La seconda tipologia, maturata sul finire del XII secolo in area francese e molto ripresa soprattutto nei due secoli successivi, è, invece, quella del Chrìstus pàtiens (Cristo sofferente). Ricollegandosi alla tradizione bizantina il Cristo viene rappresentato morto, con il capo reclinato e gli occhi chiusi. In questo modo si vuole privilegiare l’aspetto dell’umanità di Gesù che soffre e partecipa, come tutti gli uomini, al dolore, piuttosto che la sua natura divina, quindi immune dalla sofferenza