Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
L'ITALIA DOPO L'UNITA' (L'AVVENTO DI CRISPI E LA CRISI DI…
L'ITALIA DOPO L'UNITA'
(L'AVVENTO DI CRISPI E LA CRISI DI FINE SECOLO)
a causa delle crescenti importazioni di cereali provenienti dall'America, tra iI 1880 e il 1887 il
prezzo dei cereali in Italia si dimezzò e trascinò nella crisi tutta la produzione agricola
dal settore agricolo la crisi dilagò in
quello industriale
nel 1887 vennero introdotte alte tariffe doganali sul
grano e su molti prodotti industriali
la svolta protezionistica della Sinistra storica ebbe
sicuri effetti positivi sulla produzione industriale, ma l'aumento del prezzo del grano (e quindi
del pane) determinò un notevole peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari
tra il 1881 e il 1901 più di 2 milioni di persone abbandonarono per sempre l'Italia
nel
1882
l'Italia decise di allearsi con la Germania e l'Austria.
(l'accordo diede luogo alla
Triplice Alleanza
, la cui natura era puramente difensiva, ma la cosa suscitò enorme clamore a causa delle terre irredente)
mentre il
governo stipulava la Triplice Alleanza, prendeva il via l'avventura coloniale italiana
venne occupato uno stretto territorio (acquistato dalla compagnia di navigazione Rubattino)
nei pressi della
Baia di Assab
, sul Mar Rosso
nel 1885 le truppe italiane mossero alla
conquista di
Massaua
, scatenando la reazione del negus d'Etiopia
nel gennaio del 1887 a
Dogali
un reparto italiano di 500 uomini venne sorpreso e massacrato dagli etiopi
nell'estate del 1887 Depretis morì e gli succedette
Francesco Crispi
convinto ammiratore di Bismarck e difensore della Triplice Alleanza,
sosteneva la necessità di uno Stato forte
assunse su di sé contemporaneamente le cariche di Presidente del Consiglio,
ministro degli Esteri e degli Interni
in politica estera, Crispi ebbe un orientamento decisamente ostile alla Francia, con cui iniziò la "guerra doganale"
nel
1889
venne
promulgato un nuovo codice penale, noto come
codice Zanardelli
, con cui venne abolita la pena di morte
a questo, però, fece da contrappeso una
legge di pubblica sicurezza
, anch'essa varata
nel 1889, che restringeva i diritti sindacali e accresceva i poteri della polizia
all'autoritaria politica interna, Crispi affiancò un'aggressiva politica coloniale (nel
1889
venne firmato con il negus Menelik di Etiopia il
Trattato di Uccialli
, che riconosceva i possedimenti italiani in Eritrea e il protettorato
italiano sull'Etiopia e la Somalia)
messo in minoranza, nel 1891 Crispi
rassegnò le dimissioni
la Presidenza del Consiglio passò prima al conservatore
Di Rudinì
, poi a
Giovanni Giolitti
, che dovette subito affrontare un grave problema di ordine pubblico: lo scoppio in
Sicilia del moto di protesta popolare dei
Fasci siciliani
(esplosione di rabbia per le vessazioni cui era sottoposto il popolo siciliano)
Giolitti decise di affrontare la questione con prudenza e non fece ricorso a misure eccezionali
nel frattempo scoppiò lo scandalo
della Banca Romana che, per coprire gli ammanchi, aveva iniziato a stampare lire in eccedenza rispetto ai limiti di legge
accusato di «debolezza» e di aver coperto lo scandalo della Banca Romana, nel dicembre del 1893 Giolitti dovette
rassegnare le dimissioni
al governo tornò l'uomo «forte», Crispi, che immediatamente proclamò lo stato d'assedio in Sicilia
Crispi rivolse poi nuovamente la propria attenzione alla politica
coloniale, rivendicando il rispetto da parte dell'Etiopia dell'interpretazione italiana del Trattato di Uccialli (al rifiuto di Menelik, le truppe italiane penetrarono in Etiopia)
lo scontro si risolse ancora una volta in un disastro: il 1 marzo 1896, le truppe italiane furono sconfitte ad
Adua
e Crispi si dimise
a sostituire Crispi venne chiamato al governo il marchese Antonio Di Rudinì, che nel 1896 firmò con Menelik il
Trattato di Addis Abeba
(l'Italia rinunciava all'Etiopia)
il popolo era alla fame e scoppiarono una serie di rivolte: la più grave
6 maggio del 1898
, a Milano, dove il generale
Bava
Beccaris
ordinò ai suoi uomini di sparare sulla folla che protestava, anche con il cannone
Di Rudinì diede le dimissioni, e Umberto I affido' il governo a
Pelloux
, il quale indisse nuove elezioni
il
29 luglio 1900
l'anarchico
Gaetano Bresci
, per
vendicare i morti di Milano, uccise il re Umberto I a Monza
il nuovo re Vittorio Emanuele III decise di affidare il
governo a
Zanardelli
, con ministro degli Interni Giolitti