Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
LA DIDATTICA (CAPITOLO 1) - Coggle Diagram
LA DIDATTICA
(CAPITOLO 1)
La problematicità della didattica sta appunto nell’interazione di 6 variabili principali che sono:
CHI?: per quanto riguarda la prima variabile essa è costituita da chi insegna ovvero il docente , l’ educatore che ha il compito di indirizzare orientare e facilitare l’ apprendimento del soggetto e il processo formativo. È un trasmettitore di conoscenze, una guida e deve quindi essere in grado di accrescere nei soggetti il piacere della conoscenza attraverso percorsi didattici.
A CHI?: riguarda a chi si insegna ovvero il soggetto acquisitore di conoscenze come lo studente.
è fondamentale la conoscenza del singolo alunno, in tutte le variabili della soggettività (psicologiche , familiari), per la buona riuscita del processo formativo. Quindi la conoscenza del soggetto e l’ analisi della sua domanda di apprendimento diventano requisiti essenziali per la costruzione dell’ offerta formativa. Solo conoscendo il soggetto infatti si può essere certi che i contenuti aderiscano ai suoi bisogni.
COSA E PERCHE’?: si riferisce al cosa si insegna (i contenuti, le conoscenze) e al perché ( le finalità, gli scopi). In particolare le scuole di oggi deve non solo trasmettere contenuti attinenti ai programmi nazionali , ma deve anche proporre didattiche adeguate ad agganciare questi contenuti al territorio, alla cultura dei diversi contesti, generati dall’ epoca storica, per raggiungere specifici obiettivi.
COME?: si riferisce al come si insegna e mette in rapporto il chi , al chi e il come e il perché, si riferisce a tutte quelle procedure ,metodologie e tecniche di insegnamento. Questa variabile costituisce il cuore della didattica, proprio perché essa è teoria e pratica del come insegnare.
Per questo un metodo di insegnamento per essere efficace non deve solo concentrarsi sulle variabili cognitive , ma anche su quelle affettive , psicologiche ,emozionali e culturali del soggetto. Per questo pone attenzione alla dimensione negoziale-simbolica dello scambio educativo.
DOVE?: riguarda il dove si insegna inteso sia come spazio fisico sia come conteso socio-culturale. In didattica riveste un ruolo molto importante anche il modo in cui sono allestiti gli ambienti (la disposizione dei banchi, la cattedra), quanto la struttura dei rapporti sociali ,dei ruoli e dei requisiti sociali che animano tali spazi. Il dove è fondamentale poiché l’ inclusione di elementi che caratterizzano il luogo dell’ apprendimento in quel contesto rende più efficace l’ insegnamento.
QUANDO?: si riferisce al tempo dell’ insegnamento , in didattica saper individuare il tempo giusto costituisce una condizione essenziale per il successo didattico. Saper quindi aspettare i tempi di ciascun allievo è una dote essenziale del docente. Proprio perché l’ apprendimento è un processo naturale e spontaneo profondamente influenzato dalle variabili di natura soggettiva del soggetto. Per questo il tempo di apprendimento non può essere determinato a priori.
Queste 6 variabili agiscono sistemicamente in 3 distinte fasi:
LA PROGETTAZIONE: corrisponde al lavoro di ideazione e pianificazione dell’ intervento formativo e didattico. Generalmente gli insegnanti si aiutano avvalendosi della programmazione (per obbiettivi o per mappe concettuali).
LA GESTIONE: corrisponde al lavoro che si svolge in aula teso ad assicurare l’ opportuno svolgimento della lezione, un interazione comunicativa adeguata tra allievo e insegnante e un clima positivo di apprendimento volto a stimolare gli alunni.
LA VALUTAZIONE: è l’ aspetto più complesso e consiste quindi nel comprendere se le variabili hanno funzionato bene tra di loro al fine di avere un risultato di apprendimento significativo. E la complessità di tale processo consiste proprio nell’ essere più oggettivi possibili.
Essa è una disciplina dalle origini antiche , già nella maieutica di Socrate sono presenti indicazioni relative al come i maestri debbano regolare le proprie azioni rispetto agli allievi.
Tuttavia una vera e propria riflessione sull’ insegnare intesa come arte necessaria alla trasmissione del sapere si afferma solo a partire dal 600.
Infatti la didattica attualmente è legata all’ insegnare , è un insieme di conoscenze e metodi sui processi di insegnamento e di apprendimento che si sviluppano a partire dal confronto tra pratica e teoria. Nello specifico la didattica si interessa dei processi di progettazione, attuazione , gestione e valutazione dei percorsi educativi , nei diversi contesti di apprendimento.
Quindi la didattica include sia un versante teorico –interpretativo , sia un versante pratico.
Oltre a questi due versanti però quello che caratterizza la didattica è la variabilità degli ambienti e dei contesti in cui il processo di insegnamento si realizza e a questo si aggiunge anche che ogni esperienza educativa coinvolge individui e per questo coinvolge variabili come la soggettività di tipo psicologico e emozionale.
Infatti a partire dalla seconda metà del 900 la riflessione sui caratteri della scientificità cambia per cui è definibile come scienza tutto ciò che può essere osservato e dimostrato empiricamente. Per questo muta completamente l’ idea stessa di scienza si passa infatti da scienza della certezza a scienza del dubbio.
Questo approccio indica quindi che nulla può essere conosciuto con certezza.
“Il dubbio sul dubbio da al dubbio stesso una nuova dimensione quella della riflessività”.
La conoscenza per questo risulta essere sempre :
-situata: cioè legata ai luoghi in accade;
-l’ attività cognitiva è carica di teoria: (teoria dell’ esperienza) facendo riferimento alle esperienze già vissute;
-l’ uomo pensante è sempre responsabile del suo pensiero: responsabile della sua conoscenza e quindi delle sue azioni future.
Possiamo dire quindi che è scienza non tutto ciò che può essere dimostrato ma tutto ciò che attraversa processi critico riflessivi rigorosi che portano al dubbio e fungono da verifica di qualità del sapere prodotto.
La didattica quindi non ha a che fare con la regolarità , ma deve comunque svolgere un ruolo di guida per l’ azione e strategie di intervento come qualsiasi altra scienza e per questo motivo ha un valore:
-prescrittivo: capace di suggerire pratiche e strategie;
-predittivo: capacità di ipotizzare previsioni circa i processi in oggetto.
La didattica quindi è scienza nel momento in cui assume un ruolo problematico e critico e lo fa attraverso queste acquisizioni:
non esistono leggi sempre valide;
non è possibile ridurre i fatti educativi formalizzandoli;
qualunque concezione didattica ha alla sua base una visione soggettiva e culturale del mondo, dell’ uomo e della conoscenza;
la didattica deve offrire concreti orientamenti all’ azione;
la didattica si guadagna la sua credibilità sul campo.