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MONTECCHI-VENUDA 11 Catalogare il web con i metadati - Coggle Diagram
MONTECCHI-VENUDA 11
Catalogare il web con i metadati
se per le risorse elettromagnetiche ad accesso locale (REL) lo standard ISBD e le Regole di catalogazione permettono di rappresentarle nel catalogo della biblioteca e di fornire ai lettori gli strumenti e gli elementi per poterle cercare, trovare, valutare, ottenere; per le RER il discorso è diverso:
Quasi tutte le risorse elettroniche remote (RER) pubblicate sul web non sono reperibili attraverso la mediazione di un catalogo di biblioteca
Per poter cercare le risorse elettroniche remote, possiamo usare gli abituali motori di ricerca disponibili in Rete
Ma:
i risultati sono però poco affidabili e
provocano un sovraccarico di informazioni nei confronti di chi ha avviato la ricerca e
lo mettono di fatto nelle condizioni di non poter utilizzare l’eccessiva quantità di informazioni ottenute: quindi, è difficile per chi cerca nella rete, trovare risorse rilevanti per i propri interessi
per questo motivo, quando una persona decide di rendere
pubblica la propria risorsa in Rete, deve dotarla di INFORMAZIONI STRUTTURATE (DATI STRUTTURATI=LINKED DATA>>consentono di collegare i dati fra loro) che la descrivano>>metadati descrittivi: ASSIMILABILI ALLE SCHEDE DI UN CATALOGO o AI RECORD BIBLIOGRAFICI>>queste informazioni strutturate forniscono facilmente alle persone e ai motori di ricerca gli elementi per identificare le risorse e per valutarle
quindi, FAR CATALOGARE LE RISORSE, al momento della loro realizzazione, DAL CREATORE STESSO DELLA RISORSA, in modo semplice e comprensibile
(utilizzare uno schema di metadati può apparire complesso, ma
alcune risorse della rete offrono supporto a chi vuole iniziare ad utilizzare questa tecnica di
catalogazione all’origine delle risorse di rete.
Questa esigenza di catalogare le risorse in questo modo, ha portato gli esperti ad elaborare numerosi schemi di metadati, ovvero schemi di dati che forniscono informazioni su altri dati (le risorse)
tali schemi di metadati sono adatti a diversi scopi e impieghi che si possono riassumere in tre categorie
funzionali:
metadati descrittivi, assimilabili alle schede di un catalogo o ai record bibliografici
metadati amministrativi e gestionali (MAG) che forniscono informazioni su:
condizioni di accesso
criteri di conservazione digitale della risorsa
diritti d’autore
metadati strutturali che vengono collegati alla risorsa, consentendone la visualizzazione e la navigazione (ad esempio col codice HTML)
DUBLIN CORE: è un set di elementi in grado di descrivere un’ampia gamma di risorse disponibili in Rete
presentato per la prima vota nel 1995 in un Workshop tenutosi negli USA, con lo scopo di affrontare il problema della descrizione e della ricerca di risorse disponibili sulla rete
questo schema di metadati prevede due livelli di descrizione:
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le RER che invece sono reperibili nel catalogo di una biblioteca, lo sono perché considerate veramente utili, ovvero basate sull’interesse del pubblico.
I FORMATI DI SCAMBIO DEI DATI BIBLIOGRAFICI: L’UNIMARC (UNIversal MAchine Readable Cataloguing): formato standard per favorire la circolazione dei dati, per condividerli, scambiarli o derivarli. Un formato comune che consenta a tutti i software di gestione di riconoscerli e di importarli.
infatti, una caratteristica dello strumento informatico è quella di favorire la circolazione dei dati.
È necessario che i dati bibliografici siano strutturati secondo un formato comune che li etichetti e assegni loro un preciso significato, e che consenta ai software di importarli nella
base dati.
Un formato di scambio standard suddivide e struttura tutti gli elementi informativi e tutti gli accessi in campi e sottocampi, permettendo al software di riconoscere il significato e il contenuto di ciascun campo e sottocampo
necessità affrontata nel 1965 dalla
Librery of Congress di Washington con il progetto MARC (Machine-Readable Cataloguing)
In questo congresso è stato possibile realizzare un formato di scambio che si è diffuso a livello internazionale e sul quale si è basato lo standard ISO 2709-1973 "Formar for bibliographic interchange on magnetic tape"
Nonostante la diffusione internazionale, il formato non è standardizzato e molte nazioni hanno maturato dei formati MARC adattando il formato originale alle caratteristiche ed esigenze linguistiche e catalografiche proprie
Questo proliferare di formati ha comportato lo sforzo
internazionale di un’unificazione bibliotecaria verso un unico formato, ovvero l’UNIMARC (Universal MARC) che cerca di costruire una lingua comune tramite la quale possano circolare e
conversare i dati bibliografici tra le nazioni, e tra le istituzioni bibliotecarie
Lo sforzo internazionale di creare un unico formato è stato l’obiettivo, a partire dagli anni '70, dell’IFLA con il programma
di Controllo Bibliografico Universale (UBC): scopo di creare a livello mondiale un sistema appunto per lo scambio controllato di informazioni bibliografiche e di rendere disponibili OVUNQUE i dati bibliografici di TUTTE le pubblicazioni di QUALSIASI paese.
Gli scopi
principali dell’UBC erano:
promuovere lo scambio e l’uso della registrazione bibliografica in un formato condiviso, tramite la standardizzazione delle descrizioni bibliografiche e dei criteri di scelta
far adottare a ogni nazione il principio che l’Agenzia Bibliografica Nazionale è responsabile per la compatibilità bibliografica dei record prodotti nel rispetto delle regole nazionali
rimuovere le barriere che impediscano l’universalità degli standard e che impediscono lo
scambio internazionale.
dal 2003 l' "UNIMARC Core Activity" ha il compito di coordinare le attività finalizzate allo sviluppo, manutenzione e
promozione del formato UNIMARC.
Il formato di un record bibliografico può esser inteso come un modello di presentazione strutturata dell’informazione, comprensibile sia alle persone sia ai software di gestione della biblioteca
Le stesse informazioni che vengono normalmente registrate nella scheda di un catalogo cartaceo, trovano posto anche in un record bibliografico, che si trova in un catalogo informatizzato, il quale ha bisogno anche di altre informazioni, necessarie alla comprensione e all’elaborazione dei
record
Il formato di un record è di norma definito:
dalla struttura, che informa sui criteri
secondo cui è costituito e organizzato il record
dagli identificatori di gestione, codici che
consentono di identificare gli elementi informativi
e dal contenuto del record, cioè dai dati veri
e propri delle informazioni.
I formati MARC (tra cui l’UNIMARC) NON si occupano di come descrivere e catalogare un documento
I formati MARC (tra cui l’UNIMARC) si occupano di codificare in modo standardizzato le informazioni bibliografiche presenti nei record che sono usati dai diversi software di gestione delle biblioteche:
infatti, da una struttura frammentata e codificata come quella dell’UNIMARC è possibile ricomporre la notizia bibliografica in funzione delle singole esigenze di:
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TERMINOLOGIA E STRUTTURA DEI CAMPI:
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STRUTTURA DEL RECORD BIBLIOGRAFICO>>>
UNIMARC, nel trasferire i dati, organizza la struttura del record in 3 parti:
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UNIMARC è stato pensato come:
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L’IFLA ha anche considerato altri elementi per la CIRCOLAZIONE delle informazioni catalografiche:
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