utilitaristica in cui il Potlatch era un modo per massimizzare l’utile: il fine era quello di salire di rango, quindi non era un fenomeno irrazionale. Spinto probabilmente dalla sua disposizione antirazzista, Boas descrisse il Potlatch in termini d’economia di mercato, avvicinando i selvaggi agli occidentali, ma per questo fu anche accusato di etnocentrismo.
In seguito venne data un’interpretazione storico-ecologica che contestualizzava quella degenerazione all’interno della cornice del colonialismo, tenendo, quindi, conto che i Kwakiutl erano stati decimati, soprattutto a causa delle epidemie dovute al contatto con gli occidentali, e si erano ritrovati ad avere risorse eccessive rispetto alle loro strette necessità (non a caso venivano distrutti soprattutto prodotti commerciali europei). Inoltre erano popoli molto bellicosi ai quali venne vietato di farsi guerra, perciò riversavano le loro ostilità nei Potlatch