da non)
cong. presente (tempo principale nella regg.)
cong. imperfetto (tempo storico nella regg.)
verbi che indicano un fatto: contingit ut, evenit ut (accade che...);
una conseguenza: fit tu, accidit ut, efficio ut (ne derive che...);
espressioni formate da un nome, un agg. neutro o un avverbio + sum;
è
sub. completiva
espicita (introdtta da che)
implicita (di + infinito)
ha sempre un rapporto di contemporaneità
Pibu è un gatto