I tratti costitutivi di tale forma di interazione sono:
(i) compresenza fisica degli interagenti,
(ii) uso del canale visivo e uditivo,
(iii) struttura che prevede, almeno nella sua forma prototipica, un’apertura ed una chiusura codificate e, internamente, il susseguirsi di turni,
(iv) negoziazione e co-costruzione del significato da parte degli interlocutori.
(i) compresenza fisica degli interagenti
L’interazione faccia a faccia richiede la compresenza degli interagenti, i quali si trovano quindi a condividere lo stesso sistema di riferimento spazio-temporale. Gli interlocutori possono essere due o più di due.
viceversa la non comprensione del messaggio può essere esplicitata attraverso interruzioni di tipo verbale o di nuovo attraverso la mimica facciale e movimenti del corpo
La loro compresenza consente di verificare costantemente e in vari modi il passaggio dell’informazione dal mittente al destinatario: l’avvenuto passaggio del contenuto informativo può essere segnalato dal ricevente attraverso feedback di conferma di tipo verbale o attraverso la mimica facciale e movimenti del corpo
La compresenza fisica degli interlocutori inoltre permette di veicolare contenuti informativi anche attraverso mezzi paralinguistici, cinesici e prossemici
La compresenza fisica degli interlocutori, infine, ha una serie di conseguenze sul parlato: esso è linguisticamente ellittico, molto implicito, ricco di elementi deittici.
(iii) apertura e chiusura codificate e, internamente, alternanza del turno di parola
Nella sua forma prototipica l’interazione faccia a faccia ha una struttura che prevede un inizio ed una fine segnalate da formule codificate e, internamente, il susseguirsi di turni. Le formule codificate che aprono e chiudono l’interazione sono i saluti.
Questi ultimi sono tipicamente verbali, ma possono essere accompagnati anche da formule di saluto non verbali.
Al suo interno l’interazione è caratterizzata dall’alternarsi dei turni di parola degli interagenti. L’alternanza del turno di parola segue regole ben precise e può avvenire attraverso due tecniche:
eteroselezione o autoselezione. prima tecnica chi sta parlando seleziona il parlante successivo e gli attribuisce il diritto di parlare.
Con la tecnica dell’autoselezione, invece, il parlante successivo inizia a parlare senza che vi sia un invito a farlo da parte di chi sta parlando.