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IL FASCISMO
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Movimento che prende il nome dai fasci di bastoni legati con una scure, simbolo di potere nell’antica Roma
Il fascismo sfrutta il risentimento dei reduci disoccupati e ottiene l’appoggio dei nazionalisti umiliati dalla “vittoria mutilata”.
Ottiene infine il sostegno della classe dirigente, dei proprietari terrieri e della borghesia.
L'ECONOMIA FASCISTA
Già nel 1925 il regime interviene nell'economia, riducendo le importazioni e lanciando campagne propagandistiche.
Sia la battaglia del grano che quella della lira, condite da toni patriottici, producono effetti negativi.
Dopo la crisi del '29 lo Stato interviene ancora di più. Per creare lavoro Mussolini dà impulso alle opere pubbliche.
Nel 1931 viene creato l'Istituto per la ricostruzione industriale (IRI): lo Stato si ritrova a gestire direttamente importanti settori industriali.
Dopo un decennio di regime fascista l'Italia è ancora un Paese arretrato. Gli italiani guadagnano la metà dei Francesi e un terzo degli Inglesi.
Anziché promuovere lo sviluppo economico, Mussolini si lancia in una politica estera di conquista, con scarsi profitti.
Nel 1929 viene firmato il Concordato tra Stato e Chiesa, noto con il nome di Patti lateranensi.
Papa Pio XI riconosce Roma come capitale del regno d’Italia: in cambio il governo assicura alla Chiesa la sovranità sullo Stato indipendente di Città del Vaticano.
L’alleanza tra Mussolini e la Germania di Hitler spinge il regime fascista ad introdurre le leggi razziali contro gli Ebrei (1938). Gli Ebrei vengono considerati biologicamente estranei alla razza italiana e quindi pericolosi.
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