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La musica nell'antica Roma - Coggle Diagram
La musica nell'antica Roma
adottarono
gli strumenti dai popoli conquistati
dagli egizi
arpe, sistri e timpani
dagli etruschi
corni e flauti
dai greci
lire, cetre, trombe ed aulos
dopo la conquista della Grecia
si diffuse a Roma un maggiore interesse per la musica ed il teatro
la musica
non ebbe un ruolo fondamentale
perché
portati alla conquista e alle relazioni politiche la consideravano un'arte poco maschile; la consideravano un divertimento alle cerimonie religiose o militari
usavano
la musica anche per allietare banchetti
o per conferire solennità ai riti funebri
pantonomima
-rappresentazione scenica muta-
uno spettacolo in cui tutto è espresso attraverso i gesti e la danza, nella quale c'era la partecipazione di uno o più suonatori di aulos
avevano anche la tragedia e la commedia
diversi imperatori romani
si cimentarono nella musica da Adriano a Commodo che trascurava gli affari di stato;
da Eliogabalo che suonava diversi strumenti ad Alessandro Severo che era un grande esecutore
il più famoso
fu Nerone, il quale pretendeva dai sudditi un'ammirazione incondizionata arrivando al punto nelle arene di pagare un gruppo di persone che applaudisse quella che oggi è detta claque
Nerone
si sentiva un "divino"
ma artisticamente valeva ben poco